Stipendio basso e pensione incerta:per i giovani la soluzione dei pac

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Stipendio basso e pensione ancora di più. Sono l’attualità difficile e la prospettiva grigia che vivono tanti giovani oggi. Non solo loro, in realtà, visto che il 41% degli italiani guadagna meno di 15.000 euro lordi all’anno. Secondo l’Istat lo stipendio medio annuo in Italia si attesta intorno ai 30.800 euro, ma per le nuove generazioni la media scende sotto i 22.000 euro. Come possono i giovani, con un simile divario, costruirsi un futuro solido? In realtà esistono strumenti finanziari che permettono di valorizzare anche piccoli risparmi, come per esempio i piani di accumulo (pac).

 

In questo articolo: 

 

  • Stipendio e futuro previdenziale: una preospettiva incerta
  • Bastano 100 euro al mese e un pac
  • Attenzione agli errori comportamentali sui mercati

 

Stipendio e futuro previdenziale: una prospettiva incerta

Il tema dello stipendio si intreccia strettamente con le prospettive pensionistiche, soprattutto per i più giovani. Chi ha iniziato a lavorare, e versare contributi, dopo il 1996 rientra nel cosiddetto sistema contributivo puro, in cui la pensione futura dipenderà esclusivamente da quanto accumulato nel corso della carriera lavorativa.

Un’indagine del Centro Studi Itinerari Previdenziali evidenzia come un under 30 con carriera discontinua rischi di andare in pensione con un assegno pari al 50% del suo ultimo stipendio, tradotto in 600-800 euro netti al mese dopo quarant’anni di lavoro. In parallelo, l’inflazione continua a erodere il potere d’acquisto delle famiglie italiane: dal 2019 al 2023, la spesa reale è calata di oltre il 9%, con circa 6 miliardi di euro persi nei risparmi.

La gestione dello stipendio, anche se magro, e la costruzione di un capitale per il futuro, richiedono un elevato grado di consapevolezza finanziaria, che però risulta ancora bassa nel nostro Paese. L’Osservatorio Edufin Index rivela che solo il 40% degli italiani possiede competenze finanziarie minime accettabili, mentre un preoccupante 12% si trova in pieno analfabetismo finanziario.

Tra i giovani, un terzo non distingue tra azioni e obbligazioni, e oltre il 40% non comprende l’impatto dell’inflazione sui risparmi. Al contempo, una fetta crescente di giovani investitori, il 30,8% secondo l’Osservatorio Finanza Digitale, opera online e mostra un certo interesse verso i mercati, benché vi sia il rischio di confondere speculazione con pianificazione finanziaria.

 

Bastano 100 euro al mese e un pac

Antonio Amendola, portfolio manager e docente universitario, sottolinea come “il tempo sia il capitale invisibile che i giovani hanno a disposizione”. Attraverso l’esempio di due risparmiatori, Marco e Luisa, emerge come iniziare a investire presto, anche con somme modeste, possa generare risultati simili a investimenti più consistenti fatti in età più avanzata: Marco, iniziando a 18 anni con 200 euro mensili per 12 anni, raggiunge un capitale finale di circa 340mila euro, mentre Luisa, iniziando a 35 anni con 400 euro al mese fino a 65 anni, arriva a 400mila euro. Questo dimostra come rinviare il risparmio possa comportare la perdita di decine di migliaia di euro in futuro, un aspetto cruciale da considerare insieme alla gestione dello stipendio.

Amendola insiste sull’importanza di pianificare con metodo e disciplina, proteggendosi dall’inflazione attraverso piani di accumulo del capitale (pac). “Un pac da 100 euro al mese, mantenuto per trent’anni, può trasformarsi in decine di migliaia di euro”, afferma.

 

Attenzione agli errori comportamentali sui mercati

Tuttavia, l’efficacia di qualunque piano finanziario è spesso compromessa dai bias cognitivi, come avversione alle perdite ed eccesso di ottimismo, che Daniel Kahneman ha ampiamente studiato. Uno studio di Dalbar Inc. conferma che negli ultimi trent’anni gli investitori hanno ottenuto rendimenti inferiori del 3-4% rispetto ai mercati a causa di vendite impulsive e sospensioni di piani di accumulo.

L’educazione finanziaria, insomma, deve andare oltre la semplice conoscenza dei mercati e delle strategie di investimento, includendo anche il controllo emotivo e l’automatizzazione delle scelte finanziarie, come aprire conti separati per il risparmio o impostare bonifici ricorrenti.

Solo così sarà possibile proteggere il capitale accumulato e costruire una base solida per il futuro, nonostante stipendi bassi, inflazione e incertezze previdenziali. Solo unendo consapevolezza, disciplina e pianificazione si potrà gestire al meglio lo stipendio, tutelare il potere d’acquisto e garantire una sicurezza economica nel lungo periodo in un’Italia che continua a mostrare segnali di precarietà e fragilità finanziaria.

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Redazione

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