YouTube: chi l’ha fondato e come è nata la più importante piattaforma video di Internet

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La storia di YouTube e di chi l’ha fondato risale al 2005. È il 15 dicembre la data di lancio ufficiale della piattaforma di video sharing, anche se il primo contenuto era stato diffuso online già dal 15 aprile. Dietro quella che oggi è un’importante proprietà di Google ci sono tre ingegneri informatici e visionari imprenditori che arrivano dalla fucina creativa di PayPal e che trasformano una semplice startup in un colosso digitale con oltre 2,5 miliardi di utenti e un giro d’affari che supera i 30 miliardi di dollari l’anno.

 

YouTube: la storia di chi l’ha fondato

I creatori di YouTube sono Steve Chen, Chad Hurley e Jawed Karim, tre colleghi che lavorano a PayPal e che mettono insieme il capitale per il loro progetto quando l’azienda che sta rivoluzionando il mondo dei pagamenti digitali, all’epoca ancora agli albori, viene acquisita da eBay per 1,5 miliardi di dollari. Classe 1978, Chen è originario di Taipei e si trasferisce con la famiglia nell’Illinois quando ha sette anni. Nel 1999 lascia gli studi in informatica alla University of Illinois Urbana-Champaign per trasferirsi nella Silicon Valley, dov’è assunto da PayPal e conosce Chad Hurley e Jawed Karim.

Nato nel 1977 a Reading e cresciuto a Birdsboro, Hurley è laureato in Belle Arti all’Indiana University of Pennsylvania, ma coltiva la passione per computer, tecnologia e media elettronici sin da quando è bambino. Figlio di padre bengalese e madre tedesca, Karim è nato nel 1979 a Merseburg nella Germania dell’Est e dal 1992 vive a Saint Paul in Minnesota. Anche lui, come Chen, lascia l’università prima della laurea (i due si conoscono proprio alla UIUC) per accettare un posto in PayPal, dove il co-fondatore Max Levchin sta chiedendo a Hurley di progettare il logo dell’azienda. Un compito portato a termine con successo e che lo fa diventare primo designer della fintech.

 

Come è nata la più importante piattaforma di video sharing

La vicenda dietro la genesi di YouTube ha due versioni differenti. Secondo la prima, la più diffusa, Hurley e Chen sviluppano l’idea di una piattaforma video via web nei primi mesi del 2005, quando hanno numerose difficoltà a condividere online i video che loro e gli invitati girano durante una festa nell’appartamento di Chen a San Francisco. I file pesano troppo e risulta impossibile inviarli come allegati via mail. In quell’occasione Karim è assente, ma fornisce un’altra versione della storia: in un’intervista al magazine Time, rivela che quel party non è mai avvenuto e che l’intuizione della condivisione video è la sua, anche se ha richiesto gli sforzi di tutti e tre per metterla in pratica.

Nella versione di Karim, l’ispirazione di YouTube si deve alla sua difficoltà nel trovare online i video di due eventi chiave del 2004. Il primo è il controverso “incidente” di Janet Jackson al Super Bowl, quando Justin Timberlake strappa il reggiseno alla cantante sul finale della canzone Rock Your Body, scoprendole per un attimo il seno. Un intervallo passato alla storia per le polemiche e le proteste: dal cosiddetto Nipplegate nasce proprio uno dei video più cercati e visti di sempre su Internet. Il secondo sono le immagini dello tsunami del 26 dicembre, quando un fortissimo terremoto di magnitudo 9.1 provoca un devastante maremoto nell’Oceano Indiano causando la morte di oltre 230mila persone.

 

Da startup a fenomeno globale

A distanza di vent’anni dai fatti, non c’è ancora chiarezza assoluta sulla nascita di YouTube. Chen confessa che quella famosa festa c’è stata eccome, ma il racconto “probabilmente è stato molto rafforzato dalle idee di marketing sulla creazione di una storia che fosse molto digeribile”. “Chad e io siamo piuttosto modesti e Jawed ha cercato di cogliere ogni opportunità per prendersi il merito”, aggiunge al Time. La verità è che YouTube si evolve nel corso di diversi mesi. Il modello iniziale di Chen e Hurley non è neanche quello dei nascenti social network ma Hot or Not, un sito di incontri online precursore di Tinder, considerato allora “una versione da bar per single di MySpace”, la prima piattaforma statunitense di social networking nata nel 2003.

I due postano una serie di annunci su Craigslist chiedendo a donne attraenti di caricare video di se stesse su YouTube in cambio di una ricompensa di 100 dollari. Ma l’idea di una versione video di Hot or Not dura soltanto un paio di mesi. Spunta la trovata di aiutare le persone a condividere video per aste online, però quando il trio lancia la piattaforma nella primavera del 2005, si rende subito conto che le persone pubblicano qualsiasi tipo di video. Migliaia di ragazze e ragazzi si collegano a YouTube dai loro profili MySpace. In quel periodo il sito ha quasi 60 milioni di iscritti ed è una folta comunità virtuale con pagine dedicate a film in uscita, grafici in cerca di visibilità e soprattutto band e musicisti che postano i loro brani per farsi conoscere dai fan potenziali. Il collegamento tra le due realtà genera un successo clamoroso, a discapito dell’antenato dei moderni social che oggi è un cimitero di account.

 

L’acquisizione di Google

Il primo video in assoluto caricato su YouTube si chiama Me at the zoo: dura 19 secondi e ha per protagonista Jawed Karim in visita allo zoo di San Diego davanti a due elefanti. Ad oggi conta 345 milioni di visualizzazioni. La piattaforma diventa un fenomeno globale nel 2006, con l’interesse di investitori come Sequoia Capital, Artis Capital Management e Time Warner. Il quartier generale si sposta da un ufficio sopra una pizzeria e un ristorante giapponese a San Mateo, in California, e i grandi inserzionisti cominciano a prestare attenzione al fenomeno, specie quando una pubblicità della Nike con Ronaldinho diventa virale superando per la prima volta il milione di views.

Con il finanziamento di Sequoia arriva anche un mentore: Pierre Lamond, esperto venture capitalist della Silicon Valley e fondatore di National Semiconductor. Lamond si appassiona a YouTube e chiede a Chen e Hurley di mandargli ogni giorno una mail con le metriche del sito. I miglioramenti sono continui ed il primo video a diventare virale è lo sketch Lazy Sunday dei The Lonely Island, trasmesso al Saturday Night Live nella stessa settimana del lancio di YouTube. È una consacrazione: il 9 ottobre 2006, appena un anno e cinque mesi dopo aver diffuso il primo video online, Google rileva la piattaforma per 1,65 miliardi di dollari in stock. L’accordo è finalizzato il successivo 13 novembre e parte del denaro è vincolata in un deposito a garanzia. È l’inizio dell’era Broadcast Yourself, rivoluzionata nel 2014 con l’arrivo della CEO Susan Wojcickiper fino all’attuale gestione di Neal Mohan, alle prese con la sfida dell’AI generativa.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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