Argentina, indice Merval: le prospettive con la cura Milei

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Moody’s prevede che l’Argentina crescerà del 3% nel 2025, posizionando la nazione tra le economie con le migliori performance dalla pandemia di Covid, pur mettendo in guardia sulla situazione delle sue riserve.

L’attuazione di politiche volte a ridurre i rischi di liquidità e i grandi squilibri macroeconomici “farebbe una differenza significativa tra i Paesi sovrani con rating bassi, quelli che si trovano nella categoria CAA o che sono riusciti a superarla”, ha sostenuto l’agenzia di rating.

Per quanto riguarda la politica del tasso di cambio, Moody’s ha osservato che, sebbene il divario tra i tassi di cambio ufficiali e quelli paralleli (mercato nero) si sia ridotto, “le riserve limitate restano un vincolo cruciale per garantire il rimborso del debito nel corso del 2025-2026”. Per questo motivo, persiste un “rischio latente”, ha aggiunto l’agenzia.

 

Indice S&P Merval Argentina: quotazioni in ribasso verso area 2.200.000

L’indice S&P Merval della Borsa argentina sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 2.487.845, per poi andare a chiudere non distante sul finale.

Dopo il minimo relativo toccato lo scorso 5 agosto 2024 sul livello 1.333.621, l’indice argentino ha drasticamente invertito la propria rotta con un prolungato e costante movimento rialzista, sempre posizionato al di sopra di una non particolarmente inclinata trendline ascendente, fino ad arrestare la propria corsa realizzando un massimo storico (datando l’inizio dello S&P Merval a marzo 2016) a quota 2.867.774 (7 gennaio).

Da quel momento i corsi hanno iniziato un vistoso ritracciamento, da interpretarsi come fisiologiche prese di beneficio degli ottimi guadagni ottenuti in questi mesi, che potrebbe probabilmente estendersi ancora per alcune settimane, almeno fino al raggiungimento del primo supporto individuabile in area 2.200.000. Solo successivamente sarà conveniente entrare sul mercato trattandosi di una buona occasione di acquisto a prezzi più convenienti, mantenendosi comunque assolutamente rialzista la struttura grafica di fondo dell’indice nel medio periodo.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 2.487.845 con target nell’intorno dei 2.683.816 punti, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 2.439.098 con obiettivo molto vicino al livello 2.200.000. L’impostazione algoritmica, infatti, vede le quotazioni stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a metà gennaio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 44.


L’andamento di breve termine dell’indice S&P MERVAL

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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