La Tari rappresenta una delle principali imposte locali da pagare ogni anno. La tassa, che riguarda il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, ha una gestione diversa rispetto ad altre imposte, come l’Imu, poiché le date di pagamento e le modalità variano da comune a comune. È fondamentale, quindi, conoscere le scadenze e come effettuare il versamento per non incappare in spiacevoli sorprese. Nel corso dei paragrafi forniremo una panoramica dettagliata del tributo.
In questo articolo:
- Quando va pagata la Tari 2025?
- Come si paga la Tari?
- Sanzioni e interessi per il pagamento in ritardo
Quando va pagata la Tari 2025?
A differenza di altre imposte, come l’Imu, che hanno scadenze prestabilite a livello nazionale, la Tari non prevede una data di pagamento univoca. Ogni comune stabilisce autonomamente le scadenze e le modalità di pagamento. Per evitare di incorrere in sanzioni, è necessario consultare il sito web del proprio comune o l’avviso che viene inviato a casa, per conoscere la data esatta in cui dovrà essere versato l’importo dovuto.
Generalmente, la consuetudine è che la Tari venga pagata in tre rate durante l’anno. Le più comuni per i pagamenti sono:
- Prima rata: generalmente fissata entro aprile;
- Seconda rata: di solito entro luglio;
- Terza rata o saldo finale: solitamente entro dicembre.
In alcuni comuni, le scadenze possono variare e talvolta la rata finale può essere anche unificata in un unico pagamento. Altri potrebbero chiedere di saldare l’intero importo della Tari in un’unica soluzione già a metà anno.
Ad esempio, il Comune di Genova ha fissato per le utenze domestiche le seguenti scadenze Tari 2025:
- 30 marzo 2025: prima rata o pagamento in un’unica soluzione;
- 30 aprile 2025: seconda rata;
- 30 maggio 2025: terza rata.
Analogamente, il Comune di Torino ha stabilito per le utenze domestiche:
- 30 aprile 2025: prima rata;
- 30 maggio 2025: seconda rata;
- 30 giugno 2025: terza rata;
- 30 luglio 2025: quarta rata;
- 16 dicembre 2025: saldo finale
Sia il Comune di Genova che quello di Torino offrono agevolazioni per determinate categorie di contribuenti. Ad esempio, a Torino è previsto uno sconto del 10% per i nuclei familiari con più di quattro componenti, residenti in abitazioni fino a 80 metri quadrati. Inoltre, sono previste misure di sostegno per le attività situate nei pressi del Parco del Valentino, interessate da lavori di riqualificazione
Va inoltre ricordato che non esistendo una scadenza nazionale per il pagamento della Tari, ogni comune gestisce autonomamente le tempistiche e può stabilire diverse modalità di pagamento che possono influire sulle scadenze specifiche. Pertanto, per evitare disguidi, è importante seguire le comunicazioni ufficiali del comune di residenza.
Come si paga la Tari
Le modalità di pagamento della Tari 2025 possono variare in base alle disposizioni comunali. Tuttavia, le opzioni più comuni sono quattro:
- Modello F24: utilizzando il codice tributo 3944 nella sezione dedicata ai tributi locali.
- Bollettino postale: inviato dal comune o disponibile presso gli uffici postali.
- Mav (Pagamento mediante avviso): un bollettino precompilato utilizzabile presso banche o online.
- PagoPA: piattaforma digitale per i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, sempre più adottata dai comuni italiani.
Ad esempio, il Comune di Latina ha introdotto il pagamento tramite PagoPA. Il sistema permette ai contribuenti di effettuare il versamento attraverso home banking, app di pagamento, sportelli ATM, uffici postali e punti vendita autorizzati.
Anche in questo caso, per evitare inconvenienti, è consigliabile verificare le modalità di pagamento specifiche previste dal proprio comune, consultando il sito istituzionale o contattando l’ufficio tributi competente.
Sanzioni e interessi per il pagamento in ritardo
Anche se la Tari non prevede scadenze nazionali, è importante sottolineare che il pagamento del tributo deve avvenire entro l’anno solare. Se il pagamento non viene effettuato entro la fine dell’anno, i comuni possono applicare interessi di mora e sanzioni amministrative. Se il pagamento avviene entro l’anno successivo, il comune invierà un sollecito di pagamento con l’importo aggiornato, comprensivo di sanzioni e interessi.
Sebbene ogni comune abbia la possibilità di stabilire le modalità di riscossione e le scadenze, la regola generale è che non sono previste sanzioni se il pagamento viene effettuato entro l’anno di competenza della tassa. È quindi fondamentale non perdere la scadenza, per evitare spiacevoli aggravi economici.









