Western Digital: è in arrivo lo spin-off dell'azienda, ecco i dettagli
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Western Digital: è in arrivo lo spin-off dell’azienda, ecco i dettagli

Western Digital: è in arrivo lo spin-off dell'azienda, ecco i dettagli

Western Digital raccoglie l’invito da parte dell’investitore attivista Elliott Management e pensa di dividere il business aziendale in 2 parti. La prima consiste nella produzione di dischi rigidi e la seconda in quella della memoria flash. Secondo Elliott solo quest’ultima unità potrebbe valere circa l’attuale capitalizzazione del principale produttore mondiale di dischi rigidi per PC, ovvero dai 17 ai 20 miliardi di dollari.

Il fondo d’investimento ha attualmente una quota del 6% della società di San José, California, che vale circa 1 miliardo di dollari. La società di gestione degli investimenti statunitense ha offerto un altro miliardo di dollari nel capitale azionario incrementale del business flash. Al riguardo l’Amministratore Delegato di Western Digital, David Goeckler, ha affermato che la società sta escogitando alternative strategiche e finanziarie per ottimizzare il valore dell’azienda, “incluso lo scorporo dell’unità flash da quella relativa alla produzione di dischi rigidi.”

 

Western Digital: ripresi i dialoghi con Kioxia

Nel contempo si riapre la questione del possibile accordo tra Western Digital e il produttore giapponese di chip Kioxia Holdings Corp., secondo persone vicine alle 2 società. Entrambe aveva avviato trattative all’inizio dello scorso anno per la creazione di una centrale elettrica di chip di memoria. Tuttavia, i colloqui si erano arenati perché le azioni della società di dischi perdevano costantemente valore in Borsa. La ripresa del dialogo potrebbe essere importante perché, almeno secondo Elliott, un eventuale sodalizio rappresenterebbe una soluzione logica per l’unità flash di Western Digital, favorendo lo spin-off dell’azienda.

 

Western Digital: la reazione in Borsa

La possibile separazione aziendale ha da subito eccitato gli investitori delle azioni Western Digital nei primi scambi a Wall Street, con il titolo che è passato da una chiusura del 7 giugno di 60,32 dollari a un massimo di giornata a 62,86 dollari. Passata la sbornia iniziale, però le quotazioni hanno cominciato a ritirarsi fino a precipitare in territorio negativo.

Le azioni al NASDAQ quest’anno sono in discesa di oltre l’8%, pagando il crollo del 20,66% del mese di gennaio. Tra aprile e maggio sono piovuti gli acquisti, con il titolo che ha recuperato oltre il 20% di capitalizzazione. La società in questo momento ha un valore di mercato di circa 18,6 miliardi di dollari e, come gran parte delle aziende tecnologiche, non distribuisce dividendi ma punta essenzialmente sull’aumento di valore del capitale.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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