Warren Buffett dona altri 6 miliardi e ricorda: “Devolverò il 99,5% del mio patrimonio”

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Donazione da record per Warren Buffett. Nei giorni scorsi il miliardario investitore ha predisposto un pacchetto di devoluzioni del valore totale di 6 miliardi di dollari, il più alto mai realizzata in un solo anno dal 2006, quando Buffett ha iniziato il suo filantropico piano: arrivare a donare il 99,5% del suo patrimonio totale.

 

Le fondazioni che riceveranno la donazione di Warren Buffett

Warren Buffett ha convertito 8.239 azioni A della Berkshire Hathaway in 12.358.500 azioni B, al fine di donare 12.358.321 azioni Berkshire Hathaway “B” a cinque fondazioni: 9.433.839 al Bill & Melinda Gates Foundation Trust, 943.384 azioni alla Susan Thompson Buffett Foundation e 660.366 azioni ciascuna alla Sherwood Foundation, alla Howard G. Buffett Foundation e alla NoVo Foundation. “Le donazioni – afferma Berkshire Hathaway in nota ufficiale – saranno effettuate il 30 giugno (oggi)”. Sottolineando, al tempo stesso, che adesso il “Signor Buffett detiene 198.117 azioni di tipo A e 1.144 azioni di tipo B della Berskhire Hathaway” (una singola azione Berkshire di Classe A vale circa 731mila dollari, mentre un’azione di Classe B vale 485,68 dollari).

 

“Il mio testamento sarà pubblico”

“La matematica degli impegni a vita verso le cinque fondazioni è interessante. Il programma di donazioni annuali è stato stilato il 26 giugno 2006 e da allora è stato integrato da sovvenzioni significative a quattro dei cinque beneficiari. Al momento della donazione, possedevo 474.998 azioni Berkshire A per un valore di circa 43 miliardi di dollari, che rappresentavano oltre il 98% del mio patrimonio netto. Ho convertito le azioni A in azioni B prima di effettuare donazioni”, dice lo stesso Buffett, che specifica: “Nei successivi 19 anni, non ho né acquistato né venduto azioni di tipo A o B, né intendo farlo. Le cinque fondazioni hanno ricevuto azioni di tipo B della Berkshire che, al momento dell’acquisto, avevano un valore di circa 60 miliardi di dollari, sostanzialmente superiore al mio intero patrimonio netto nel 2006. Non ho debiti e le mie rimanenti azioni di tipo A valgono circa 145 miliardi di dollari, ben oltre il 99% del mio patrimonio netto”.

Ed è proprio in questo passaggio che l’oracolo di Omaha – che entro l’anno lascerà a Greg Abel l’incarico di amministratore delegato della società – ricorda: “Il mio testamento stabilisce che circa il 99,5% del mio patrimonio sia destinato a fini filantropici”, aggiungendo che “le promesse di vita che ho fatto si realizzeranno con la mia morte o anche prima qualora si verifichino determinate condizioni stabilite nella lettera del 2006. Tutte queste condizioni continuano a essere soddisfatte”. Proprio sul testamento, Buffett ha anche rivelato che “diventerà pubblico” alla sua morte.

 

Il patrimonio di Buffett e gli altri filantropi americani

Secondo Forbes, Warren Buffett vanta un patrimonio di 152 miliardi di dollari, cifra che gli vale un posto nella top 5 dei miliardari più ricchi al mondo. Una fortuna che, come dicevamo, intende quasi interamente donare. Tant’è che prima di quest’ultima operazione Buffett ha già elargito in beneficenza una somma totale di 62 miliardi di dollari, principalmente attraverso la Fondazione Gates e le fondazioni dei suoi figli. Peraltro, proprio con il grande amico Bill Gates nel 2010 ha lanciato Giving Pledge, un’organizzazione nata per incoraggiare i miliardari di tutto il mondo a contribuire con la maggior parte del loro patrimonio a cause filantropiche. Non è un caso quindi se nella classifica di Forbes sugli americani che donano di più troviamo, proprio dietro allo stesso Buffett, il fondatore di Microsoft e la sua ex moglie Melinda. Insieme hanno finora donato 47,7 miliardi di dollari. Chiude il “podio” con 23 miliardi di dollari George Soros che inoltre si aggiudica un altro titolo: è il filantropo che ha donato la quota più consistente della sua ricchezza: il 76%. Seguono nella top 5 Michael Bloomberg con 21,1 miliardi di dollari e MacKenzie Scott (ex moglie di Jeff Bezos) con 19,25 miliardi di dollari.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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