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Alibaba: perché non è il momento di comprare le azioni

Alibaba: perché non è il momento di comprare le azioni

Alibaba sta vivendo un autentico calvario in Borsa. Nelle ultime 4 sedute l’e-commerce cinese ha bruciato quasi il 30% di capitalizzazione, con gli investitori che continuano a vendere le azioni nervosi per l’atteggiamento delle Autorità di Pechino nei confronti dei titoli tecnologici. Quest’anno le perdite sono arrivate a oltre il 35%, portando negli ultimi 12 mesi a una performance negativa del 66%.

Secondo gli analisti, perché ci sia una vera inversione di tendenza sarebbe necessario in primis che il contesto normativo migliorasse e in secondo luogo che i fondamentali della spesa dei consumatori cinesi fossero diversi rispetto a oggi. In questo momento non ci sono le condizioni perché ciascuna delle 2 fattispecie si verifichi  e dal 24 febbraio si è aggiunta la guerra Russia-Ucraina a complicare il quadro.

 

Alibaba: tutte le ragioni per non comprare le azioni

La cosa che però ha fatto saltare i nervi agli investitori in questi ultimi giorni è l’atteggiamento della Cina nei confronti della Russia. Finora Pechino ha evitato di prendere posizioni nette, cercando anche da questa guerra di trarre il massimo profitto. Unirsi all’Occidente riguardo le sanzioni significherebbe rompere un patto d’acciaio con un alleato prezioso, sostenere la Russia equivarrebbe a finire nel girone infernale delle sanzioni stesse. E forse il Governo cinese sta valutando attentamente tutte le variabili prima di fare una precisa scelta di campo.

In realtà però alcune indiscrezioni giornalistiche riferivano che il Dragone sarebbe disposto a fornire supporto militare all’amico Putin e nell’incontro di 7 ore tra la diplomazia cinese e americana non è stata fornita alcuna smentita. Questo è stato un grosso campanello d’allarme per gli investitori, che in questo modo temono che le società cinesi come Alibaba possano subire il delisting da Wall Street, nell’ambito di un pacchetto di sanzioni che colpirebbe anche la Cina.

Secondo Bo Pei, analista del broker US Tiger Securities, la sottoperformance del gigante guidato da Jack Ma scaturisce proprio da questa enorme preoccupazione, collegata alle tensioni USA-Cina dove il mercato sembra sfiduciato da una risoluzione positiva del problema in tempi brevi. A soffiare sul fuoco poi vi è stata anche la recente pubblicazione della black list di 5 società cinesi da parte della Securities and Exchange Commission, che rischiano l’esclusione dalla Borsa americana se non si allineano agli standard contabili stabiliti dalle Autorità di regolamentazione a stelle e strisce.

Alibaba quindi si trova in questo momento stretta tra 2 fuochi, che soffiano da Washington e Pechino. Dal punto di visto normativo, ormai la Cina è una mina vagante per le società tecnologiche. Tencent rischia una multa record per la violazione presunta delle regole sull’antiriciclaggio con riferimento alla piattaforma WeChat e questo finisce per agitare le acque anche sul fronte delle altre big tech come Alibaba. Soprattutto questo fa capire come, dopo un anno e mezzo di repressione, non sia come molti immaginavano, ovvero che il 2022 sarebbe stato l’anno in cui tutto fosse finito. Per tale motivo è difficile ipotizzare se le azioni in Borsa abbiano raggiunto il punto minimo oppure ancora vi sia spazio per ulteriori discese.

Un’altra incognita deriva dalla politica monetaria della Federal Reserve, che oggi ha iniziato la 2 giorni di riunione del solito meeting periodico. Quest’anno la Banca Centrale sarà aggressiva per combattere l’inflazione record, quindi da domani presumibilmente inizierà il ciclo di rialzi dei tassi d’interesse. Questo per i titoli tech come Alibaba non è una buona cosa, ma è anche vero che gran parte delle attese sul costo del denaro è stato già incorporato nei prezzi. Ma quanto spazio ancora vi è di discesa? Anche perché occorre tener conto che la Fed potrebbe considerare di non abbandonare del tutto il suo accomodamento monetario per non innescare una recessione. E anche questo il mercato potrebbe averlo già scontato.

Un’altra ragione per stare guardinghi arriva sul fronte Covid-19. La Cina ha nuovamente bloccato la città di Shenzen, che rappresenta un importante snodo tecnologico e industriale per il Paese. Questo potrebbe paralizzare la spesa discrezionale da parte dei consumatori cinesi, sulla quale fa grande affidamento una piattaforma commerciale come quella di Alibaba.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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