SPA: ecco le forme di finanziamento a disposizione di una società

SPA: ecco le forme di finanziamento a disposizione di una società

SPA: ecco le forme di finanziamento a disposizione di una società

Nel corso della vita di una SpA l’azienda necessita di ricorrere al finanziamento della propria attività. Questo è tanto più vero per le imprese che puntano molto sulla crescita come le società tecnologiche, le quali necessitano di sostegno finanziario per gli investimenti che devono sostenere. Le aziende mature invece generano più che altro risorse dal ciclo della propria attività, essendo meno impegnate negli investimenti futuri. Ad ogni modo, ogni tipologia societaria, in base al settore in cui opera, ricorre al finanziamento. Questo può essere determinato da fonti interne, ovvero che riguardano i soci della società, oppure esterne, dove si fa affidamento al capitale di terzi.

 

SpA: le forme di finanziamento interno delle società

Tra le forme più frequenti per reperire risorse senza ricorrere a terzi soggetti figurano l’aumento di capitale e il prestito dei soci. Vediamo nel dettaglio qual è il loro funzionamento.

 

Aumento di capitale

L’aumento di capitale (QUI cos’è e come funziona l’aumento di capitale) è la forma di finanziamento classica all’interno di una società e comporta l’emissione di nuove azioni. Bisogna però precisare che deve trattarsi di un aumento di capitale a pagamento, ossia dove chi acquista le nuove azioni effettua un esborso di denaro e viene modificato il patrimonio netto. Questa tecnica si distingue dall’aumento di capitale in forma gratuita, dove avviene il semplice spostamento di riserve o fondi di bilancio nel capitale sociale. 

Quando si ha la forma onerosa, le nuove azioni devono essere offerte prima ai soci che già fanno parte della società, in modo che non venga variata la composizione proprietaria dell’azienda. Questi hanno un diritto di opzione, che consente loro di acquistare le nuove azioni offerte proporzionalmente alla quota di partecipazione, oppure di vendere tale diritto sul mercato. Le azioni inoptate possono essere riservate ai soci che ne fanno richiesta all’atto della sottoscrizione attraverso il diritto di prelazione. In definitiva, l’aumento di capitale in forma onerosa comporta l’afflusso di nuove risorse finanziarie all’interno della società dai soci già presenti o da altri che si inseriscono per le azioni che rimangono inoptate. 

 

Prestito soci

Un’alternativa all’aumento di capitale, può essere l’apporto di liquidità da parte dei soci tramite il prestito. In tal caso vi sono alcuni aspetti da considerare. Innanzitutto, non è consentito a tutti i soci di effettuare finanziamenti, ma solo a quelli che rispettano le condizioni di detenzione di almeno il 2% del capitale sociale e dell’iscrizione nel Registro delle Imprese da almeno tre mesi. In secondo luogo va inserita una clausola nello Statuto della società in cui si prevede la possibilità di finanziare l’azienda attraverso prestiti da parte dei soci. 

Il terzo aspetto che va considerato riguarda la fruttuosità del prestito. Il finanziamento infatti potrà essere fruttifero, quindi generare interessi in conto capitale, che costituiscono costi nel conto economico deducibili ai fini fiscali per l’azienda; ma può anche essere infruttifero, ovvero non comportare alcun pagamento al socio finanziatore sotto forma di interessi. In tal caso, è necessario che risulti evidenziata l’infruttuosità dai documenti contabili della società. 

Il finanziamento potrà essere con o senza obbligo di restituzione. La differenza è importante dal punto di vista contabile. Se vi è l’obbligo di restituzione, la società deve iscrivere in bilancio il prestito tra i debiti da corrispondere a una certa scadenza. Se non sussiste alcun obbligo, la somma erogata dai soci non ha una scadenza e sarà restituita solamente alla fine della vita della società. Inoltre, deve essere indirizzata tra le riserve, che sono costituite a seconda dell’utilizzo che si intende fare del prestito. In tal caso si possono avere:

 

  • versamenti in conto aumento capitale, allorché la procedura di aumento di capitale sia ancora in corso alla data di chiusura del bilancio;
  • versamenti in conto futuro aumento di capitale, nell’ipotesi che la società effettuerà un futuro aumento di capitale e quindi raccoglie denaro in via anticipata;
  • versamenti in conto capitale, dove la società riceve denaro pur senza avere intenzione di futuri aumenti di capitale sociale;
  • versamenti a copertura perdite, quando il denaro ottenuto dal prestito serve per coprire perdite di bilancio che si sono manifestate.

 

SpA: le forme di finanziamento esterno

Se una società intende finanziarsi ricorrendo esclusivamente all’apporto di capitale di terzi, senza che questi sostengano il rischio d’impresa, le forme più comuni sono le seguenti:

 

Finanziamento o mutuo

Il finanziamento o mutuo avviene solitamente tramite una banca. La differenza tra le due tipologie consiste nel fatto che il finanziamento, contrariamente al mutuo, non richiede necessariamente una garanzia immobiliare. Ad ogni modo queste forme di prestito comportano una scadenza lunga e un piano di restituzione del capitale e di pagamento degli interessi in forma rateale. Solitamente ricorrono a questa forma di sostegno finanziario le aziende appena costituite, che operano in settori innovativi e che devono sostenere molti investimenti, con il ritorno proiettabile in un tempo futuro. 

Ovviamente i prestiti non necessariamente devono essere fatti da istituti di credito, ma è possibile ricorrere anche a quello di altri soggetti privati o società che dispongono di denaro da elargire a terzi. Per le scadenze più brevi, associate alla normale gestione di cassa delle aziende, solitamente si fa affidamento a strumenti di natura bancaria come cambiali finanziarie, apertura di credito in c/c, sconto bancario, anticipi su fatture, portafoglio salvo buon fine e anticipazioni bancarie.

 

Obbligazioni

Le obbligazioni sono titoli di debito attraverso cui la società riceve un prestito a medio/lungo termine da parte di investitori denominati obbligazionisti, dove vengono fissati il prezzo, la durata e il tasso d’interesse. Quest’ultimo viene corrisposto in genere attraverso un tagliandino chiamato cedola che ha scadenza semestrale o annuale. L’emissione di obbligazioni, nominative o al portatore, non deve eccedere il capitale sociale, la riserva legale e le riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato. Tale limite può essere superato solo se l’eccedenza è sottoscritta da investitori qualificati, i quali rispondono della solvenza della società se le obbligazioni vengono messe in circolazione. Un’altra eccezione riguarda la fattispecie in cui ricorrono particolari ragioni che interessano l’economia nazionale. In tal caso la società però deve essere autorizzata da parte dell’Autorità governativa. Le obbligazioni attraverso cui una società per azioni si finanzia possono essere di varie tipologie:

 

  • indicizzate, dove gli interessi e il capitale di rimborso vengono adeguati al tasso d’inflazione;
  • con warrant, in cui all’obbligazione viene allegato un buono detto appunto warrant, che dà il diritto all’acquisto di una certa quantità di azioni e obbligazioni;
  • convertibili in azioni, grazie a cui il possessore può scegliere se aspettare il rimborso alla scadenza o convertire il titolo in azioni;
  • zero coupon, dove non è previsto il pagamento di interessi periodici, ma il prezzo di rimborso è più elevato rispetto a quello di emissione.

 

Dilazioni di pagamento

Quella della dilazione di pagamento da parte dei fornitori è una formula indiretta di finanziamento di una società, in quanto di fatto l’allungamento della scadenza dei contratti di fornitura permette all’azienda di spostare in avanti l’esborso monetario per l’acquisto di beni e servizi. Infatti, è come se il pagamento venisse effettuato subito ricorrendo a un finanziamento. In entrambi i casi ci sarebbe un’uscita di denaro programmata a una certa scadenza. 

La differenza però potrebbe essere che nelle dilazioni di pagamento la società formalmente non corrisponde alcun interesse. Tuttavia, spesso accade che la merce che acquista sconta il fatto che viene pagata a una data più lontana, quindi è come se vi fosse un interesse implicito. Molto però dipende dal potere contrattuale della società: più è ampio meno si fa sentire la differenza di prezzo e più si ha accesso a forme di pagamento dilazionate. Occorre precisare che le dilazioni di pagamento hanno quasi sempre scadenza breve, ovvero 30/60/90 giorni e non possono essere accostate ai prestiti bancari o obbligazionari, che esauriscono la loro funzione abbondantemente oltre l’anno.

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Redazione

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