Alphabet, la società che controlla Google, ha annunciato che nel 2026 prevede di raddoppiare gli investimenti in conto capitale, portandoli in un intervallo compreso tra 175 e 185 miliardi di dollari, rispetto ai 91,4 miliardi del 2025. La scelta riguarda in modo diretto l’intelligenza artificiale, settore sul quale il gruppo sta concentrando una quota crescente delle proprie risorse.
L’annuncio è arrivato insieme ai risultati dell’ultimo trimestre del 2025, che hanno evidenziato una performance finanziaria superiore alle attese del mercato. Alphabet ha riportato un utile per azione di 2,82 dollari, superando le previsioni degli analisti del 6,8%, mentre il titolo ha reagito positivamente nelle contrattazioni after-hours, salendo dello 0,97% a 344 dollari.
In questo articolo:
- Alphabet, i dati della trimestrale superano le attese
- Investimenti record nel 2026: Alphabet rafforza la scommessa sull’AI
- Intelligenza artificiale, Gemini ora fa tremare i concorrenti
Alphabet, i dati della trimestrale superano le attese
Nel quarto trimestre del 2025, Alphabet ha registrato ricavi per 113,8 miliardi di dollari, in crescita del 18% su base annua e superiori alle stime di consenso, mentre l’utile netto è salito del 30% a 34,5 miliardi di dollari. Per il secondo trimestre consecutivo il fatturato ha superato la soglia dei 100 miliardi, consentendo al gruppo di chiudere il 2025 con ricavi complessivi oltre i 400 miliardi di dollari per la prima volta nella sua storia (quasi quanto il Pil della Danimarca). L’utile dell’intero esercizio ha raggiunto i 132 miliardi di dollari, rafforzando ulteriormente la posizione finanziaria della società.
La crescita ha coinvolto tutte le principali linee di business. Il core di ricerca e pubblicità ha generato ricavi per 63,1 miliardi di dollari, in aumento del 17%, mentre YouTube ha registrato entrate per 11,4 miliardi, con una crescita del 9%. Particolarmente rilevante il contributo del cloud, che ha visto i ricavi salire del 48% nel trimestre di dicembre, raggiungendo i 17,7 miliardi di dollari, sostenuti dalla crescente domanda di potenza di calcolo necessaria per addestrare ed eseguire modelli di intelligenza artificiale.
Secondo gli analisti di Xtb, la trimestrale conferma una dinamica di crescita particolarmente robusta per un gruppo che opera già su volumi di fatturato molto elevati, sottolineando che “l’aumento dei ricavi e il superamento della soglia dei 400 miliardi annui rafforzano il posizionamento di Alphabet tra i principali titoli del mercato statunitense, mentre il cloud emerge come il segmento a più elevato tasso di espansione, affiancato dal contributo dominante di Google Search, che ha generato circa 67 miliardi di dollari di ricavi nel trimestre, con un incremento del 17%”.
Investimenti record nel 2026: Alphabet rafforza la scommessa sull’AI
È sul fronte degli investimenti che Alphabet ha segnato il passaggio più netto. La società ha annunciato una revisione significativa delle previsioni di spesa in conto capitale per il 2026, portandole in un intervallo compreso tra 175 e 185 miliardi di dollari, ben al di sopra delle aspettative degli analisti. Nel solo quarto trimestre i capex hanno raggiunto i 27,9 miliardi di dollari, quasi raddoppiando rispetto ai 14 miliardi dell’anno precedente, mentre nel corso del 2025 la spesa complessiva è stata pari a 91,4 miliardi di dollari.
L’incremento è legato in larga parte agli investimenti nella capacità di calcolo dedicata all’intelligenza artificiale e nelle infrastrutture necessarie a supportarne la diffusione su scala globale. Durante la conference call post-consuntivo, l’amministratore delegato Sundar Pichai ha sottolineato come gli investimenti e le infrastrutture in AI stiano già generando ricavi e crescita su tutti i livelli dell’organizzazione, segnalando una fase in cui la spesa non è più giustificata solo da prospettive future, ma da ritorni economici misurabili.
Intelligenza artificiale, Gemini ora fa tremare i concorrenti
In parallelo ai numeri, cambia anche il posizionamento competitivo di Google nell’intelligenza artificiale. Il lancio di Gemini 3 ha coinciso con un tono sensibilmente più fiducioso da parte del management e con una risposta positiva degli utenti. L’app Google Gemini ha superato i 750 milioni di utenti attivi mensili alla fine del trimestre, in crescita rispetto ai 650 milioni del periodo precedente, mentre la versione enterprise ha raggiunto 8 milioni di licenze a pagamento. Il modello è stato integrato nella “modalità AI” del motore di ricerca e alimenta le soluzioni aziendali di Google, rafforzando l’idea di un’AI distribuita lungo tutta la catena dei prodotti. Questo avanzamento arriva in una fase in cui il mercato guarda con maggiore attenzione alla sostenibilità finanziaria delle grandi scommesse sull’intelligenza artificiale. Mentre OpenAI continua a stringere accordi multimiliardari pur rimanendo in perdita, Alphabet può contare su una base di ricavi ampia e diversificata che consente di sostenere investimenti su scala eccezionale. Il risultato è un riequilibrio della narrativa di Wall Street: da gruppo a lungo percepito in ritardo nella corsa all’intelligenza artificiale, Google viene oggi considerata un attore in grado di esercitare una pressione crescente sui principali competitor, a partire dalla società di Sam Altman.









