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Wall Street: per Oppenheimer ci sarà una pausa del rally prima delle trimestrali

Wall Street: per Oppenheimer ci sarà una pausa del rally prima delle trimestrali

Wall Street ha chiuso il 2023 con l’indice S&P 500 a 4.769,83 punti, poco sotto il record storico di gennaio 2022 a 4.817,88 punti. Il principale benchmark americano si è lasciato alle spalle l’anno con un guadagno del 24,23%, riscattando un 2022 disastroso. Gli investitori sono tornati a comprare le azioni sulle aspettative che la Federal Reserve inverta ad accomodante la sua politica monetaria e sul boom dell’intelligenza artificiale che ha fatto impennare le quotazioni dei titoli tecnologici.

Sono state proprio le grandi società tech che hanno guidato Wall Street verso nuovi record, in quanto hanno più degli altri investito nella nuova tecnologia creando le premesse per un grande sviluppo del business. Circa due terzi delle performance dell’S&P 500 infatti sono stati appannaggio del rally delle Magnifiche Sette (Alphabet, Amazon, Apple, Meta Platforms, Microsoft, Nvidia e Tesla). Questo presenta però un pericoloso rovescio della medaglia in quanto, se il ritmo di queste Big Tech dovesse rallentare o, ancora peggio, se le quotazioni dovessero invertire, la Borsa americana rischierebbe di vivere brutti momenti nel 2024.

 

 

Wall Street: Oppenheimer vede l’S&P 500 a 5.200 punti

Con l’inizio del nuovo anno, l’attenzione degli investitori si sta spostando sulla stagione delle trimestrali, che prenderà il via il 12 gennaio con la pubblicazione dei dati di alcune delle più grandi banche americane. Gli utili potrebbero essere un nuovo catalizzatore, ma l’asticella si è alzata, con gli analisti che si aspettano profitti importanti da parte delle società che compongono l’indice S&P 500. Ciò significa che è più facile rimanere delusi se le risultanze poi non saranno in linea con le aspettative del consensus. Nella finestra temporale che separa l’inizio di un nuovo anno con l’avvio dei risultati trimestrali, comunque, non di rado succede che le azioni risultino essere contratte a Wall Street.

Di questa opinione è John Stoltzfus, Chief investment strategist di Oppenheimer Asset Management. “Non è raro che i mercati si fermino per digerire una corsa al rialzo delle azioni vissuta nel quarto trimestre appena concluso. In effetti, ci sembrerebbe sensato che i mercati si fermassero, considerando l’aumento dei prezzi delle azioni dai minimi di ottobre fino a dicembre”, ha scritto. Stoltzfus è stato tra i pochi a prevedere un rally nel 2023 e anche per quest’anno rimane ottimista. A suo giudizio, alla fine del 2024 l’indice S&P 500 balzerà a 5.200 punti, segnando un guadagno dell’11% rispetto ai valori attuali. “Una chiusura al di sopra del massimo precedente potrebbe fornire una spinta al sentiment che sarebbe in grado di far salire le azioni nel breve termine”, ha detto lo strategist. “Le nostre aspettative sono per un ulteriore rialzo dei prezzi delle azioni quest’anno, sostenuto dai miglioramenti dei fondamentali”.

 

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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