Come da tradizione, le azioni Apple arretrano nel breve termine dopo la presentazione di settembre del nuovo iPhone 17. Quest’anno finora non ha fatto eccezione. Dall’evento più atteso – che nel 2025 ha avuto luogo martedì 9 settembre – il titolo della big tech è sceso di 1,60 punti percentuali a Wall Street. Nelle ultime due sedute, però, Apple ha chiuso con performance positive dell’1,43% e dell’1,76%, il che ha trasmesso un poco di ottimismo agli investitori. In questo articolo:
- Apple: segnali positivi dalla Cina sull’iPhone 17
- Nubi sul futuro
Apple: segnali positivi dalla Cina sull’iPhone 17
Dalla Cina sono arrivati alcuni segnali che fanno ben sperare in merito al volume delle vendite del nuovo iPhone 17. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, entro la prima ora di preordini, le vendite sono state superiori rispetto al primo giorno di preordini dell’iPhone 16 dello scorso anno. In particolare, sembra aver spopolato l’iPhone 17 base, in virtù del fatto che è il modello più economico e soprattutto ha un ottimo rapporto qualità-prezzo grazie agli aggiornamenti che lo rendono simile a un modello premium. Nello specifico, il prezzo è lo stesso del 2024 a 799 dollari, ma con uno spazio di archiviazione raddoppiato a 256 GB, con le dimensioni dello schermo aumentate da 6,1 a 6,3 pollici, e con una frequenza di aggiornamento ProMotion di 120 FPS.
La Cina rappresenta un’area chiave per il business di Apple per diversi motivi. Da parecchio tempo, la quota di mercato della società statunitense è stata gradualmente erosa dalla crescita dei marchi locali, mentre le tensioni geopolitiche Usa-Cina rischiano di inasprire la situazione. L’azienda ha dovuto spostare gran parte della produzione dell’iPhone in India per evitare le tariffe statunitensi, ma soprattutto ha dovuto pianificare investimenti miliardari negli Stati Uniti nei prossimi anni per ottenere la benevolenza del presidente Donald Trump sui dazi. L’impegno di Apple però potrebbe incontrare ostacoli reali, in quanto trasferire la produzione negli Stati Uniti significa aumentare notevolmente i costi di input e ridurre sostanzialmente i margini aziendali. Tutto ciò è un elemento di incertezza rilevante per il mercato.
Nubi sul futuro
Le vendite del nuovo iPhone sono sempre una cartina di tornasole circa l’andamento del business del colosso di Cupertino. La prossima trimestrale che verrà pubblicata a ottobre però riporterà solo un paio di settimane di vendite dell’iPhone, quindi non fornirà un quadro chiaro e completo della situazione. Per vedere quanta effettivamente sia stata la domanda dei vari modelli di iPhone bisognerà attendere il trimestre festivo, notoriamente il più forte dell’anno.
I numeri incerti sulla principale fonte di reddito dell’azienda tuttavia non sono l’unico motivo di preoccupazione. Apple quest’anno ha pagato a Wall Street il ritardo sull’intelligenza artificiale rispetto alle altre Big tech. Nel grande appuntamento della scorsa settimana, l’azienda non ha fornito aggiornamenti degni di nota su questo fronte, ma già il management aveva avvertito tempo fa che prima del 2026 non ci sarà un vero cambio di passo. L’AI (Artificial Intelligence) è ormai diventato il tema principale in grado di muovere le quotazioni in Borsa e il mercato condanna fermamente non solo i ritardi ma anche uno scarso impatto sui numeri aziendali da parte della nuova tecnologia. Apple ha quindi bisogno di mettersi al passo, a giudizio degli osservatori finanziari. Nell’attesa, potrebbe essere difficile vedere un vero rally delle azioni.









