Anthropic potrebbe valere 1.000 miliardi di dollari, ecco perché

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Anthropic potrebbe valere fino a 1.000 miliardi di dollari. La valutazione deriverebbe da un possibile round di finanziamento fino a 50 miliardi di dollari per aumentare la capacità di calcolo, secondo quanto riportato dal Financial Times, che ha citato persone a conoscenza della questione. La startup di intelligenza artificiale è al centro dell’attenzione in questo periodo, nell’ambito del boom legato alla nuova tecnologia che sta rivoluzionando il mondo. Molte grandi aziende si sono avvicinate ad Anthropic per sfruttare i suoi strumenti, mentre la società si contende la leadership con OpenAI nel campo dell’intelligenza artificiale generativa.

 

In questo articolo:

 

  • Anthropic: perché vale 1.000 miliardi di dollari
  • Gli accordi siglati sinora

 

Anthropic: perché vale 1.000 miliardi di dollari

A febbraio 2026, il produttore di Claude è stato valutato 380 miliardi di dollari, dopo un round di finanziamento di Serie G. Questa categoria di finanziamento rappresenta una raccolta fondi molto avanzata e indica che la società ha già ottenuto capitali molte volte, trovandosi quindi in una fase di forte maturità e grande dimensione. Quando si ottengono finanziamenti di questo tipo, solitamente è per espandersi ulteriormente, sostenere investimenti importanti in infrastrutture, consolidare la propria leadership nel mercato o prepararsi a una futura Ipo.

Secondo il rapporto del Financial Times, il prossimo round di finanziamento potrebbe essere sostenuto da aziende come Dragoneer Investment Group, General Catalyst e Lightspeed Venture Partners. La raccolta avrebbe l’obiettivo di espandere l’infrastruttura informatica, di fronte a una domanda molto elevata per i prodotti legati all’intelligenza artificiale. Le operazioni potrebbero chiudersi entro due mesi.

La valutazione vicina a 1.000 miliardi di dollari che la startup potrebbe raggiungere, quasi tre volte quella ottenuta a febbraio, sarebbe sostenuta da una crescita costante dei ricavi. Il giornale britannico ha riportato che i ricavi annualizzati di Anthropic potrebbero superare i 45 miliardi di dollari, rispetto ai 9 miliardi registrati alla fine del 2025.

 

Gli accordi siglati sinora

Negli ultimi mesi, Anthropic ha fatto tremare alcune big tech del settore del software, tra cui Microsoft e Oracle, perché ha presentato strumenti di intelligenza artificiale che renderebbero obsoleti alcuni modelli di software tradizionali. .

La società, tuttavia, è molto attiva in accordi e partnership con grandi aziende pubbliche e private. Recentemente ha siglato un accordo con SpaceX per utilizzare l’intera capacità del data center Colossus 1, che dispone di oltre 220.000 GPU Nvidia e più di 300 megawatt di potenza computazionale. L’intesa dovrebbe aumentare la capacità operativa di Claude e potrebbe aprire la strada a futuri data center AI in orbita.

Con Google Cloud, Anthropic ha ampliato la partnership per ottenere diversi gigawatt di nuova capacità basata sui chip TPU di nuova generazione, che entreranno in funzione dal 2027. In questo modo, la società sostiene la crescita della domanda per il suo chatbot e rafforza l’infrastruttura AI negli Stati Uniti.

Anche con Amazon Web Services, la startup di San Francisco ha esteso la collaborazione, assicurandosi fino a 5 gigawatt di capacità computazionale per addestrare e distribuire Claude. In cambio, si è impegnata a spendere oltre 100 miliardi di dollari in tecnologie legate al cloud di Amazon nei prossimi dieci anni. Il colosso di Seattle ha inoltre aumentato il proprio investimento in Anthropic.

Infine, l’azienda ha siglato un accordo strategico con Broadcom, secondo cui Anthropic ottiene la fornitura di componenti hardware avanzati, in particolare soluzioni di rete e semiconduttori per data center, oltre al supporto nello sviluppo di tecnologie utili ai sistemi di addestramento dei modelli. In cambio, garantisce a Broadcom un ruolo stabile come fornitore strategico nel proprio ecosistema infrastrutturale AI, con volumi di acquisto e collaborazione tecnica di lungo periodo per lo sviluppo delle future generazioni di hardware.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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