Tari: chi deve pagarla tra inquilino e proprietario
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Tari: chi deve pagarla tra inquilino e proprietario?

Quando un alloggio è dato in affitto, a chi spetta l’onere di pagare la Tari? All’inquilino o al proprietario dell’immobile? Una domanda lecita, dato che la tassa sui rifiuti (Qui Cos’è la Tari) ricade generalmente sul proprietario dell’immobile. Ovviamente le dinamiche dell’alloggio cambiano, nel momento in cui questo viene dato in locazione. I rifiuti, in questo caso vengono prodotti dall’inquilino, che abita e vive ogni giorno l’immobile. Ma cerchiamo di comprendere, a questo punto, a chi spetti l’onere di versare la Tari, quando l’alloggio viene dato in affitto.

 

Tari: a chi spetta pagarla

La Tari, ossia la tassa sui rifiuti, deve essere pagata per il semplice fatto che si è in possesso di un immobile. O perché si detiene, a qualsiasi titolo, dei locali o delle aree scoperte. Qualsiasi uso ne facciano i proprietari non importa: qualsiasi immobile è suscettibile di produrre dei rifiuti urbani.

Da questa regola generale sono escluse le aree scoperte pertinenziali o accessorie, che siano collegati a locali tassabili. Queste aree non devono essere operative. Sono esonerate dal pagamento della Tari anche le aree comuni condominiali – come ad esempio i cortili e i locali per la lavanderia -, le quali non devono essere occupate in via esclusiva. L’alloggio del portiere, ad esempio, è tassato.

Nel caso in cui, per un immobile, ci siano più possessori o detentori, tutti sono tenuti a provvedere all’adempimento di questo obbligo in solido. Sostanzialmente il concetto di possesso è collegato – anche se non è completamente coincidente – con quello di proprietà o qualsiasi altro diritto reale, come può essere, ad esempio, l’usufrutto.

 

Cosa succede quando l’appartamento è in affitto

Chi paga la Tari quando un determinato alloggio è dato in affitto? Per rispondere a questa domanda è necessario, prima di tutto, verificare la durata della locazione. Si possono infatti venire a creare le seguenti situazioni:

 

  • nel caso in cui la locazione abbia una durata superiore a sei mesi, la Tari deve essere pagata direttamente dall’inquilino;
  • l’articolo 1, comma 643, della Legge 147/2013 prevede che nel caso in cui sia stato sottoscritto un contratto di locazione, che abbia come oggetto un utilizzo temporaneo dell’abitazione inferiore a sei mesi, la Tari debba essere pagata dal proprietario dell’immobile. In questo caso, comunque vada, nulla esclude che le parti possano concordare che la Tari gravi direttamente sull’inquilino.

 

Questo significa, in estrema sintesi, che la Tari spetta all’inquilino. Da questa regola vengono esclusi i contratti di locazione ad uso temporaneo per i quali, l’imposta continua a rimanere a carico del locatore.

Fatte queste premesse, è necessario fare qualche ulteriore chiarimento. Nel caso in cui il contratto di locazione sia superiore a sei mesi – come possono essere i contratti 4+4 o 3+3 – e l’inquilino prenda possesso dell’immobile a fine anno – e quindi abitandolo per meno di sei mesi – è comunque tenuto a versare la Tari per tutto l’anno. Ai fini fiscali, quello che conta è unicamente la tipologia di contratto.

Nel caso, invece, in cui l’immobile risulti essere completamente sfitto, l’imposta grava direttamente sul proprietario. Quest’ultimo, comunque, ha la possibilità di chiedere l’esonero dal pagamento della stessa, nel caso in cui l’immobile sia in corso di ristrutturazione o sia privo dei mobili e degli allacci alle utenze.

Per la Tari vale la regola generale dell’uso potenziale del servizio: questo è, in altre parole, l’uso in astratto si può fare di questo particolare servizio, indipendentemente dalla quantità di rifiuti che vengono realmente prodotti.

 

Cosa succede se l’inquilino non paga la Tari?

Spetta unicamente al soggetto passivo d’imposta l’obbligo di versare la Tari. Non si estende anche all’altra parte contrattuale. Sostanzialmente questo significa che, nel caso in cui sia stato sottoscritto un contratto di locazione con una durata superiore ai sei mesi, il Comune dovrà chiedere il pagamento dalla tassa ed erogare le relative sanzioni unicamente all’inquilino. Spetterà, quindi, all’amministrazione comunale trasmettere l’avviso di pagamento al conduttore ed erogargli le eventuali sanzioni.

Nel momento in cui si conclude la locazione, il proprietario dell’immobile non eredita gli eventuali debiti relativi alla Tari lasciati dall’inquilino. Così come quest’ultimo non è tenuto a pagare eventuali arretrati, non saldati a tempo debito dal proprietario o dagli affittuari precedenti.

AUTORE

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Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo, giornalista, ha una laurea in materie letterarie ed ha iniziato ad occuparsi di economia fin dal 2002, concentrandosi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i suoi interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrive di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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