Le azioni Novo Nordisk hanno vissuto un’altra seduta di passione alla Borsa di Copenaghen, con un passivo che – nel momento in cui si scrive – supera abbondantemente i tre punti percentuali. Salvo clamorosi e improbabili colpi di scena, il titolo della casa farmaceutica danese dovrebbe registrare la sesta giornata borsistica in rosso delle ultime sette.
Sembrano lontani i tempi in cui il produttore di Wegovy e Ozempic era la società europea più capitalizzata, sospinta dal clamore intorno ai farmaci anti obesità. Nell’ultimo anno Novo Nordisk ha più che dimezzato il suo valore di mercato a causa dei risultati deludenti nella sperimentazione di alcuni trattamenti per la perdita di peso, dei vincoli di fornitura e dell’intensificarsi della concorrenza di Eli Lilly. In questo articolo:
- Novo Nordisk: l’accordo sui prezzi con Trump fa crollare le azioni
- Quale sarà l’impatto sulle vendite?
Novo Nordisk: l’accordo sui prezzi con Trump fa crollare le azioni
Le vendite delle azioni Novo Nordisk di oggi sono seguite alla notizia dell’accordo tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e le Big pharma come Novo Nordisk ed Ely Lilly, per ridurre i prezzi dei farmaci per la perdita di peso. In pratica, per i programmi sanitari governativi, tra cui Medicare e Medicaid, gli americani pagheranno un importo compreso tra 149 e 350 dollari per Wegovy di Novo Nordisk e Zepbound di Eli Lilly. Si tratta di una sforbiciata consistente rispetto ai livelli attuali, che oscillano tra 500 e 1.000 dollari.
L’accordo include anche disposizioni per le dosi iniziali delle pillole per la perdita di peso in fase di sviluppo da parte di entrambe le società, che costeranno 149 dollari al mese attraverso i programmi governativi e il portale TrumpRx della Casa Bianca, dopo che i farmaci saranno approvati dalla Food and Drug Administration.
Al momento, la situazione è ancora in stallo, sebbene l’autorità del farmaco abbia confermato che le pillole riceveranno una revisione accelerata. La società norvegese prevede che la Fda si pronunci entro fine anno, mentre Eli Lilly deve ancora presentare domanda per l’approvazione. Questa discrepanza temporale rappresenta uno svantaggio per Novo Nordisk, secondo gli analisti di Jefferies, in quanto renderebbe incerto il vantaggio competitivo sul gruppo Usa in caso di esito positivo, non essendo ancora noto il verdetto sulla casa farmaceutica americana.
Quale sarà l’impatto sulle vendite?
Tornando all’accordo con Trump, Novo Nordisk ha comunicato che i prezzi più bassi avranno un impatto negativo “a una cifra bassa” sulla crescita delle vendite globali nel 2026. Tuttavia, prevede un ritorno positivo nel lungo periodo grazie all’aumento dei volumi nell’ambito di Medicare.
In generale, gli esperti segnalano che, sebbene il taglio dei prezzi aumenti l’accesso dei pazienti, al contempo crea maggiore incertezza per i produttori in termini di margini e redditività, e per il settore farmaceutico nel suo complesso. Gli analisti di TD Cowen, tuttavia, ritengono che l’impatto negativo sarà solo a breve termine per un’azienda come Novo, mentre nel lungo periodo le vendite dovrebbero aumentare. “Questi tagli dei prezzi rappresentano un vento contrario nel breve termine, che si aggiunge alle pressioni concorrenziali, ma nel medio-lungo periodo potrebbero tradursi in un incremento dei volumi”, hanno scritto in una nota.









