La notizia ha il sapore di un passaggio epocale. Secondo Il Sole 24 Ore EssilorLuxottica sarebbe pronta a rilevare tra il 5% e il 10% di Giorgio Armani S.p.A. Un’indiscrezione che arriva in un momento storico cruciale per la maison, dopo la scomparsa del suo creatore, Giorgio Armani, che con il suo testamento ha tracciato un percorso strategico per il futuro del gruppo.
In questo articolo:
- EssilorLuxottica e Giorgio Armani
- Dietro al testamento di Giorgio Armani
EssilorLuxottica e Giorgio Armani
Quello di EssilorLuxottica non sarebbe né un ingresso aggressivo, né l’inizio di una potenziale scalata, ma semplicemente la realizzazione di ciò che lo stesso Giorgio Armani aveva indicato nel suo testamento. Secondo il quotidiano finanziario, infatti, la società guidata da Francesco Milleri avrebbe messo sul tavolo la proposta di un investimento di minoranza, senza chiedere alcun seggio in consiglio né ambire a un ruolo operativo.
Una proposto significativa sotto vari profili. Innanzitutto, è coerente con il metodo adottato da Armani: privilegiare partner industriali con cui aveva già rapporti consolidati (come nel caso degli occhiali Armani) e che condividono una visione di lungo termine. EssilorLuxottica è un interlocutore naturale: non è solo un produttore di montature, ma un gigante verticale, con una presenza globale e un’esperienza profonda nei mercati dell’occhialeria di lusso. Per la Fondazione Armani quindi l’ingresso di EssilorLuxottica significherebbe accogliere un partner affidabile che può contribuire non solo con capitale, ma anche con visione industriale e know-how. Questo potenziale alleato potrebbe supportare lo sviluppo del brand, in termini di prodotto, distribuzione e anche innovazione tecnologica legata al segmento eyewear.
D’altro canto, non si può ignorare la pressione che questo passaggio porterebbe con sé: la Fondazione dovrà dimostrare di saper gestire questa parte di capitale ceduto senza perdere il controllo valoriale su Armani. Mantenere almeno il 30,1% del capitale – come prevede il testamento – diventa non solo una cifra, ma un impegno concreto a difendere uno stile e una cultura aziendale.
Inoltre, la trattativa con EssilorLuxottica può essere vista come la prima mossa di un riassetto più ampio: se l’accordo andrà a buon fine per la quota iniziale, la seconda tranche prevista – quella potenzialmente molto ampia – potrebbe essere negoziata in modo coerente, con il primo acquirente che ha già dimostrato interesse. Ma attenzione. Se la seconda cessione non si concretizzasse, la possibilità di un’Ipo resterebbe sul tavolo come alternativa solida. In quel caso, la presenza di un investitore strategico come EssilorLuxottica costituirebbe un segnale di stabilità e di fiducia per il mercato, rendendo più attraente un’offerta pubblica.
Dietro al testamento di Giorgio Armani
Alla base di tutto c’è il testamento di Giorgio Armani, pubblicato dopo la sua scomparsa: nel documento, lo stilista aveva indicato proprio EssilorLuxottica, insieme a Lvmh e L’Oréal, come acquirenti “prioritari” per una quota iniziale fino al 15% entro 12-18 mesi. Lo schema previsto è chiaro: una prima tranche, seguita da un’ulteriore cessione tra il terzo e il quinto anno di una quota consistente (tra il 30% e il 54,9%), sempre allo stesso soggetto. Se questa vendita non si concretizzasse, come alternativa lo stilista ha previsto l’opzione di una quotazione in Borsa, mantenendo però alla Fondazione Giorgio Armani una quota minima di controllo non inferiore al 30,1%.
La Fondazione è il perno centrale dell’assetto futuro: in termini giuridici è beneficiaria di tutta la proprietà, ma su larga parte delle azioni grava un usufrutto a favore di altri eredi stretti. Il testamento ha infatti previsto che la Fondazione detenga il 9,9% in piena proprietà, mentre il restante 90% in nuda proprietà. In questa direzione, è importante ricordare che Giorgio Armani ha scelto come usufruttuari Pantaleo Dell’Orco, suo compagno di vita e braccio destro storico, cui sono assegnati il 40%dei diritti di voto, mentre i suoi nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana hanno ottenuto ciascuno il 15%.
Questa struttura non è frutto di caso ma di una volontà precisa: Armani non immaginava un’eredità liquida e caotica, bensì una transizione ordinata, che preservasse non solo il marchio ma anche gli ideali su cui l’aveva costruito. La Fondazione, pur cedendo parte del capitale, rimane garante di “stile essenziale, moderno ed elegante” e di una gestione etica e qualitativa del brand. L’interesse di EssilorLuxottica, dunque, non è un elemento di rottura ma una conferma di quel progetto. Da una parte, dà concretezza all’idea di un partner industriale solido; dall’altra, rafforza la credibilità del modello di governance pensato da Armani.









