La trimestrale di Alphabet ha certificato il superamento dei 100 miliardi di dollari di ricavi trimestrali. Un nuovo record a base di cliud e intelligenza artificiale. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).
Alphabet esce vincitrice dall’ultima tornata delle trimestrali: per la prima volta nella storia, il colosso di Mountain View ha superato i 100 miliardi di dollari di ricavi nel trimestre. Con un giro d’affari a 102,3 miliardi, la crescita anno su anno è stata del 16%. In versione adjusted, l’utile per azione si è attestato a 3,1 dollari, polverizzando il consenso a 2,33 dollari.
A sostenere le entrate sono state soprattutto due componenti dell’articolato sistema che compone l’azienda: pubblicità e cloud computing. Se l’advertising ha portato in cascina 87 miliardi (il 14% in più rispetto a 12 mesi prima), la nuvola ha visto il giro d’affari crescere di ben il 34% a 15,2 miliardi di dollari. A ben guardare proprio queste due attività sembrano collegare la prima fase di vita alla seconda di Big G. Se la prima è stata indubbiamente dominata dagli introiti della pubblicità, la seconda sarà caratterizzata da una crescita esponenziale dell’adozione dell’intelligenza artificiale su scala globale. Proprio gli ingenti investimenti su questo fronte hanno penalizzato i titoli di Meta Platforms e Microsoft in occasione della pubblicazione della trimestrale di settimana scorsa.
Già ora l’AI ha trasformato Google Cloud da un’azienda secondaria del gruppo a uno dei motori più importanti di crescita. Certo, Alphabet non rimane indietro con gli investimenti e vuole giocare un ruolo da protagonista della nuova rivoluzione digitale. Nel 2025 le spese in conto capitale saranno comprese tra i 91 e i 93 miliardi e accelereranno nel 2026 grazie alle risorse che verranno destinate a data center e infrastrutture AI. Il track record costruito in oltre 30 anni di vita e la solidità dei conti consente tuttavia ad Alphabet di essere valutata diversamente. Perché la sensazione è che se gli altri stanno entrando nel futuro, per Alphabet il futuro è già adesso.









