Sistema Sanitario tedesco: ecco come funziona

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Il Sistema Sanitario tedesco coniuga due modelli di sanità contrapposti: quello occupazionale-privato e quello universalistico-pubblico. In Germania, il servizio sanitario tedesco è considerato molto competitivo, se non altro perché le attrezzature e il personale medico sono di altissima qualità. Tuttavia, come vedremo, anche lì si trascinano problematiche relative ai tempi di attesa per le visite specialistiche. Secondo i dati ufficiali, la principale potenza economica europea spende molto nella sanità, dove a livello pro-capite gli investimenti tedeschi (circa 7.000 euro) sono più del doppio rispetto a quelli italiani.

Sistema Sanitario tedesco: com’è organizzato

In Germania, lo Stato centrale tedesco detta le regole del sistema sanitario nazionale e le condizioni generali per le cure mediche, ma non è coinvolto né come finanziatore, né come gestore, e nemmeno come proprietario di aziende sanitarie. In tale contesto, operano tre istituzioni a livello regionale che si occupano del finanziamento, dei servizi e delle infrastrutture del sistema, ovvero: i Länder attraverso il proprio Ministero sanitario; le mutue assicurazioni; e le associazioni mediche. I Länder sono impegnati a programmare e finanziare gli investimenti e le infrastrutture (ospedali, reparti, attrezzature, accessi alle convenzioni e formazione specialistica), accreditare i volumi di produzione, finanziare i sistemi di integrazione ospedale-territorio ed effettuare il controllo di legittimità. Alle casse mutue è riservato il compito di programmare, negoziare e acquistare le prestazioni per i propri assistiti. In sostanza, il Land definisce e finanzia gli investimenti, le mutue negoziano e finanziano le spese sanitarie correnti, trattando con gli ospedali e i medici convenzionati.

Il servizio sanitario tedesco si basa su due pilastri: pubblico e privato. Il servizio pubblico è riservato ai dipendenti con un reddito lordo annuo non superiore a 50.850 euro. L’iscrizione alle assicurazioni sanitarie pubbliche in via obbligatoria è fatta dal datore di lavoro, mentre diventa facoltativa per chi guadagna più della soglia stabilita. L’accesso non richiede alcuna condizione medica. Se non si è soddisfatti della propria assicurazione pubblica, l’assicurato può sempre cambiarla (ne esistono un centinaio in Germania) oppure integrarla con una privata. Il premio assicurativo è fissato dalla legge al 14,6% del salario lordo, indipendentemente dallo stato di salute del lavoratore. Quasi la metà dell’importo (47%) è a carico dal datore di lavoro. I contributi vengono trattenuti dalla busta paga, ma non sono versati dai disoccupati o da chi percepisce redditi al di sotto di 450 euro mensili, in quanto è lo Stato a farsene carico. Quest’ultimo paga, tramite finanziamenti specifici ai Länder, anche per l’assistenza dei disabili, dei minorenni o per le categorie che altrimenti non potrebbero iscriversi alle assicurazioni.

Per quanto riguarda il servizio privato, vi accedono i dipendenti che hanno superato da almeno tre anni il reddito di 50.850 euro, i lavoratori autonomi e i funzionari pubblici. La scelta in questo caso è quasi definitiva, in quanto poi ci sono numerosi vincoli per rientrare nel sistema sanitario pubblico. I contributi delle assicurazioni private sono stabiliti in base ad alcuni fattori, oltre al reddito, quali: l’età, il sesso, i rischi sul lavoro, le malattie attuali e pregresse, nonché ogni altro elemento che determina un rischio personale e che viene stabilito da accertamenti sanitari. Per coloro che hanno un’età più giovane, uno stipendio più alto e non hanno problemi di salute, il contributo è più basso; mentre con l’avanzare dell’età e l’insorgere di patologie, il premio cresce, pur mantenendosi entro un certo limite. A ragion veduta, si chiede alle assicurazioni di creare un capitale di riserva risparmiando quando l’assicurato è ancora giovane. Di norma le assicurazioni private in Germania forniscono un servizio più completo rispetto alle assicurazioni sociali, nel senso che ad esempio pagano meglio i medici e offrono rimborsi anche per i ricoveri nelle cliniche private non convenzionate.

 

I servizi sanitari in Germania

Una volta iscritti al servizio sanitario, bisogna scegliere un medico di base, che non è possibile cambiare per un intero trimestre. Bisogna prestare molta attenzione prima di selezionare un professionista, in quanto alcuni medici accettano esclusivamente pazienti coperti da un’assicurazione privata. In Germania, gli ambulatori sono aperti i giorni lavorativi della settimana, eccezion fatta per il mercoledì e il venerdì pomeriggio. I pazienti del servizio pubblico non pagano le visite, che diventano a carico del fondo di assicurazione sanitaria pubblico. Tali pazienti ricevono la richiesta del medico curante per effettuare le visite specialistiche, mentre i soggetti iscritti al servizio privato non hanno bisogno di questo passaggio.

La nota dolente è che, come abbiamo accennato, le visite specialistiche spesso richiedono tempi di attesa lunghi, che possono estendersi a diverse settimane. Ad ogni modo, i fondi di assicurazione sanitaria – sia pubblici che privati – non coprono tutte le situazioni. Pertanto, è necessario fare una verifica prima di chiedere una visita specialistica. Per poter usufruire delle visite mediche con tutti i medici convenzionati con le casse mutue, i pazienti devono versare 10 euro ogni tre mesi oltre al contributo normale, nonché una tassa di 10 euro ogni volta che usufruiscono della visita dal medico o dal dentista.

L’accesso agli ospedali è libero per chiunque debba ricevere le cure mediche, a parte alcuni ospedali privati. Il ricoverso prevede un prezzo di 10 euro al giorno. Di norma, in Germania le strutture sono molto efficienti, all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e ben amministrate. Tuttavia, il costo può essere elevato, quindi occorre verificare la copertura. Quest’ultima c’è per i farmaci che sono venduti dietro prescrizione medica, ma bisogna pagare una franchigia pari al 10%, con un minimo di 5 euro e un massimo di 10 euro. Per quanto attiene ai farmaci da banco, invece, non c’è alcun rimborso da parte dell’assicurazione sia pubblica che privata.

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Redazione

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