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Tesla Megapack: cosa sono e come funzionano

Tesla Megapack: cosa sono e come funzionano

Il sistema energetico mondiale sta diventando sempre più complesso, con i Paesi che tendono ad allontanarsi dai combustibili fossili per abbracciare forme alternative di energie più pulite. Il gigantesco problema del cambiamento climatico si fa sempre più stringente e necessita di un passo ulteriore da parte dei governi per arrestare un processo che gli scienziati del clima definiscono ormai allarmante. Nel contempo però vi è sempre la grande questione del soddisfacimento del fabbisogno energetico, il che lascia pensare che almeno per un po’ di tempo ci sarà bisogno di gas, petrolio e anche carbone per assicurare l’energia necessaria.

Intanto gli investimenti nelle fonti rinnovabili proseguono, sebbene un problema ancora resti aperto: l’accumulo di energia. In termini pratici, va benissimo accelerare il passaggio verso il solare e il fotovoltaico, ad esempio, ma cosa succede quando non c’è il sole e non soffia il vento? A quel punto trovare meccanismi che possano essere pronti per rimpiazzare il deficit è fondamentale. Questo è valido anche nei casi di emergenza, come blackout derivanti da incendi o cattive condizioni atmosferiche. Nel 2019 Tesla ha introdotto i Megapack per ovviare alla problematica. Vediamo quindi nel dettaglio di cosa si tratta e qual è il loro funzionamento.

 

Tesla Megapack: caratteristiche e funzionamento

I Tesla Megapack sono delle enormi batterie di accumulo energia, con la funzione di fornire alimentazione in caso di emergenza o in località che ne sono prive. Tali grandi serbatoi sono collegati alla rete domestica e risultano in grado di stoccare oltre 3 megawattora di energia, alimentando circa 3.600 abitazioni per un’ora. La loro capacità è circa 14 volte quella delle Powerpack, le batterie per dispositivi mobili che arrivano fino a 210 kilowattora. Grazie a questa soluzione, la compagnia di auto elettriche di Palo Alto riesce a installare una centrale elettrica completamente green da 250 megawattora con un gigawattora in un tempo inferiore ai tre mesi.

Durante il giorno i Tesla Megapack si possono connettere direttamente ai pannelli fotovoltaici per la ricarica e fornire l’output nelle ore notturne. Per il monitoraggio del passaggio dell’energia elettrica vi è la centrale Powerhub, che può integrarsi con la piattaforma di machine learning di Tesla, Autobidder. Tesla fornisce ogni unità Megapack completamente assemblata e pronta all’uso, con tempi di installazione rapidi. I sistemi necessitano di una manutenzione minima e includono una garanzia fino a 20 anni.

 

Tesla Megapack: a chi sono destinati

Vista la loro grande capacità di immagazzinare energia, i Tesla Megapack sono stati progettati più che altro per le grandi aziende che forniscono una quantità enorme di energia elettrica. Al riguardo, le imprese che operano nel settore energetico sarebbero agevolate dalla gestione della fornitura proveniente da fonti rinnovabili, sebbene non vi siano ostacoli per collegare i Megapack a centrali di produzione alimentate da combustibili fossili. Tuttavia, l’obiettivo dell’introduzione di questi strumenti è stato fin dall’inizio quello di costruire un sistema di stoccaggio che supportasse il passaggio alle energie alternative.

 

Dove si trovano gli impianti

Gli impianti dei Tesla Megapack sono ubicati soprattutto negli Stati Uniti e in Australia. Uno dei più importanti è quello presso il Gambit Energy Storage Park ad Angleton, Texas, che conta di 81 Megapack, con 100 MW che forniscono un accumulo di energia rinnovabile importante, oltre a garantire una maggiore protezione qualora ci dovessero essere interruzioni per il maltempo. Un altro stabilimento è l’Homer Electric in Soldotna, Alaska, dotato di 37 Tesla Megapack e 46 MW di energia.

In Australia si trova il Victoria Big Battery, che possiede 212 Tesla Megapack, in grado di accumulare fino a 350 MW di energia. Recentemente è stato inaugurato il più grande stabilimento in Europa, il Lessines, in Belgio, con capacità di 100 MWh che può fornire 50 MW di energia in uscita ad abitazioni e aziende. Tesla ha anche in programma di installare un impianto in Cina, che sarà pronto il prossimo anno e punta a produrre 10.000 Megapack all’anno.

Tesla Megapack: ma sono sicuri?

Tesla considera i Megapack assolutamente sicuri, anzi come i prodotti di accumulo a batteria più garantiti in circolazione. Costantemente vengono sottoposti a test antincendio e comprendono sistemi di sicurezza integrati e software di monitoraggio specializzati. Un fatto increscioso però si è manifestato in California a settembre 2022, allorché un Megapack adoperato per ricaricare auto elettriche in una stazione di ricarica ha preso fuoco dopo 6 mesi dall’entrata in funzione. Non è stato però l’unico episodio sconveniente, perché anche a luglio dello stesso anno un incendio al Victoria Big Battery in Australia sembra sia stato causato dal sistema di raffreddamento dei Megapack.

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