Dopo le intese recenti con Amd, Broadcom, Google, Nvidia e Oracle, OpenAI ha chiuso un accordo strategico con Amazon Web Services per incrementare la sua potenza di calcolo. La società di Sam Altman, diventata ufficialmente a scopo di lucro, è stata vincolata fino al 2023 ad un contratto con Microsoft, il suo principale investitore che gli imponeva di ottenere in esclusiva tutta la potenza computazionale necessaria.
Quando OpenAI ha superato la capacità che Microsoft poteva garantire, il gigante di Redmond – principale competitor di Amazon nel settore del cloud – ha dato via libera all’azienda californiana di intelligenza artificiale per stipulare altri accordi e acquistare servizi cloud sul mercato aperto. In questo contesto rientra il deal da 38 miliardi di dollari con Aws, la piattaforma di cloud computing lanciata nel 2006 dal colosso e-commerce e hi-tech di Jeff Bezos.
In questo articolo:
- Cosa prevede l’accordo tra OpenAI e Amazon
- Un’operazione per aumentare la potenza di calcolo
- Quanto è cresciuto il patrimonio di Jeff Bezos
Cosa prevede l’accordo tra OpenAI e Amazon
A seguito della trasformazione da azienda no profit a società a scopo di lucro, OpenAI ha rivisto il contratto con Microsoft, riducendo la dipendenza esclusiva da Azure e decidendo di spalmare la propria capacità di calcolo su più fornitori. L’accordo con Amazon – tra i principali finanziatori dei rivali di Anthropic – si basa su una partnership di 7 anni, fondata sull’accesso immediato ai data center Aws e a centinaia di migliaia di Gpu Nvidia di ultima generazione.
Amazon metterà a disposizione un’infrastruttura su misura per OpenAI: la partnership prevede cluster di chip Nvidia, sia Gb200 che Gb300, collegati tramite gli UltraServer Ec2 a bassa latenza per supportare l’addestramento dei modelli e l’inferenza su larga scala per i prodotti di punta come ChatGpt, Sora e Atlas. Tutta la capacità iniziale dovrà essere disponibile entro la fine del 2026, ma l’accordo include un’espansione programmata fino al 2027 con la possibilità di estendere le risorse anche oltre, includendo l’impiego di decine di milioni di Cpu per carichi destinati agli agenti AI.
Un’operazione per aumentare la potenza di calcolo
OpenAI è già presente su Amazon Bedrock (la piattaforma per lo sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale generativa e agenti AI) con modelli open weight, ovvero con i pesi (i parametri numerici all’interno della rete neurale che vengono regolati durante il processo di addestramento) liberamente accessibili. “Per scalare i modelli di frontiera serve una potenza di calcolo enorme e affidabile – ha spiegato Altman in una nota –. La nostra partnership con Aws rafforza l’ampio ecosistema informatico che alimenterà questa nuova era e porterà l’intelligenza artificiale avanzata a tutti”.
“OpenAI continua a spingersi oltre i confini del possibile e la nostra infrastruttura all’avanguardia sarà la colonna portante per le sue ambizioni nel campo dell’intelligenza artificiale – ha aggiunto Matt Garman, l’amministratore delegato di Aws –. L’ampiezza e l’immediata disponibilità di risorse di calcolo ottimizzate dimostrano perché Amazon Web Services sia in una posizione privilegiata per supportare i vasti carichi di lavoro di OpenAI in questo settore”.
Quanto è cresciuto il patrimonio di Jeff Bezos
Alla notizia dell’operazione OpenAI-Aws, il titolo Amazon ha registrato un rialzo del 4%. L’aumento del valore delle azioni ha fatto schizzare il patrimonio di Jeff Bezos, diventato più ricco di 9,8 miliardi di dollari in un solo giorno. Ora il fondatore di Amazon – che possiede l’8% del capitale della società – è al terzo posto sia nella World’s Real-Time Billionaires List di Forbes con un patrimonio stimato di 261,4 miliardi che nel Bloomberg Billionaires Index con un patrimonio di 274 miliardi.
Tre giorni prima dell’annuncio dell’accordo con OpenAI, la ricchezza di Bezos era cresciuta di 19,4 miliardi di dollari: in quel caso le azioni di Amazon hanno toccato un massimo storico quando sono stati pubblicati i risultati trimestrali. Il Q3/2025 dell’azienda è stato superiore alle aspettative di Wall Street con un utile per azione di 1,95 dollari e un fatturato in crescita del 12% su base annua a 180,2 miliardi. L’amministratore delegato Andy Jassy ha attribuito il merito di questa performance proprio ad Aws, in crescita del 20,2% su base annua e con un run rate annualizzato di 132 miliardi, sottolineando l’attenzione di Amazon sull’AI e sull’agentic commerce, il futuro dell’e-commerce basato sull’intelligenza artificiale.









