E se Apple avesse ragione? È questa la domanda, il dubbio, che gli investitori stanno manifestando sui mercati azionari nelle ultime settimane. Ma avesse ragione in cosa? La società di Cupertino, guidata ancora per poco da Tim Cook, non sta partecipando alla corsa agli investimenti miliardari nell’intelligenza artificiale. Mentre Alphabet, Microsoft, Meta, Nvidia e Amazon stanno destinando centinaia di miliardi di dollari alla costruzione di data center e infrastrutture dedicate all’IA, Apple ha seguito una strada opposta. Il produttore dell’iPhone ha privilegiato un modello più leggero, basato sull’integrazione di tecnologie sviluppate da partner esterni, in particolare Alphabet (Google). In una parola “esternalizzazione”.
Per questa ragione, nel corso dell’ultimo mese le azioni Apple hanno guadagnato il 21,85%. Microsoft ha strappato una performance positiva del 5,78%, Meta Platforms del 5,23%, Alphabet ha perso il 5,87%, Amazon il 5,3%, Nvidia ha guadagnato poco più dell’1%. Insomma, Apple è stata la migliore del gruppo delle Big tech.
Tanto è pesante il dubbio degli investitori che Apple si è affacciata al primo posto delle società globali per capitalizzazione, strappando la corona a Nvidia, con un valore oltre i 5.000 miliardi di dollari. La trimestrale in uscita domani potrebbe aiutare il gruppo di Cupertino a superare definitivamente Nvidia (almeno in questa fase di mercato).
In questo articolo:
- Trimestrale Apple: le attese degli analisti
- L’ultima di Cook, poi arriva John Ternus
- Azioni Apple: valutazione attuale impegnativa
Trimestrale Apple: le attese degli analisti
Le aspettative degli analisti sono elevate, fattore che accomuna Apple alle sue colleghe Big tech. Il consenso prevede per Apple una crescita superiore al 15% dei ricavi trimestrali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore che dovrebbe attestarsi a 108,85 miliardi di dollari. Gli utili per azione sono invece previsti a 1,89 dollari.
A sostenere i numeri di Apple c’è qualcosa di più concreto rispetto agli AgentiAI. Ci sono i dispositivi della Mela morsicata, iPhone in testa. Proprio con riguardo al suo prodotto di punta, ma anche per iPad e Mac, Apple ha varato una nuova politica di leasing, denominata Upgrade. In collaborazione con Klarna, challenger bank famosa per il suo Buy Now Pay Later, negli Stati Uniti ha iniziato ad affittare i suoi prodotti in leasing. L’obiettivo è ampliare il raggio di clientela che può permettersi di acquistare un prodotto Apple. Alla scadenza del periodo di leasing il prodotto “affittato” può essere riscattato o riconsegnato proseguendo il leasing su un prodotto più recente, un po’ come succede nel settore auto. Dalla presentazione dei risultati potrebbero inoltre emergere indicazioni sui nuovi prodotti che verranno lanciati nel tradizionale evento di settembre. Cook non svelerà le novità che verranno portate sul mercato ma potrebbe dare indicazioni sulle attese e sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
L’IA, infatti è ben presente nelle produzioni della Mela morsicata, che però ha scelto, complice anche un ritardo iniziale nello sviluppo, di ricorrere a fornitori esterni. Dipanjan Chatterjee, vicepresidente di Forrester, ha sintetizzato così la strategia di Apple: “Apple ha evitato di partecipare alla corsa agli investimenti nell’intelligenza artificiale, scommettendo sul fatto che, alla fine, saranno l’esperienza offerta agli utenti e non l’entità degli investimenti nelle infrastrutture a decretare i vincitori”. In altri termini, Cupertino evita il rischio che corrono gli altri concorrenti dell’intelligenza artificiale, di perdere una costosa corsa.
L’ultima di Cook, poi arriva John Ternus

La trimestrale di stasera sarà anche l’ultima di Tim Cook, l’amministratore delegato che ha preso il timone dopo il fondatore Steve Jobs. Cook rimarrà presidente di Apple mentre Ternus assumerà il ruolo di ceo. Dal suo insediamento, nell’agosto del 2011, è riuscito a portare le quotazioni delle azioni Apple da poco più di 14 dollari a 340, con una performance del 2.328%.
Il cambio alla guida non sarà una rivoluzione per Apple, ma avverrà nel segno della continuità. Dunque una strategia ben conosciuta: mantenimento della leadership nell’hardware premium, espansione dei servizi digitali e finanziari (App Store, iCloud, Apple Music, Apple TV+, Apple Pay e Apple Card) e integrazione dell’intelligenza artificiale nei prodotti della casa di Cupertino. Con Ternus alla guida ci si aspetta una rinnovata attenzione al miglioramento dell’hardware e maggiori investimenti in ricerca e sviluppo.
Azioni Apple: valutazione attuale impegnativa
Gli investitori si attendono una prosecuzione della crescita di Apple nei prossimi 12-24 mesi, grazie alla domanda di iPhone, alla crescita dei servizi, al riacquisto di azioni proprie e a possibili aggiornamenti legati all’intelligenza artificiale. Tuttavia, l’analisi compiuta dalla piattaforma Forecaster sottolinea come la valutazione attuale delle azioni Apple sia impegnativa. Il titolo è prezzato per una performance molto solida e i target medi degli analisti si attestano leggermente al di sotto del prezzo attuale. Ciò significa che gran parte delle buone notizie potrebbero essere già incorporate nel prezzo di mercato.
Il titolo potrebbe salire se Apple registrasse una crescita degli utili più rapida, dimostrasse che le funzionalità basate sull’intelligenza artificiale possono innescare un nuovo ciclo di aggiornamento, proteggesse i margini e continuasse a distribuire liquidità agli azionisti. Potrebbe invece scendere se la crescita rallentasse, le aspettative sull’IA deludessero, i costi aumentassero, la domanda in Cina o tra i consumatori si indebolisse, oppure se gli investitori ritenessero che l’elevata valutazione sia eccessiva rispetto al reale tasso di crescita di Apple.










