Prosegue la stagione delle trimestrali USA. Ieri sera a diffondere i dati del terzo trimestre fiscale del 2022 è stata Apple. A sorpresa la società di Cupertino ha archiviato il trimestre appena terminato con ricavi a 83 miliardi di dollari, battendo le attese degli analisti che erano poste a 82,8 miliardi di dollari. Per quanto riguarda l’utile netto nel periodo in corso si è contratto di oltre il 10% su base annua, attestandosi a 19,44 miliardi di dollari, in scia sia ad un’inflazione che rimanendo su livelli alti spinge il consumatore a spendere meno che per gli effetti dei lockdown in Cina. In questo contesto l’utile per azione risulta a 1,20 dollari meglio degli 1,16 dollari visti dal consensus. Per quanto riguarda i ricavi da servizi questi sono cresciuti dai 17,5 miliardi di dollari agli attuali 19,6 miliardi di dollari, mentre le vendite di iPhone passano dai 39,57 miliardi di dollari ai 40,67 miliardi di dollari attuali, battendo anche in questo caso le attese del mercato. Per quanto riguarda le previsioni per il prossimo trimestre questi saranno comunicate durante una call con gli investitori, anche se sembrerebbe che nell’ultimo periodo non si siano registrati rallentamenti nella domanda per gli iPhone, che rappresenta il prodotto di punta del gigante californiano.
Azioni Apple: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo a scoprire cosa ci suggerisce ora lo studio del grafico delle azioni Apple quotate a Wall Street. Le attese per la seduta odierna sono per un nuova apertura al rialzo sul titolo Apple, con le quotazioni che dovrebbero quindi proseguire quel trend rialzista innescatosi nella seconda parte del mese di giugno dai 130 dollari. Nel breve periodo una conferma oltre i 152-152,5 dollari dovrebbero spingere l’azione verso i 166 dollari e a seguire in direzione dei 172-172,5 dollari . L’eventuale break di quest’ultimi livelli aprirebbe la strada per un test sui top degli ultimi mesi situati sui 182 dollari.
Al contrario una discesa dei prezzi sotto i 152 dollari tornerebbe ad indebolire la struttura grafica del titolo, con primi target ribassisti situati sui 146 dollari e i 143 dollari. Un’eventuale rottura di questi supporti riaprirebbe le porte ad un ritorno del titolo verso i minimi di periodo posti nei pressi dei 130 dollari.









