“Il viaggio è in cima ai desideri degli italiani”: Burgio racconta Alpitour World

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C’è un dato che Gabriele Burgio, presidente e amministratore delegato di Alpitour World, cita con evidente soddisfazione quando si parla dell’anno appena chiuso: “Il 2025 è stato l’anno migliore di sempre”. Non è retorica da bilancio. I numeri lo confermano con una precisione che lascia poco spazio alle interpretazioni: ricavi consolidati al 31 ottobre 2025 pari a 2,287 miliardi di euro, in crescita del 9,8% rispetto all’esercizio precedente, e un Ebitda di 162 milioni di euro, salito del 17,4%. A muoversi sono stati oltre 3,3 milioni di viaggiatori. Un risultato che, secondo Burgio, non fotografa soltanto la dimensione del gruppo ma “riflette la qualità della crescita, con una forte accelerazione nei segmenti premium ed esperienziali”.

Quello che emerge dall’intervista di Borsa&Finanza con il numero uno di Alpitour World – il principale operatore turistico integrato italiano, con 6 sedi principali in Italia e attivo su tutta la filiera del viaggio – è un ritratto del settore che va ben oltre la logica dei volumi. È la storia di un’industria che si è trasformata, che ha imparato a gestire le crisi senza subirle, e che oggi guarda al futuro con una chiarezza strategica non scontata.

 

In questo articolo:

 

 

  • Alpitour World, un modello che regge alle crisi
  • Integrazione, tecnologia, premium: la triplice strategia
  • Viaggi, le risposte degli italiani
  • Alpitour World: agenzie e digitale, non un’alternativa ma una sinergia
  • Il nodo del personale e la sfida generazionale
  • Viaggi, le destinazioni: le classiche tengono, l’Egitto rallenta
  • Alpitour World, come sarà il viaggio del 2031

 

 

Alpitour World, un modello che regge alle crisi

NEOS 787 Dreamliner

Tre pilastri hanno trainato i risultati dell’ultimo esercizio. Il primo è il tour operating, capace di intercettare una domanda sempre più orientata all’esperienza personalizzata. Il secondo è la divisione alberghiera, che oggi conta 28 strutture tra VOIhotels e VRetreats per oltre 4.600 camere. Il terzo è Neos, la compagnia aerea del gruppo, che ha trasportato 2,4 milioni di passeggeri su 61 rotte. “Il modello integrato – che unisce tour operating, ospitalità, aviazione, dmc e agenzie di viaggio – ci consente di convertire rapidamente i flussi tra le diverse business unit, mantenendo margini competitivi anche in contesti volatili”, spiega Burgio.

Ed è proprio la volatilità il tema ricorrente quando si parla dell’anno trascorso. Le tensioni geopolitiche, i conflitti in corso, l’instabilità dei costi energetici e dei trasporti hanno messo alla prova l’intero settore. Alpitour World non ne è rimasta immune. “Il gruppo ha registrato un impatto immediato, ma temporaneo: le prenotazioni inizialmente hanno subito un rallentamento e si è osservata una maggiore propensione al last minute, soprattutto per le vacanze estive”. Ma Burgio inquadra la situazione in una prospettiva più larga, quella di chi ha vissuto stagioni ben più difficili: “Faccio questo mestiere da tanti anni e abbiamo attraversato attacchi terroristici come quello al Bataclan, il Covid, la guerra in Ucraina, il 7 ottobre e ora la crisi in Medio Oriente. L’impatto è sempre immediato, viscerale, irrazionale, ma nessuno rinuncia alla vacanza. La si posticipa magari, rimanendo in attesa di capire come evolve la situazione”.

Il gruppo ha risposto con strumenti concreti, tra cui l’iniziativa “Keep Calm & Travel”, che permette ai clienti di ottenere rimborso o riconversione su altre destinazioni, “aumentando la fiducia e stabilizzando la domanda”. Al 30 giugno i numeri complessivi risultano in linea con quelli dell’anno precedente, pur con conferme più ravvicinate. E Burgio non ha dubbi su ciò che accadrà quando la situazione in Medio Oriente si stabilizzerà: “Prevediamo un rimbalzo significativo delle prenotazioni su quelle destinazioni, confermando la resilienza del mercato”.

 

Integrazione, tecnologia, premium: la triplice strategia

La terrazza del Mazzarò Sea Palace

La parola “integrazione” torna più volte nel corso della conversazione. Non come slogan, ma come principio operativo. “Controllare l’intera filiera – dai voli agli hotel, dal tour operating all’incoming – ci permette di offrire esperienze sicure e di qualità, attutendo l’impatto delle crisi esterne. Non siamo esposti alle inefficienze del mercato: possiamo riproteggere i clienti, riallocare i flussi e spostare aerei anche quando lo scenario cambia bruscamente”, dice Burgio, citando come esempio l’operazione messa in campo a fine febbraio per riportare a casa centinaia di persone e riproteggere le prenotazioni su nuove destinazioni.

Sul fronte tecnologico, il gruppo ha investito in AlpiGPT, una piattaforma di intelligenza artificiale generativa che “sta già trasformando i processi interni: dal pricing dinamico all’ottimizzazione dei ricavi, fino all’assistenza clienti”. Burgio è però esplicito nel tenere la tecnologia al suo posto: “La digitalizzazione non è un obiettivo in sé, ma uno strumento per personalizzare l’offerta su scala e aumentare l’efficienza operativa”.

Sul versante del posizionamento, il gruppo continua a rafforzare il segmento premium e luxury attraverso acquisizioni mirate. Tra le più recenti: Palazzo Gattini a Matera per il brand VRetreats, e Florio Resort a Cinisi e Sandies Nungwi Beach a Zanzibar per VOIhotels. “VOIhotels offre una solida collezione di resort sun & beach con alta occupazione, mentre VRetreats propone esperienze luxury uniche in dimore storiche e palazzi di pregio, attirando clientela internazionale in cerca di soggiorni più lunghi e personalizzati”, spiega il manager. Una clientela che, nei VRetreats, è straniera per oltre il 90%.

 

Viaggi, le risposte degli italiani

Il mercato italiano del turismo è in trasformazione strutturale, e Burgio lo descrive con riferimenti precisi. Secondo le previsioni di Demoskopika, nel 2026 si attendono 141,2 milioni di arrivi turistici e 478,6 milioni di presenze, in crescita rispetto all’anno precedente. I dati ISTAT sul primo trimestre 2026 mostrano arrivi e presenze in aumento rispettivamente del +4,2% e +7,5%, con un forte contributo della clientela straniera.

Ma il dato più interessante è quello comportamentale. “Osserviamo una polarizzazione: permangono segmenti che optano per last minute in risposta alle incertezze, ma in parallelo cresce la propensione a prenotare con largo anticipo per soggiorni di qualità e itinerari strutturati, in particolare per esperienze premium”. Il prezzo non è più l’unico discriminante: “Molti viaggiatori non guardano più solo al prezzo: valutano affidabilità dell’operatore, coerenza dell’offerta, sostenibilità e unicità dell’esperienza”.

Anche le nuove generazioni entrano nel ragionamento. Millennials e Gen Z, spiega Burgio, “viaggiano molto e hanno aspettative elevate: cercano esperienze autentiche, sostenibili e digitalmente fluide, preferendo l’esplorazione al turismo tradizionale”. Per rispondere, Alpitour World ha sviluppato proposte tailor-made che combinano itinerari culturali approfonditi ed esperienze immersive, con la sostenibilità come criterio di scelta ormai irrinunciabile.

 

Alpitour World: agenzie e digitale, non un’alternativa ma una sinergia

In un settore in cui il dibattito sul futuro dei canali distributivi è aperto, la posizione di Burgio è netta. “Il nostro modello distributivo resta fortemente radicato nella relazione e, perciò, gran parte delle vendite passa ancora dalle agenzie di viaggio”. Eppure l’equilibrio sta cambiando. I canali digitali giocano un ruolo crescente “nelle fasi iniziali del customer journey: i social media per l’ispirazione e i siti web per la pianificazione e il confronto delle soluzioni e dei prezzi. Quando un cliente entra in agenzia, prima ha fatto un percorso informativo online”.

La sintesi di Burgio è quella di chi non vede una contrapposizione ma una complementarità: “L’investimento nel digitale non sostituisce il canale tradizionale, ma lo rafforza: alimenta traffico qualificato verso le agenzie, dove molti clienti continuano a cercare valore nel servizio, nella consulenza e nel rapporto di fiducia”.

 

Il nodo del personale e la sfida generazionale

Tra le sfide strutturali del settore, il reperimento di personale qualificato occupa un posto di rilievo. “È una delle sfide più complesse del settore, amplificata dalla stagionalità”, ammette Burgio. La risposta di Alpitour World passa per la formazione continua, percorsi di carriera strutturati e programmi di retention che «vanno ben oltre la componente economica. Vogliamo che le persone scelgano di restare, non solo che restino».

Anche qui la tecnologia entra in gioco, ma con un’angolazione precisa: “Automatizzando i processi più ripetitivi, possiamo concentrare le risorse umane su attività ad alto valore aggiunto, migliorando sia la produttività sia la soddisfazione professionale. Non è un’operazione di riduzione dei costi, ma di valorizzazione del capitale umano”.

 

Viaggi, le destinazioni: le classiche tengono, l’Egitto rallenta

Il Bravo Premium Andilana Beach – Madagascar

Per l’estate 2026, le destinazioni più richieste dagli italiani restano quelle consolidate. “Italia, Grecia, Caraibi, Africa Orientale e Madagascar restano le preferite dai nostri clienti”, dice Burgio. L’Egitto, invece, registra una leggera flessione legata alla percezione del rischio nella regione: “una meta da sempre amatissima dagli italiani”, che “in realtà non ha problemi di sicurezza”, ma che risente del clima di incertezza generale sul Medio Oriente.

Sul fronte domestico, le destinazioni balneari continuano a guidare la domanda: Sicilia, Sardegna, Puglia e Calabria si confermano le mete preferite. La durata media del soggiorno si attesta intorno a una settimana, e cresce l’interesse per itinerari sempre più personalizzati.

 

Alpitour World, come sarà il viaggio del 2031

La conversazione si chiude con uno sguardo al futuro, e Burgio lo disegna con una precisione che lascia poco spazio all’improvvisazione. “Il viaggio del futuro sarà radicalmente personalizzato, flessibile e interconnesso”. L’immagine che propone è quella di pacchetti in cui “voli, hotel, esperienze culturali e un digital concierge attivo 24/7 si combinano per anticipare le esigenze del cliente prima ancora che le esprima, integrando dati comportamentali e preferenze individuali”.

Tre sono gli assi strategici su cui Alpitour World sta investendo. Il primo è la digitalizzazione avanzata e le piattaforme data-driven per pricing, revenue management e ottimizzazione delle operazioni. Il secondo è l’intelligenza artificiale e l’agentic AI per la personalizzazione su larga scala: “Già oggi l’AI supporta la ricerca, la preventivazione e l’assistenza clienti, mentre il prossimo passo sarà la generazione di esperienze tailor-made integrate in tempo reale tra tutti i touchpoint del viaggio». Il terzo asse è la responsabilità ambientale e sociale: “La riduzione dell’impatto, la valorizzazione del territorio e la responsabilità sociale saranno tra i criteri di scelta per i viaggiatori di domani”.

E in mezzo a tutto questo, c’è un elemento che Burgio tiene a preservare con cura: “L’innovazione tecnologica sarà invisibile, percepita solo attraverso la qualità del servizio, mentre l’esperienza umana tornerà al centro come elemento distintivo e culturale”. Perché alla fine, come ricordava all’inizio di questa conversazione, il viaggio resta in cima ai desideri degli italiani – più dei beni di consumo. E questo, per chi opera in questo settore, è il punto di partenza di tutto.

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Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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