Il turismo italiano non conosce crisi: 171,8 milioni di presenze attese nell’estate 2026

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Non tutte le destinazioni turistiche leggono allo stesso modo l’incertezza internazionale: per l’Italia, si sta rivelando un fattore di attrazione. Le stime Isnart per Unioncamere per il bimestre luglio-agosto 2026 indicano 171,8 milioni di presenze attese, con prenotazioni già acquisite che superano i volumi dello stesso periodo del 2025 e una domanda straniera in netta accelerazione. L’indagine, condotta su 2.500 imprese ricettive nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio, restituisce un quadro in cui la stagione estiva si profila come una delle più solide degli ultimi anni. Da un lato i flussi internazionali accelerano più di quelli domestici, dall’altro gli operatori adattano le proprie strategie commerciali in risposta all’incertezza geopolitica con una pressione sui prezzi dei servizi turistici che resta sostenuta rispetto sia al 2025 che al 2023.

 

In questo articolo:

 

  • Turismo italiano, i numeri dell’estate 2026
  • Turisti stranieri in aumento: chi sono e da dove arrivano
  • Dalle grandi città ai borghi: dove va il turismo italiano e quanto costa

 

Turismo italiano, i numeri dell’estate 2026

Mai viste così tante prenotazioni per l’estate. Per il bimestre luglio-agosto 2026, Isnart stima 171,8 milioni di presenze turistiche complessive, con una crescita media del +4,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. La domanda straniera incide per oltre la metà, con circa 89 milioni di unità e registra una variazione tendenziale del +8,3%, mentre la componente domestica si mantiene su livelli sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente. A sostenere il quadro previsivo concorrono i dati sulle prenotazioni già acquisite nel comparto degli alloggi alternativi: 9,6 milioni di notti prenotate per il core estivo 2026, con un incremento del +18,4% rispetto agli 8,1 milioni registrati nello stesso periodo del 2025.

Il dato più significativo riguarda il tasso di copertura: le prenotazioni già in portafoglio corrispondono al 56,8% del consuntivo estivo 2025, a fronte del 47,6% rilevato nella fase equivalente del 2024. L’anticipo di prenotazione si rafforza, segnalando una domanda già strutturata con largo anticipo rispetto all’avvio della stagione. Anche il primo trimestre 2026 offre un riscontro positivo: secondo i dati Istat, le presenze turistiche in Italia nei mesi gennaio-marzo raggiungono i 71,6 milioni, in crescita del +16% sul 2025. A trainare la dinamica è la componente straniera, con oltre 39 milioni di presenze e una variazione del +23%, mentre la domanda domestica cresce in misura più contenuta, attestandosi a +9%. Nel segmento degli affitti brevi, le notti prenotate nel primo trimestre ammontano a 8,7 milioni, in aumento del +7% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo le elaborazioni della piattaforma Stendhal-Unioncamere Isnart su dati AirDnA.

“I dati consolidati sul primo semestre dell’anno e le nostre previsioni sulle presenze verso la stagione estiva ci confortano non solo sulla tenuta complessiva del turismo italiano, ma sul fatto che la voglia di Italia trova nella crisi internazionale una spinta ulteriore”, ha commentato Loretta Credaro, presidente di Isnart.

 

Turisti stranieri in aumento: chi sono e da dove arrivano

Non tutti i turisti stranieri si comportano allo stesso modo, e il settore ricettivo italiano ha già imparato a muoversi di conseguenza. Il 34,7% degli operatori ricettivi segnala un aumento delle prenotazioni provenienti dall’estero, mentre il 48,7% rileva una tenuta della domanda interna e il 31,8% ne registra una crescita attiva. Complessivamente, un’impresa su quattro (24,5%) registra un incremento delle prenotazioni totali rispetto all’estate 2025, mentre il 45% degli operatori indica una sostanziale stabilità dei volumi.

Tra i mercati internazionali più dinamici emergono il Regno Unito, gli Stati Uniti e la Svizzera, seguiti dai principali Paesi dell’Europa continentale. Le tensioni geopolitiche hanno indotto le imprese a riposizionare la propria offerta commerciale: il 34,9% degli operatori ha investito nel rafforzamento dei canali di vendita diretta e ha adottato politiche di maggiore flessibilità nelle condizioni di prenotazione. Sul piano geografico, si registra un orientamento verso i mercati di prossimità a discapito dei flussi di lungo raggio, in risposta alle incertezze sui trasporti internazionali e alla volatilità della domanda intercontinentale.

 

Dalle grandi città ai borghi: dove va il turismo italiano e quanto costa

A cambiare è anche la mappa delle destinazioni, e i prezzi seguono a ruota. I dati di location intelligence relativi alla Pasqua 2026 mostrano una flessione del -3,1% rispetto al picco registrato nel 2025, attribuibile alla configurazione meno favorevole del calendario dei ponti. Sul 2024, la crescita si attesta a +13,3%. A livello regionale, i maggiori incrementi riguardano la Calabria (+32%), il Lazio (+31%) e la Campania (+19%). Le destinazioni con almeno 3.000 presenze rilevate nella finestra pasquale confermano una forte concentrazione su poli ad alta riconoscibilità: Roma guida il segmento spirituale e rimane centrale per il turismo culturale; Venezia si posiziona al primo posto nel turismo culturale; Livigno consolida il ruolo di riferimento per l’outdoor e il cicloturismo, beneficiando dell’effetto Milano-Cortina 2026, con le località olimpiche che registrano una crescita del +14%, trainata in particolare dalla componente internazionale (+21%, a fronte di una media Italia del +16%).

Accanto ai grandi attrattori, emergono destinazioni lacuali come Bolsena, Garda e Castiglione del Lago, borghi storici come Urbino, Orvieto e Spello, e centri con forte specializzazione di prodotto: Alba e Montalcino per l’enogastronomia, Sestriere, Selva di Val Gardena, Roccaraso e Abetone Cutigliano per l’outdoor. Sul fronte dei prezzi, le elaborazioni Isnart e Bmti su dati Istat segnalano una pressione al rialzo trasversale. Ad aprile 2026 i prezzi di ristoranti, bar e pizzerie crescono del +3,2% su base annua, con un incremento complessivo superiore al +10% rispetto a tre anni prima. Il comparto ricettivo registra un +1,7% annuo e un +13,9% cumulato dal 2023; la variazione più marcata riguarda villaggi vacanze e campeggi, con un +7,1% annuo.

Anche se l’estate resta il cuore della stagione turistica italiana, i suoi confini si stanno piano piano erodendo. A misurare questo cambiamento è lo “StagioMetro” di Demoskopika, indice composito che sintetizza tre variabili calcolate sulle presenze, che per il 2026 si attesta a 106,0, in rialzo rispetto al 105,4 del 2025 e al picco pre-pandemia di 103,5 registrato nel 2018. La concentrazione estiva delle presenze scende al 56,9%, dal 61,5% del 2010, le code stagionali salgono al 29,4% e il rapporto tra il mese di punta e quello meno intenso si ferma a 4,95, contro valori compresi tra 5,52 e 6,92 nel decennio precedente alla pandemia. L’estate resterà l’estate, ma il turismo italiano sembra aver cominciato a scoprire il valore del resto dell’anno.

 

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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