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Wall Street: per Jeremy Grantham la super bolla deve ancora scoppiare

Wall Street: per Jeremy Grantham la super bolla deve ancora scoppiare

Il mese di agosto si è concluso nel segno delle vendite a Wall Street. Le ultime quattro sedute sono state di colore rosso per tutti gli indici azionari americani. L’S&P 500 ha perso il 5,81%, il Dow Jones è scivolato del 5,35%, mentre il Nasdaq Composite ha subito un crollo del 6,51%. Tutto è partito da quando il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, ha preso la parola al simposio di Jackson Hole affermando che i tassi saranno aumentati in maniera aggressiva fino a quando l’inflazione non verrà domata.

In questo modo, il 69enne numero uno della FED ha ucciso le speranze di tutti gli investitori che contavano su una banca centrale più morbida nei prossimi mesi, alla luce dei venti recessivi che soffiano sull’economia americana. Lo scenario che si va profilando, e che a molti sembra inevitabile, è quello di una convivenza per un certo periodo di inflazione alta e contrazione economica determinata da una politica monetaria restrittiva.

 

Wall Street: le previsioni tetre di Grantham

La reazione di Wall Street non poteva che essere quella che abbiamo visto in questi giorni. Il mercato non ama una Fed poco accomodante, come la storia dimostra. La sensazione è che, fino a quando l’istituto monetario non abbandonerà l’atteggiamento da falco, difficilmente si potrà rivivere un rally sostenuto come quello che si è manifestato per oltre un decennio. C’è però chi va oltre e prevede uno scenario ancora più tetro. Si tratta del grande investitore 83enne Jeremy Grantham, co-fondatore del gestore patrimoniale americano GMO. Il guru ha affermato che la super bolla di cui aveva già parlato deve ancora scoppiare, nonostante quest’anno ci siano già state turbolenze molto forti sul mercato azionario.

A suo avviso, il rimbalzo delle azioni USA nei due mesi che vanno da metà giugno a metà agosto rientra nell’ambito di una normale reazione in un contesto di rally ribassista, prima che l’economia inizi veramente a deteriorarsi. All’inizio dell’anno Grantham aveva previsto un crollo di quasi il 50% di Wall Street, ma l’indice S&P 500 si è fermato a un passivo del 25% a metà giugno, prima della risalita. Ora l’esperto vede lo shock delle materie prime, combinato con l’atteggiamento da falco della Fed, come un pericoloso mix per le azioni che al momento ritiene ancora sopravvalutate. Secondo il suo parere, mentre l’aumento dell’inflazione ha guidato le vendite nella prima metà dell’anno, il calo dei margini di profitto delle imprese causerà il prossimo round di perdite.

Grantham è diventato famoso per aver ottenuto grandi profitti da alcune grandi crisi finanziarie, come lo scoppio della bolla in Giappone alla fine degli anni ’80, il crollo delle dot-com all’inizio del millennio e la grande crisi del 2008. Adesso l’investitore ha individuato le fasi del collasso della super bolla in atto: la prima che si sviluppa come il crollo avvenuto nella prima parte dell’anno; la seconda determinata da un leggero rally tipo quello di questa estate; l’ultima che si configura con i fondamentali che saltano e il mercato che raggiunge il fondo.

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