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Airbnb lascia la Cina: come reagirà il titolo a Wall Street?

Airbnb lascia la Cina: come reagirà il titolo?

Dal prossimo 30 luglio 2022 Airbnb uscirà dal mercato cinese e non darà più la possibilità agli host del Paese orientale di pubblicare annunci sulla sua piattaforma. La decisione è stata resa nota nelle ultime ore con una lettera pubblicata dal co-fondatore della famosa app per gli affitti brevi. Tra i motivi che hanno spinto la società ad abbandonare il Paese, dove era sbarcata nel 2006, soprattutto la politica zero-Covid da parte del Governo e le restrizioni ai viaggi che questa ha comportato.

Ma il problema legato al Covid è stato probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perchè bisogna ricordare che negli anni precedenti il gruppo americano ha sofferto e non poco nel competere contro le tariffe che venivano adottate dagli operatori locali. Inoltre negli anni passati la società statunitense si era lamentata per l’enorme quantità di dati che dovevano essere condivisi con il governo cinese. Ricordiamo che l’uscita dalla Cina non dovrebbe avere un impatto importante sui numeri della società che qui generava ricavi vicini all’1%.

 

Azioni Airbnb: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere l’impostazione grafica del titolo quotato a Wall Street. Dopo aver debuttato sul Nasdaq a fine 2020, raccogliendo 3,5 miliardi di dollari, il titolo dai massimi di novembre 2021 posti oltre i 210 dollari ha innescato una forte fase discendente che ha spinto le quotazioni durante l’ultima ottava a toccare i suoi minimi posti sui 107,50 dollari.  Nel breve termine saranno proprio questi i livelli che andremo a monitorare, perchè in caso di rottura l’azione proseguirebbe il suo trend in direzione della soglia psicologica dei 100 dollari e a seguire 95 dollari.

Al contrario primi e timidi segnali di positività si avranno con il superamento dei 124 dollari, sopra i quali dovremmo avere allunghi verso gli ex minimi di marzo 2022 situati sui 131 dollari e successivamente 135,50-136 dollari. Nel caso in cui si sviluppasse questo movimento il tutto verrebbe relegato come un normale rimbalzo tecnico che non cambierebbe il trend in atto. Per avere in vece un vero e proprio segnale di forza i prezzi dovrebbero spingersi oltre i 170 dollari, dove transita la trendline ribassista che parte dai massimi di novembre 2021.

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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