La trimestrale Pirelli al 30 settembre conferma la solidità del gruppo e la tenuta dei margini in un contesto ancora complesso. Nei nove mesi, l’utile netto è salito a 400,6 milioni di euro (+8%) su ricavi per 5,195 miliardi (+0,2%), con un progresso organico del 3,7%. Il business high value rappresenta ormai il 79% del fatturato e resta la principale leva di crescita, grazie alla domanda di pneumatici superiori ai 18 pollici. Il piano di razionalizzazione ha ridotto la presenza nei segmenti a bassa marginalità, preservando la redditività anche in presenza di volumi stabili.
L’Ebit adjusted è salito a 835,5 milioni (+2,4%), con margine al 16,1%, mentre l’Ebitda adjusted ha toccato 1,18 miliardi (22,8% dei ricavi). A sostenere la redditività un mix prezzo-prodotti favorevole (+3,9%) e il piano di efficienze da 117 milioni, che ha neutralizzato l’effetto di inflazione e dazi. Sul fronte finanziario, il debito netto si è ridotto a 2,54 miliardi da 2,8 miliardi, con costo medio del debito in calo al 4,66%. Pirelli conferma l’obiettivo di generare 550 milioni di cassa positiva a fine anno, con leva finanziaria attesa a circa una volta l’Ebitda adjusted.
Trimestrale Pirelli: nodo governance e fiducia del mercato
Il CdA ha approvato la trimestrale di Pirelli con 9 voti favorevoli su 14, mentre sul fronte cinese restano tensioni con Sinochem, dopo la decisione di considerare il gruppo privo di controllo su Pirelli. Il governo italiano ha archiviato il dossier Golden Power, ma continua il confronto per l’allineamento delle regole di governance.
In conference call, il vicepresidente esecutivo Marco Tronchetti Provera ha confermato i target 2025: ricavi tra 6,7 e 6,8 miliardi, crescita organica superiore al 4% e margine Ebit adjusted al 16%. Nessun piano di M&A straordinario in vista, ma impegno su disciplina finanziaria e innovazione di prodotto nei segmenti premium.
Gli analisti hanno accolto positivamente i risultati: Equita Sim e Intesa Sanpaolo confermano il giudizio buy con target rispettivamente a 6,5 e 7 euro, mentre AlphaValue e Jefferies spingono fino a 7,19 e 7,4 euro. Le valutazioni convergono sulla capacità del gruppo di difendere i margini in una fase di domanda disomogenea.
Analisi tecnica azioni Pirelli: verso nuovi massimi
Sulla Borsa Italiana, le azioni Pirelli mostrano un trend positivo di fondo. Dal 2020, le discese del titolo sono state sistematicamente contenute dalla linea di supporto dinamico tracciata dai minimi di marzo-aprile 2020, che accompagna il recupero dai 3,3 euro agli attuali 6,1.
La rottura al rialzo della trendline discendente dai massimi 2018 indica un segnale costruttivo, con il supporto ora individuato in area 5,7 euro, dove transitano anche le principali medie mobili. La prospettiva tecnica favorisce un movimento “long” con target a 6,45 euro, livello toccato l’ultima volta all’inizio del 2022. Il mantenimento sopra quota 6 euro rafforzerebbe il segnale di prosecuzione del trend rialzista di medio periodo.









