UE: occorrono 195 miliardi di euro per liberarsi dall'energia russa - Borsa e Finanza

UE: occorrono 195 miliardi di euro per liberarsi dall’energia russa

UE: occorrono 195 miliardi per liberarsi dall'energia russa

L’UE ha previsto investimenti per 195 miliardi di euro fino al 2027 per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. È questo ciò che risulta da una bozza di proposte della Commissione Europea che rileva anche come nei prossimi anni bisogni rinforzare la spesa per ridurre le emissioni di carbonio, oltre a diminuire il consumo di energia più di quanto si era immaginato se si vogliono raggiungere gli obiettivi di annullare la produzione di CO2 entro la metà del secolo.

Queste proposte saranno rese note nei dettagli la prossima settimana, quando l’UE dovrà prendere delle decisioni importanti riguardo l’atteggiamento da tenere con Mosca in relazione a gas e petrolio. La stessa Commissione UE ha già pianificato una riduzione di due terzi delle importazioni di gas russo nel 2022 e ha sollecitato i vari Paesi europei a riempire i loro impianti di stoccaggio in occasione del prossimo inverno.

Inoltre, cosa di importanza cruciale in questo periodo, sta cercando di far approvare un sesto pacchetto di sanzioni che comprende l’embargo graduale del petrolio russo durante l’anno in corso. Finora il tentativo ha trovato nell’Ungheria e nella Slovacchia gli scogli più grandi, quindi si sta trattando eventualmente per la concessione di alcune eccezioni agli Stati che si trovano maggiormente danneggiati da un eventuale blocco.

 

UE: puntare sulle energie rinnovabili

La bozza della Commissione Europea mira ad accelerare il passo per quel che riguarda le energie rinnovabili, con l’obiettivo di una copertura almeno del 45% della domanda entro la fine del decennio. Per fare questo è necessaria una capacità energetica che sia più del doppio di quella attuale. Inoltre, il documento europeo fornisce i dettagli per raddoppiare la capacità solare fotovoltaica entro il 2028, nonché per utilizzare maggiormente l’energia geotermica, solare termica e per costruire parchi eolici.

Inoltre, la Commissione punta sull’uso dell’idrogeno generato da fonti rinnovabili per 20 milioni di tonnellate entro il 2030. La metà di questa energia sarebbe importata attraverso il Mediterraneo, il Mare del Nord e l’Ucraina. Al riguardo occorrerebbe un utilizzo più elevato di biometano, sostenendo un costo di 36 miliardi di euro.

Alla fine, l’aumento dell’elettrificazione, lo sfruttamento dell’idrogeno e del biometano rinnovabile e l’efficienza energetica potrebbero far risparmiare fino a 35 miliardi di metri cubi di gas entro il 2030, riducendo notevolmente la dipendenza dal combustibile. La bozza richiede ovviamente modifiche e direttive da parte dell’UE e sarà pubblicata insieme alle proposte per potenziare l’idrogeno e le energie rinnovabili.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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