(Articolo sponsorizzato) La stagione delle trimestrali del settore dell’abbigliamento sportivo sta mostrando un comparto ancora resiliente, sostenuto dalla domanda per il running, il training e, più in generale, per il lifestyle sportivo. Le aziende continuano a beneficiare della crescita delle vendite dirette al consumatore e dell’espansione internazionale, soprattutto nei mercati asiatici. Allo stesso tempo, però, emergono anche alcune difficoltà, tra cui la pressione sui margini dovuta agli sconti, l’aumento dei costi operativi e una domanda più debole in alcune aree chiave come la Cina. Il quadro che emerge è quindi nel complesso positivo, ma meno uniforme rispetto agli anni del boom post-pandemia, in un contesto di concorrenza sempre più intensa e consumatori più selettivi.
In questo articolo:
- Abbigliamento sportivo: 4 azioni da monitorare
- Come investire con i certificati
Abbigliamento sportivo: 4 azioni da monitorare
Alcune società attive nel settore dell’abbigliamento sportivo hanno già presentato i conti in questa stagione delle trimestrali, mentre altre lo faranno a breve. Tra le aziende maggiormente sotto i riflettori figurano:
- Adidas
- Nike
- On Holding
- Lululemon Athletica
Adidas ha pubblicato i risultati il 29 aprile, riportando un balzo del 14% dei ricavi a 6,59 miliardi di euro e un aumento dell’11% dell’utile netto a 484 milioni di euro. Molto positiva la crescita delle vendite dirette al consumatore (+22%), con e-commerce in aumento del 25%. La società ha evidenziato una forte domanda soprattutto nei segmenti running, training e apparel. Da inizio anno e fino alla chiusura del 12 maggio, le azioni Adidas sono scese di circa 16 punti percentuali alla Borsa di Francoforte, sottoperformando nettamente il mercato generale. Per questo motivo, il titolo appare sottovalutato, considerando i fondamentali espressi dal fair value di Forecaster.biz. Tale valore, che tiene conto di quattro parametri chiave (Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added ed EV/Sales), è pari a 302,14 euro per azione, circa il 115% sopra il prezzo di mercato.
La trimestrale di Nike è stata pubblicata il 31 marzo, con riferimento al periodo fiscale chiuso a febbraio. La multinazionale americana ha registrato un fatturato in crescita dell’1% su base annua a 11,28 miliardi di dollari, superando le attese degli analisti grazie soprattutto al wholesale e al Nord America. Tuttavia, i margini sono rimasti sotto pressione a causa di sconti, costi elevati e dazi. Un’altra nota negativa riguarda la Cina, dove l’azienda continua a mostrare debolezza. Il titolo ha perso circa un terzo del suo valore quest’anno al Nyse e il fair value di 53,08 dollari per azione risulta superiore di oltre il 25% rispetto al prezzo di mercato di inizio settimana.
On Holding ha pubblicato i risultati del primo trimestre 2026 questa settimana, migliori delle stime del consensus. La società svizzera ha realizzato ricavi per 831,9 milioni di franchi, in aumento del 14,5% su base annua, mentre gli analisti si aspettavano entrate per 821,5 milioni di franchi. È la prima volta che On Holding supera la soglia degli 800 milioni di franchi in un singolo trimestre. L’utile per azione è stato pari a 0,31 franchi, superiore agli 0,27 franchi previsti. Quotata al Nyse, On Holding è scesa di oltre il 30% quest’anno, a causa di un rallentamento della crescita attesa dopo anni di espansione molto rapida e della pressione sui margini. Il suo fair value di 60,57 dollari per azione supera di quasi l’88% il prezzo di mercato.
Lululemon Athletica pubblicherà il 28 maggio i conti del trimestre fiscale terminato ad aprile. Nell’ultima trimestrale, l’azienda canadese aveva mostrato una certa debolezza nel Nord America, mentre il business internazionale era andato meglio. La guidance sugli utili ha risentito dei dazi statunitensi e degli investimenti aziendali. Al Nasdaq, Lululemon è scesa di oltre 40 punti percentuali da inizio anno e ora il suo fair value di 321,25 dollari per azione risulta quasi del 160% superiore al prezzo di mercato.









