Pepita, carta, forbice: argento fisico contro argento finanziario

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Il recente forte calo delle quotazioni dell’argento arriva dopo una corsa irrefrenabile. Cosa sia successo sui mercati delle materie prime, ma anche degli Etp, lo spiegano gli  esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti). 

 

Una corsa irrefrenabile, fino allo schianto. Tra fine novembre e i massimi storici di giovedì 29 gennaio, le quotazioni dell’argento sono cresciute di circa il 130%. La sintesi di un movimento iniziato già dal settembre 2022, quando le quotazioni del metallo prezioso veleggiavano sui 18 dollari l’oncia. In 878 sedute, l’argento aveva messo a segno un progresso del 555% e inanellato 33 massimi storici. Un rally sostenuto da diversi fattori, tanto legati al ruolo di protezione dall’inflazione quanto più in generale alle tensioni geopolitiche internazionali e alla crescente sfiducia verso il dollaro Usa. Un trend che ha creato i presupposti per un eccesso di posizionamenti long, con “FOMO” (fear of missing out n.d.r.) e fervore speculativo che si sono tradotti in ingenti afflussi in Etf specializzati e un incredibile posizionamento al rialzo sul mercato delle opzioni e dei future.

Il crollo del 30 gennaio sembra tuttavia aver segnato la fine, almeno nel breve, del bull market. Oltre agli eccessi speculativi, sono stati una serie di elementi a causare il movimento. La nomina di Kevin Warsh a presidente della Fed è stata interpretata come un segnale di maggiore stabilità alla guida della Banca centrale Usa. Un recupero, almeno parziale, della fiducia nel dollaro statunitense e il relativo cambio di sentiment è stata la molla che ha fatto scattare le prime vendite. Un movimento che si è concretizzato nel momento in cui il Comex annunciava l’innalzamento dei margini dall’11% al 15-16%. L’insieme dei due fattori ha provocato in molti casi la chiusura forzata delle posizioni a leva da parte dei broker, rendendo sempre più intasata la via di fuga. Un’onda anomala ben spiegata dal rapporto tra argento di “carta” in circolazione e argento fisico: per ogni oncia vera del metallo prezioso sui mercati vi erano 398 once di carta. Una piccola porta per uscire, una discesa violenta che portava ad altre vendite automatiche e il gioco è stato fatto. Pepita, carta, forbice.

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Redazione

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