La guerra tra Apple e le autorità di regolamentazione dell’Unione europea (Ue) continua senza esclusione di colpi. L’Antitrust ha fatto sapere che la Big Tech americana deve rendere i suoi sistemi operativi di iPhone e iPad accessibili alla concorrenza imponendone di fatto una riprogettazione. Tutto ciò nel rispetto del Digital Markets Act (DMA). Il colosso di Cupertino ha sei mesi di tempo per adeguarsi, altrimenti l’indagine, al momento non formale, potrebbe essere avviata con conseguente rischio di sanzioni fino al 10% del fatturato.
“Oggi è la prima volta che utilizziamo i procedimenti di specifica ai sensi del DMA per guidare Apple verso l’effettiva conformità ai suoi obblighi di interoperabilità“, ha affermato il capo della concorrenza dell’Ue Margrethe Vestager. Apple ha risposto che gli sviluppatori hanno diversi modi per richiedere l’interoperabilità con i sistemi operativi iPhone e iPad, garantendo la sicurezza degli utenti. “Se si minassero le protezioni integrate nei sistemi operativi nel tempo, si metterebbero a rischio i consumatori europei”, ha aggiunto la società californiana. La notizia non ha intaccato l’andamento delle azioni Apple a Wall Street, visto che dopo le prime ore di contrattazione il titolo guadagna circa tre punti percentuali.
Apple: gli scontri con l’UE
La società più capitalizzata del mondo è ai ferri corti con l’Ue. Attualmente sta affrontando un’indagine relativa alle regole dell’App Store per gli sviluppatori che potrebbe concludersi con una multa salata. Di poco oltre una settimana fa è la notizia che Apple ha perso la battaglia legale contro Bruxelles per tasse non pagate per 13 miliardi di euro a seguito di accordi fiscali vantaggiosi con Dublino. La Commissione europea aveva emesso un’ordinanza nel 2016, affermando che il gigante dell’iPhone aveva beneficiato per oltre 20 anni di un carico fiscale ridotto addirittura fino allo 0,005%.
Il tintinnio di sciabole si ode anche per l’ultima versione dell’iPhone, l’iPhone 16. A giugno Apple aveva affermato che alcune funzionalità tipo Apple Intelligence, iPhone Mirroring e SharePlay Screen Sharing, sarebbero state bloccate dall’Ue, ancora una volta per i requisiti del DMA sui sistemi operativi.
Tutto questo accade perché nel 2024 l’Ue ha attivato due leggi, relative ai mercati e ai servizi digitali, che pendono come una spada di Damocle sulla testa delle grandi aziende tecnologiche. La prima è il già citato DMA, in vigore dal 7 marzo 2024, che elenca tutta una serie di cose da fare e non fare con l’obiettivo di fermare i comportamenti abusivi prima che si realizzino. La seconda è il Digital Services Act (DSA), divenuto legalmente esecutivo il 25 agosto, che stabilisce regole sui contenuti delle piattaforme di social media, dei mercati online e degli app store. Il DSA costringe i proprietari di questi strumenti a reprimere la disinformazione, l’incitamento all’odio, la propaganda e la pubblicità ingannevole.








