Amazon chiude Alexa (il sito, non l'assistente vocale) - Borsa e Finanza

Amazon chiude Alexa (il sito, non l’assistente vocale)

Alexa.com: schermata

Amazon ha deciso di chiudere Alexa.com a 25 anni dalla sua fondazione. La piattaforma, che non è da confondere con l’omonimo assistente vocale, è annoverabile tra i “siti storici” di Internet. Tuttavia, la sua ottima reputazione non è riuscita a salvarla dal pensionamento e dal 1 maggio 2022 i suoi servizi non saranno più disponibili.

L’annuncio è arrivato l’8 dicembre 2021, quando un comunicato sul sito aveva anticipato la cessazione dei servizi di analisi e ranking dei siti Internet. Già da quella data non era stato possibile creare nuovi account o iscriversi alla piattaforma. Il 15 dello stesso mese è stato dismesso l’accesso alle API del sito, interfacce di programmazione che consentivano a terzi di utilizzare la sua immensa banca dati.

Cos’era Alexa Internet

Alexa Internet era stata fondata nel 1996 da Bruce Gilliat e Brewster Kahle. L’ambizione era quella di sfruttare le potenzialità offerte da Internet per creare una moderna Libreria di Alessandria: un luogo dove dare accesso alle risorse del web. Il progetto, però, era molto diverso da Wikipedia: più che ospitare quelle risorse, Alexa aiutava l’utente a trovarle.

Agli inizi, tramite una toolbar, Alexa suggeriva quali siti visitare in base alla precedente cronologia di navigazione – un po’ come avrebbe fatto in seguito Stumbleupon (ora Mix). Alexa Internet però non si limitava ad aiutare l’utente ad esplorare il web: gli forniva informazioni molto dettagliate sulle pagine che visitava, come a chi era registrato il sito, da quante pagine era composto, quanti altri siti linkavano ad esso e quanto frequentemente era aggiornato.

Questi dati rappresentavano, e rappresentano ancora, una miniera d’oro per webmaster, blogger, professionisti del web – e non solo. In breve tempo si è arrivati anche alla fondazione di The Internet Archive (una biblioteca digitale) e alle partnership con colossi di Internet, come Google e il database DMOZ, per sfruttare tutte le potenzialità offerte dal database Alexa.

Alexa Internet è stata acquisita da Amazon nel 1999 per 250 milioni di dollari in azioni Amazon, ed è diventata un’azienda concentrata puramente sui dati, deviando in parte dalla sua missione originale.

Alexa Rank, la metrica del successo dei siti Internet

Uno dei dati più interessanti forniti dalla piattaforma era l’Alexa Traffic Rank, meglio noto come l’Alexa Rank. Come il nome suggerisce, si tratta di una metrica che permetteva di giudicare la popolarità di un sito, sia a livello regionale che a livello globale o per categoria. Visitando Alexa.com, chiunque poteva capire a colpo d’occhio quali erano i siti più popolari al mondo, le tendenze del momento e persino scoprire in quale posizione dell’immensa classifica si piazzasse il proprio sito personale.

Questo era molto utile ai proprietari dei siti anche per capire se e quanto alzare le commissioni per le pubblicità sui loro domini, ad esempio una volta scalata la classifica di qualche posizione.

Alexa Rank
La classifica Alexa Trust Rank (screenshot: 25 marzo 2022)

Ma come veniva calcolato l’Alexa Rank? All’inizio, tutte le operazioni di tracciamento e calcolo della popolarità di un sito veniva svolto dalla toolbar, che doveva essere stata installata dagli utenti. C’era un ovvio limite a questo sistema, che si basava sulle abitudini di un campione non ben definito e forse troppo omogeneo. Il modo di raccogliere informazioni è stato quindi cambiato per ottenere dati non solo dalla nuova estensione di Alexa, ma anche da altri estensioni di altri browser, come Firefox o Google Chrome.

Ad aprile 2008, l’algoritmo dell’Alexa Rank è stato ulteriormente perfezionato. Il nuovo sistema prendeva in considerazione altre risorse e offriva “statistiche certificate” ai suoi abbonati. La raccolta dati si era fatta più precisa grazie all’accesso a più dati dei siti web, immagazzinati tramite script che i webmaster stessi installavano su base volontaria sui loro domini. L’Alexa Rank aveva così cementato la sua funzione di “indicatore di popolarità“, almeno per quanto riguardava i siti più visitati del mondo.

Perché Amazon ha deciso di chiudere Alexa.com?

Al momento non è chiaro perché Amazon abbia deciso di dismettere Alexa.com.

Nel comunicato stampa che annuncia l’addio del sito si parla solo di una “decisione difficile” da parte della compagnia di Bezos. Nonostante il traffico organico del sito fosse diminuito dopo aprile 2021, le visite ad Alexa a livello mondiale rientrano ancora nell’ordine dei milioni.

Traffico organico di Alexa.com
Traffico organico stimato per Alexa.com (dati SemRush)

La vera domanda, però, è un’altra. Cosa farà Amazon con l’immenso database a sua disposizione? È difficile pensare che non ne farà alcun uso, e non solo per via dell’interesse storico-culturale che rappresentano i dati raccolti in 25 anni di osservazioni.

Improbabile quindi che questa “nuova Libreria d’Alessandria” vada per sempre perduta. Parte di essa potrebbe alimentare proprio l’assistente vocale con cui condivide il nome e che, al contrario del sito Alexa.com, continuerà a svolgere tutte le sue funzioni.

Stefania Venturetti è una Content Manager e SEO Specialist che si interessa anche del mondo dei social media. Ha lavorato come coordinatore editoriale per diversi portali d'intrattenimento legati a FOX Italia e in seguito ha partecipato allo sviluppo di NoSpoiler, sito dedicato a cinema e serie TV di cui curava anche il piano editoriale. Attualmente lavora per ELP SA , contribuendo allo sviluppo e al miglioramento del suo network di siti, tra cui Borsa e Finanza, attraverso attività che vanno dalla SEO alla content creation.

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