Wall Street: 3 segnali per tornare a comprare le azioni - Borsa e Finanza

Wall Street: 3 segnali per tornare a comprare le azioni

Wall Street: 3 segnali per tornare a comprare le azioni

Quando tornare a comprare azioni a Wall Street? Non è facile rispondere a questa domanda, soprattutto in un periodo in cui il sentiment di mercato è particolarmente negativo. Gli investitori sono depressi da quanto sta accadendo sul fronte della guerra Russia-Ucraina, dove i negoziati di pace non riescono a fare passi avanti significativi e la sensazione generale è che i tempi del conflitto saranno ancora lunghi.

La Federal Reserve è quella che ovviamente ha destabilizzato i mercati, con un linguaggio che almeno per quest’anno dà poche speranze di accomodamento. La Banca Centrale statunitense nell’ultima riunione del 3-4 maggio aveva escluso un rialzo dei tassi a giugno dello 0,75% e parlato di atterraggio morbido nella politica monetaria. Tuttavia, il mercato, dopo l’euforia iniziale, ha reagito vendendo le azioni perché ha percepito che l’istituto guidato da Jerome Powell non abbandonerà l’atteggiamento aggressivo fino a quando l’inflazione USA non tornerà sotto controllo.

 

Wall Street: ecco il momento giusto per comprare

Se questo quindi non è il momento più adatto per entrare a mercato sulle azioni americane, quando è quello migliore? Louis Gave, CEO e co-fondatore di Gavekal Research, osserva che i cicli ribassisti in passato sono finiti quando la Fed ha cominciato a iniettare liquidità sui mercati sostenendo i prezzi delle azioni. L’esperto però precisa che sarà improbabile che l’istituto monetario cambi la sua vis restrittiva almeno nel breve termine, con le pressioni inflazionistiche che destano tutte queste preoccupazioni. Allo stesso modo sembra inverosimile che altri fattori che in passato hanno aiutato a porre fine alle vendite, come il calo dei prezzi energetici e del dollaro USA, possano concretizzarsi presto.

Quindi Gave invita a prestare attenzione a 3 segnali per valutare un’inversione di tendenza sul mercato azionario. Il primo si basa sulla fine dei blocchi Covid-19 da parte della Cina e l’inizio di una serie di stimoli per stabilizzare la propria economia. Come rovescio della medaglia, però, questo potrebbe spingere in alto i prezzi dell’energia con la riattivazione della domanda da parte di una superpotenza.

Il secondo verrebbe dalla risoluzione del conflitto nell’Est Europa, che determinerebbe una riduzione dei prezzi energetici, con beneficio per le aziende e quindi anche per le azioni. Tale eventualità potrebbe avverarsi o con un raggiungimento di un compromesso tra Mosca e Kiev, oppure con un cambio di regime al vertice del Cremlino.

Il terzo segnale potrebbe sopraggiungere da un calo dei prezzi del petrolio per effetto di accordi strategici che riguardano esportatori come Stati Uniti, Iran e Venezuela. In questo caso, le azioni ne verrebbero avvantaggiate in quanto diminuirebbe il costo degli input per le società a livello energetico.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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