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Andrea Langella, chi è e che cosa fa il presidente della Juve Stabia

Andrea Langella

È stata una stagione da sogno quella 2023-2024 di Andrea Langella: il presidente della Juve Stabia è riuscito nell’impresa di riportare la società di Castellamare in Serie B. Il merito della cavalcata trionfale nel girone C della Lega Pro è dell’allenatore, dei giocatori e dello staff, ma anche del team dirigenziale messo insieme dal numero uno gialloblù: i vice-presidenti Vincenzo D’Elia e Fabio De Lillo, l’amministratore unico Filippo Polcino, il direttore generale Ferdinando Elefante, il direttore dell’area tecnica Matteo Lovisa e il responsabile del settore giovanile Saby Mainolfi.

 

Chi è Andrea Langella

Napoletano di San Giuseppe Vesuviano ma stabiese d’adozione, laureato in Economia e commercio alla Federico II di Napoli, Andrea Langella vanta quarant’anni d’esperienza nel settore industriale, in particolare degli additivi per carburanti. Grazie alla gavetta maturata nell’impresa di famiglia, l’imprenditore campano comincia la carriera come responsabile acquisti e direttore dell’I.F.A., impresa che produce filtri per auto e veicoli commerciali e industriali. Successivamente diventa general manager di LU.FRA., attiva nel settore dell’automotive e come Sanafoam nella produzione di materassi e guanciali in poliuretano espanso e materiale viscoelastico.

Nel 2006 Langella fonda la S.I.RA.L., gruppo petrolchimico che produce lubrificanti di ultima generazione. A quest’attività principale, avviata con un impianto completamente automatizzato per il blending e il confezionamento, si aggiungono lo sviluppo di una gamma di prodotti per la cura dell’auto (sgrassanti, deodoranti, detergenti e panni) e l’ampliamento al settore della miscelazione e del confezionamento di oli e lubrificanti per conto di terzi. All’attività imprenditoriale Langella unisce l’impegno dirigenziale: all’inizio del 2023 viene eletto consigliere della Lega Pro affiancando il presidente Matteo Marani.

 

A quanto ammonta il suo patrimonio

Non ci sono informazioni dettagliate sul patrimonio di Langella, ma la sua S.I.RA.L. ha fatto registrare nel 2022 (anno degli ultimi dati disponibili) un fatturato di 22,1 milioni di euro. La rete di vendita dell’azienda copre 36 Paesi nel mondo: il 50% del fatturato arriva proprio dall’estero. Con oltre 50 dipendenti, gli impianti di Nola, nell’area industriale di Napoli, si estendono su una superficie di 20mila metri quadrati, di cui 10mila coperti con una capacità di stoccaggio di 5mila tonnellate.

I numeri della S.I.RA.L. sono quelli di un importante player del settore: fin dalla sua nascita, infatti, Langella migliora costantemente la tecnologia di produzione, la qualità dei materiali e dei prodotti e il time to market, restringendo il periodo di tempo tra l’ideazione delle novità di gamma e la loro commercializzazione. Il percorso di crescita maturato dall’azienda negli ultimi cinque anni poggia su un innovativo laboratorio di ricerca e su un moderno impianto di blending e confezionamento dei prodotti.

 

Da quanto tempo gravita nel calcio

Langella è nel calcio dal 2019, ma la sua presenza nella Juve Stabia risale a qualche anno prima, quando è sponsor con la S.I.RA.L. e co-proprietario con il presidente Francesco Manniello, in carica dal 2016. La gestione è difficoltosa e nel 2019 l’imprenditore decide di rilevare la quota di maggioranza del club insieme al fratello Giuseppe. La scelta è di ripartire da zero perché il neo-presidente trova una pesante situazione debitoria che riesce a ripulire all’80% con il concordato preventivo.

Nell’estate 2023 avviene la seconda svolta, quella decisiva: in seguito alla pesante sconfitta casalinga per 4-1 contro il Catanzaro e a una dura contestazione da parte di una fetta di tifosi, Giuseppe Langella decide di cedere le sue azioni al fratello Andrea, che diventa il proprietario unico del club gialloblù. Lontano dai riflettori, il neo-socio unico comincia a costruire la squadra con l’obiettivo di raggiungere una salvezza tranquilla. Poco meno di un anno dopo, si ritrova a vincere il campionato di C con un budget che è un decimo di quello delle altre campane più blasonate come Avellino e Benevento.

 

Quanto ha investito nella Juve Stabia

Nel 2019 Manniello cede il pacchetto azionario a Giuseppe Langella, il fratello di Andrea. L’ex presidente è ancora detentore della maggioranza del club con i Langella, ma smette di partecipare alla gestione diretta della società. Il rapporto tra i soci si incrina presto: il monte debitorio che viene bonificato con il concordato ammonta a 10 milioni di euro. Con l’addio di Giuseppe nel 2023, il presidente rimane uomo solo al comando e sceglie di praticare un calcio sostenibile, caratterizzato dalla linea verde nella dirigenza e nella rosa.

L’acquisto più costoso della Juve Stabia di Langella è quello dell’attaccante Andrea Adorante, prelevato dalla Triestina a titolo temporaneo con obbligo di riscatto per 250mila euro. Sul fronte gestionale, il club chiude un accordo importante con lo sponsor tecnico Givova: il brand dell’abbigliamento sportivo, fondato da Giovanni Acanfora a Scafari in provincia di Salerno, è particolarmente legato al territorio campano. Oltre ai corporate sponsor S.I.RA.L. e Bendix, le Vespe contano sulle sponsorizzazioni di StarCasinò Sport, Supplies Store, Expert Somma, DS Glass, Express Service, Mimina Group, La Minipole, Madol, Real Sud ed ETES.

 

I risultati sportivi nel corso della sua presidenza

Langella è a Castellamare dal 2019, quando eredita una squadra che ha ottenuto la promozione in Serie B con due giornate d’anticipo nella stagione 2018-2019. Nel 2019-2020, dopo un promettente inizio, le Vespe allenate da Fabio Caserta precipitano al penultimo posto (è l’anno dello stop ai campionati per la pandemia e della ripresa dopo una lunga sosta forzata) e retrocedono subito nella categoria inferiore.

Dopo tre stagioni trascorse nel Purgatorio della C, la società si affida all’allenatore Guido Pagliuca che al suo primo anno sulla panchina stabiese, al termine di una cavalcata entusiasmante, centra la nuova promozione in B con tre giornate d’anticipo e senza mai perdere in casa. È il miglior risultato della presidenza Langella. “Questo straordinario percorso mi inorgoglisce – spiega il patron gialloblù –. Abbiamo dimostrato che il calcio è un gioco di squadra e non di nomi, abbiamo allestito una rosa sostenibile puntando sulla patrimonializzazione e sull’aspetto umano di ciascuno dei ragazzi”.

A pagare è il mix di passione, motivazione e sostenibilità finanziaria del club. In B si riparte da Pagliuca e Lovisa (che hanno già rinnovato i loro contratti) e magari da una sinergia con il Napoli di Aurelio De Laurentiis. “Elogiando il nostro lavoro – rivela Langella a Radio Marte –, mi ha detto che sono in B come il Bari che ha costi doppi rispetto alla mia Juve Stabia. Gli ho tuttavia risposto dicendo che perdiamo tutti in questo mondo”.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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