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AIG: tutto pronto per l’IPO di Corebridge (scontata del 30%)

AIG: tutto pronto per l'IPO di Corebridge, ma valutazione ridotta del 30%

American International Group (AIG) riduce la valutazione di Corebridge Financial, l’unità vita e patrimoniale della compagnia assicurativa americana, prima dell’IPO che dovrebbe avvenire alla fine di questo mese. Ora Corebridge dovrebbe valere tra 13,5 e 15,5 miliardi di dollari, oltre il 30% in meno rispetto al valore di 22,2 miliardi di dollari attribuito a novembre 2021 dal gruppo di private equity Blackstone, che ha investito nella società. La nuova valutazione corrisponde a un prezzo delle azioni compreso tra 21 e 22 dollari, con una raccolta da parte di AIG, per 80 milioni di azioni Corebridge, tra 1,7 e 1,9 miliardi di dollari. Dopo il debutto in Borsa di Corebridge, AIG controllerebbe la società con quasi il 78% delle quote, mentre Blackstone avrebbe in mano un pacchetto azionario di circa il 10%. A orchestrare l’operazione saranno le banche d’affari JP Morgan, Morgan Stanley e Piper Sandler. Mentre Bank of America, Citigroup e Goldman Sachs agiranno come consulenti. Corebridge verrà quotata con il simbolo CRBG.

 

IPO Corebridge: cosa significa per il mercato

La riduzione del prezzo di valutazione deriva essenzialmente dal crollo delle quotazioni azionarie da novembre a oggi. Infatti, da quando è stato raggiunto l’accordo con Blackstone, l’indice S&P 500 ha perso circa il 15% del suo valore. Questo ha determinato un congelamento delle IPO a Wall Street, con la più lunga siccità in oltre 20 anni, secondo i dati rilasciati da PricewaterhouseCoopers. Quella di Corebridge sarebbe la più grande IPO a Wall Street quest’anno, superando la quotazione da 1,1 miliardi di dollari di TPG Inc. avvenuta nel mese di gennaio.

Inoltre si candida per essere la quotazione ideale per il riavvio della stagione delle IPO, viste le dimensioni dell’azienda, la storia della sua redditività e il sostegno di AIG. Tutti fattori che solleticano l’appetito degli investitori in attesa di una ripartenza più decisa. Il business della società è solido, con un fatturato nel primo semestre dell’anno di 16 miliardi di dollari e un utile netto di 6 miliardi di dollari, nonostante tutte le difficoltà che si sono riscontrate a livello macroeconomico. L’IPO di Corebridge potrebbe quindi stimolare il mercato come non è riuscita a fare la quotazione di Bausch & Lomb avvenuta a maggio. Lo scarso successo in quest’ultimo caso è stato dettato da un prezzo al di sotto dell’obiettivo e dalla scarsa performance una volta sul mercato, il che ha spinto molte aziende a rinviare i piani di quotazione di diversi mesi.

 

AIG: cosa rappresenta la quotazione di Corebridge

L’IPO di Corebridge sarà molto importante per il colosso assicurativo con sede a New York. Secondo le dichiarazioni societarie, tutti i proventi della transazione andranno ad AIG, la quale non sta raccogliendo nuovi capitali. A fine giugno l’azienda aveva oltre 350 miliardi di dollari di asset in gestione e amministrazione e lo scorso anno si è posizionata negli Stati Uniti 13esima nella classifica delle assicurazioni vita, rendite e prodotti correlati, in termini di premi incassati. Mentre ha ottenuto il 12esimo posto con riferimento ai premi danni. Questa IPO permetterà di concentrarsi sul core business, attuando una semplificazione delle operazioni, come rientrava nell’obiettivo di lunga data tracciato prima dall’Amministratore Delegato Brian Duperreault e poi dal successore Peter Zaffino.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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