Tassazione ETF: ecco tutto quello che c'è da sapere - Borsa&Finanza

Tassazione ETF: ecco tutto quello che c’è da sapere

Tassazione ETF: ecco tutto quello che c'è da sapere

La tassazione degli ETF (QUI cosa sono)ha subito dei cambiamenti nell’ultimo decennio, a livello di redditi che rientrano nella base imponibile su cui applicare l’imposta. Vediamo nel dettaglio come funziona l’imposizione fiscale, non prima di aver introdotto l’argomento su cosa siano gli ETF, come funzionano e quali risultano essere le caratteristiche che li distinguono dagli altri fondi.

 

ETF: cosa sono e come funzionano

Gli Exchange Traded Funds sono strumenti finanziari nati per replicare passivamente un indice di mercato che può riguardare azioni, obbligazioni, materie prime o valute. La differenza rispetto ai fondi comuni d’investimento è che sono caratterizzati da una gestione passiva e non dalla presenza di una Società di Gestione del Risparmio (SGR) che effettua un’allocazione delle risorse. Il vantaggio quindi consiste nel fatto che i partecipanti possono in qualsiasi momento liquidare la propria quota al valore di mercato, senza aspettare come i fondi comuni alla fine della giornata per il riscatto della quota. Inoltre, proprio per la replica passiva di un indice di riferimento, le commissioni sono molto più basse. Vi sono anche gli ETF a gestione attiva, di ultima generazione, che non clonano un semplice indice esistente sul mercato, ma lo costruiscono con prodotti scelti da un gestore sulla base di un proprio criterio di investimento.

 

Tassazione ETF: ecco come avviene

Dal decreto legislativo 44/2014, che ha recepito la direttiva 2011/61/UE sui gestori di fondi d’investimento alternativi (la AIFMD), la tassazione degli ETF è profondamente cambiata e non distingue più, come prima delle riforma, tra redditi di capitale e redditi diversi, bensì tutti i redditi generati da questo strumento sono considerati redditi di capitale, esattamente come avviene per gli OICR. Più precisamente, prima del 2014:

 

  • i redditi di capitale derivavano dai dividendi percepiti e, in caso di cessione, dall’aumento del Net Asset Valute (NAV) dell’ETF nel giorno della vendita rispetto al NAV del giorno di acquisto;
  • i redditi diversi erano rappresentati dalla differenza fra il prezzo di acquisto e quello di vendita dell’ETF, al netto del delta del NAV.

 

Dal 2014 invece non si tiene più in considerazione il NAV e anche le plusvalenze sono considerate redditi di capitale. Però come avviene per gli OICR le minusvalenze continuano a far parte dei redditi diversi, di conseguenza non possono essere portate in deduzione di future plusvalenze generate dagli stessi strumenti, proprio perché non si possono compensare le due tipologie di reddito (di capitali e diversi). Si possono invece compensare le plusvalenze generate da altri redditi diversi, quindi di altri strumenti come le azioni ad esempio, fino al quarto periodo di imposta successivo a quello in cui la minusvalenza si è manifestata.

Sui redditi maturati si applica la tassazione del 26%, che scende al 12,50% per quei redditi di capitale generati da titoli di Stato e obbligazioni facenti parte dei Paesi inclusi nella white list.

 

Versamento dell’imposta

L’imposta viene versata dall’intermediario che funge da sostituto d’imposta nel caso di ETF armonizzati, ossia facenti parte dei Paesi dell’Unione Europea. Per gli EFT non armonizzati, ossia riguardanti Paesi extra UE, il reddito generato deve essere portato in dichiarazione dei redditi da parte dell’investitore.

Per quanto riguarda gli ETC o gli ETN, l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n.72/E del 2010 ha stabilito che non si tratta di titoli che producono redditi di capitale come avviene per gli ETF, bensì di strumenti derivati ai sensi dell’art.67 del TUIR e pertanto i proventi che ne scaturiscono fanno parte della categoria dei redditi diversi.

 

AUTORE

Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *