Trading Future FTSE Mib: ecco un esempio concreto su come funziona

Trading Future FTSE Mib: ecco un esempio concreto su come funziona

Trading Future FTSE Mib: esempio concreto su come funziona

Abbiamo visto cos’è e come funziona il Future sul FTSE Mib. Per facilitarne la comprensione e capire meglio le caratteristiche di questo strumento, ora vediamo un esempio concreto di trading sul Future del FTSE Mib, ossia il derivato sull’indice di riferimento di Borsa Italiana. Di seguito verrà descritto un semplice esempio di trading sul Future FTSE Mib, tenendo conto anche delle commissioni di negoziazione da versare al broker (5 euro per eseguito), con un regime fiscale “amministrato” (26%) e l’applicazione della Tobin Tax (0,75 euro sia in acquisto che in vendita).

 

9 novembre 2021: un trade long in guadagno e uno short in overnight

Prima di iniziare la giornata di trading sul Future FTSE Mib, il saldo del conto corrente è di 20.000 euro.

All’inizio della mattinata l’investitore possiede aspettative rialziste sull’indice della Borsa italiana e decide di acquistare un contratto Future FTSE Mib. Come già detto, quello maggiormente negoziato è quello prossimo alla scadenza e pertanto verrà inserito un ordine di acquisto sul future con scadenza dicembre 2021 (codice IFSZ1).

Prezzo di acquisto eseguito a 27.500 punti.

La posizione Long è stata aperta e il controvalore del contratto è pari a 137.500 euro (27.500 punti x 5 euro, moltiplicatore del contratto).

Il margine iniziale richiesto è pari all’11% del controvalore del contratto. Pertanto, verranno addebitati sul conto corrente 15.125 euro (137.500 euro x 0,11). Dopo l’acquisto, quindi il saldo diventa di 4.869,25 euro, considerando anche la commissione di acquisto e la Tobin Tax.

Dopo poche ore il prezzo del IFSZ1 è effettivamente salito e pertanto l’investitore decide di chiudere la posizione effettuando una operazione di segno opposto, ossia vendendo lo stesso contratto al prezzo di 27.800 (controvalore di 139.000 euro).

Il margine iniziale di 15.125 euro viene restituito e viene inoltre calcolato il margine di variazione, cioè il guadagno o la perdita realizzata. In questo caso il risultato ottenuto è un utile di 1.500 euro, ossia la differenza fra i controvalori dei due contratti (139.000 – 137.500 euro) oppure, ragionando in punti indice, i punti guadagnati valorizzati secondo il moltiplicatore del contratto (300 punti x 5 euro).

Sul conto corrente, invece, verrà accreditato l’importo di 1.110 euro, considerando che il margine di variazione è positivo e pertanto soggetto alla tassazione sul capital gain al 26% (1.500 euro x 0,74). Il saldo del conto corrente diventa pari a 21.098,50 euro, considerando anche la commissione di vendita e la Tobin Tax.

Nell’operazione appena effettuata risultano evidenti i vantaggi dell’effetto leva: in poco tempo l’investitore si trova ad aver realizzato un guadagno netto di 1.098,50 euro su un impegno finanziario di 15.125 euro (performance del 7,26%), contro una crescita del valore del IFSZ1 di solo l’1,09% (da 27.500 a 27.800 punti). Se non sono state eseguite contemporaneamente altre operazioni con la restante liquidità, anche il saldo globale dell’investitore si avvantaggia dell’effetto dei margini. La liquidità complessiva, infatti, è cresciuta da 20.000 a 21.098,50 euro (incremento dell’5,49%).

Nel pomeriggio, a seguito della comunicazione di dati macroeconomici poco brillanti, l’investitore vede indebolirsi il trend rialzista del mercato e decide di scommettere su un successivo ribasso, vendendo un contratto IFSZ1.

Prezzo di vendita eseguito a 27.700 punti.

La posizione short viene aperta attraverso l’addebito di un margine iniziale pari a 15.235 euro (27.700 punti x 5 euro x 0,11) e il saldo del conto corrente diventerà di 5.857,75 euro, considerando anche la commissione di vendita e la Tobin Tax (21.098,50 – 15.235 – 5 – 0,75 euro).

Alla fine della giornata di Borsa la posizione non viene chiusa, ma lasciata in overnight, ossia mantenuta aperta anche per la giornata successiva.

Il prezzo di chiusura della giornata è di 27.600 punti.

Il margine iniziale non viene restituito (perché la posizione è rimasta aperta), ma viene adeguato al nuovo prezzo di mantenimento, ossia quello di chiusura. Il nuovo margine iniziale diventa di 15.180 (27.600 punti x 5 euro x 0,11) ed essendo inferiore a quello precedente, sul conto vengono accreditati 55 euro (15.235 – 15.180 euro).

Inoltre viene calcolato il margine di variazione provvisorio (perché la posizione non è ancora chiusa), corrispondente ai 100 punti che si stanno guadagnando, pari a 370 euro (100 punti x 5 euro x 0,74), ovviamente senza addebitare costi e Tobin Tax questa volta.

Il saldo del conto corrente a fine giornata diventa di 6.282,75 euro (5.857,75 + 55 + 370 euro).

 

10 novembre 2021: il costo di uno short in perdita

Durante la giornata successiva, il prezzo del Future sul FTSE Mib (contratto FSZ1) inverte ancora una volta la direzione e pertanto l’investitore decide di chiudere la posizione acquistando un contratto a 27.900, realizzando una perdita di 200 punti (dato che era stato venduto a 27.700).

Il margine iniziale di 15.180 euro viene restituito.

Per quanto riguarda il margine di variazione, quello provvisorio viene stornato (ossia addebitati 370 euro), mentre viene calcolato e addebitato quello definitivo, pari a 1.000 euro (200 punti x 5 euro), sul quale, ovviamente, non si applicano imposte ma solo la Tobin Tax..

Il saldo finale del conto corrente risulta essere di 20.087 euro (6.282,75 + 15.180 – 370 – 1.000 – 5 – 0,75 euro).

 

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