Domani sera Alphabet pubblicherà i conti del terzo trimestre 2025 dopo la chiusura dei mercati, con gli investitori che drizzeranno le antenne per le informazioni sul fronte dell’intelligenza artificiale.
Le azioni della Big tech di Mountain View sono reduci dalla migliore performance trimestrale degli ultimi due decenni, con un incremento di valore del 38% da inizio luglio a fine settembre. Nel mese di ottobre hanno guadagnato circa 11 punti percentuali fino all’ultima chiusura di Wall Street.
L’AI (Artificial Intelligence) ha giocato un ruolo importante nel rally azionario e quanto emergerà questa sera potrebbe influenzare il percorso del titolo nei prossimi mesi. In questo articolo:
- Alphabet: cosa attendersi dalla trimestrale
- Vanno comprate le azioni?
Alphabet: cosa attendersi dalla trimestrale
Alphabet investe massicciamente nell’intelligenza artificiale. Google AI e DeepMind sviluppano modelli avanzati di machine learning, come Gemini, AlphaFold, AlphaGo, ecc. Questi modelli richiedono una potenza di calcolo enorme, e quindi data center all’avanguardia.
L’azienda guidata da Sundar Pichai ha costruito un’infrastruttura globale di data center per sostenere l’AI. I suoi servizi cloud ospitano i TPU (Tensor Processing Units), chip sviluppati da Google appositamente per il machine learning, e forniscono potenza di calcolo per Google Cloud AI, YouTube, Search, Maps, e tutti i servizi basati sull’intelligenza artificiale.
Tuttavia, sul fronte dei chatbot AI, Alphabet ha una quota di mercato ancora molto esigua con il suo Gemini rispetto a ChatGPT di OpenAI. Secondo i dati di StatCounter, circa l’81% del mercato globale è occupato da OpenAI, seguita da Perplexity con l’11%, Microsoft Copilot con il 4,1% e Gemini con il 2,8%. Alphabet però sta puntando in maniera aggressiva su Gemini.
Alla conferenza Dreamforce di questo mese, l’amministratore delegato Pichai ha dichiarato che quest’anno sarà rilasciato Gemini 3, l’ultima versione del modello di intelligenza artificiale dell’azienda. Gli investitori cercheranno di captare segnali sui progressi in tale contesto dell’azienda, in un’arena che si fa sempre più competitiva. Nel complesso, gli analisti si aspettano che nel terzo trimestre Alphabet registri una crescita dei ricavi del 13% a 99,89 miliardi di dollari e un utile per azione di 2,26 dollari.
Vanno comprate le azioni?
L’intelligenza artificiale non è stato l’unico catalizzatore delle azioni quest’anno. All’inizio di settembre, un grande apporto al rally è arrivato dalla sentenza del giudice distrettuale degli Stati Uniti, Amit Mehta, che ha risparmiato Google dal vendere il browser Chrome, sebbene la società dovrà condividere i dati con la concorrenza. Tuttavia, gli analisti di Bernstein hanno scritto il mese scorso che i commenti di Mehta sulla competizione tra l’AI generativa e la ricerca potrebbero essere un campanello d’allarme per le azioni. “Il morso non è fatale, ma brucia ancora”, hanno affermato assegnando un rating “hold” al titolo Alphabet.
Gli analisti di Baird si aspettano un impatto “modesto” su Google, perché l’azienda non deve condividere i suoi dati con concorrenti di intelligenza artificiale generativa come Perplexity e OpenAI. Questo sarebbe stato “più problematico”, hanno scritto.
Recentemente, gli analisti di KeyBanc Capital Markets hanno alzato il loro obiettivo di prezzo su Alphabet a 300 dollari da 265 dollari. Ciò implica uno spazio di rialzo di oltre l’11% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura registrato di 269,27. Gli esperti si aspettano che i risultati del terzo trimestre “mostrino che una maggiore velocità del prodotto sta guidando lo slancio in Search, Cloud e Waymo (l’attività di guida autonoma, n.d.r.)”.









