Abramovich: 7 miliardi di dollari congelati nell'isola del Jersey - Borsa e Finanza

Abramovich: 7 miliardi di dollari congelati nell’isola del Jersey

L'imprenditore Roman Abramovich con un calice di champagne

Roman Abramovich non ha pace in questo periodo. L’ex Presidente del Chelsea si trova bloccati 5,4 miliardi di sterline, pari a circa 7 miliardi di dollari, detenuti nell’isola di Jersey, paradiso fiscale della Manica legato alla corona britannica. La comunicazione è stata data da parte della Royal Court of Jersey, che ha riferito come la Autorità dell’isola abbiano ordinato delle perquisizioni da parte della polizia nei locali sospettati di essere collegati alle attività commerciali dell’oligarca russo. 

Nel comunicato si legge che la Royal Court ha “deciso il congelamento di beni sospettati di essere di proprietà di Abramovich per un valore superiore a 7 miliardi di dollari”. I legami di Abramovich con il Jersey sono di lunga data. In base ai documenti fiscali del Chelsea, la Camberley International Investment, società finanziaria con sede a Saint Helier, capitale dell’isola, avrebbe fatto un prestito eccezionale di 1,4 miliardi di dollari alla holding del club sportivo.

Abramovich: metà del patrimonio bloccato

Il magnate di Saratov, il cui patrimonio è stimato in 12 miliardi di dollari, si trova quindi oltre la metà del suo patrimonio bloccato. Prima dell’ultimo provvedimento, il miliardario russo era stato già colpito dalle sanzioni emanate dall’Occidente, che hanno interessato tutta una serie di oligarchi russi. La sua ricchezza è stata messa sotto pressione nell’ambito della guerra Russia-Ucraina dai provvedimenti di Gran Bretagna e Unione Europea, però non ancora dagli Stati Uniti. 

A questi è seguita il mese scorso la squalifica da parte della Premier League che inevitabilmente ha comportato il ritardo alla vendita del Chelsea, annunciata dallo stesso Abramovich all’inizio del mese scorso nel momento più teso dei rapporti tra la Russia e l’Occidente. Abramovich è stato coinvolto anche in un sospetto caso di avvelenamento da parte del Governo russo nell’ambito delle trattative con l’Ucraina per il cessate il fuoco. 

A fargli compagnia nelle sanzioni inflitte, sono stati alcuni miliardari russi di spicco come il grande imprenditore energetico Oleg Deripaska, l’ex Vicepremier Igor Sechin, il Presidente della VTB Bank Andrey Kostin, l’Amministratore Delegato di Gazprom Alexei Miller, il Presidente della compagnia di Stato russa Transnef Nikolai Tokarev e il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Rossiya Dmitri Lebedev.

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