L’allungamento dell’aspettativa di vita è una medaglia a due facce. Una positiva, ovviamente vivere di più, l’altra mostra invece un punto interrogativo. Come? Una ricerca recente condotta da Fidelity International in partnership con il National Innovation Centre for Ageing (Nica), evidenzia il grande equivoco del nostro tempo: mentre l’aspettativa di vita cresce, la pensione resta inchiodata ai modelli delle generazioni passate.
In questo articolo:
- Pensione corta, mancano almeno 10 anni: la fragilità finanziaria della terza età
- I quattro pilastri per affrontare una vita più lunga: finanza, salute, emozioni e relazioni
- La tabella di marcia per arrivare preparati alla pensione
Pensione corta, mancano almeno 10 anni: la fragilità finanziaria della terza età
Il cuore del report The Longevity Revolution: Preparing for a New Reality è un dato tanto semplice quanto dirompente: due persone su cinque, sopra i cinquant’anni, hanno accumulato risparmi che basteranno per dieci anni in meno rispetto alla loro aspettativa di vita. Un abisso che in Italia diventa voragine: il 57% degli intervistati è scoperto per almeno un decennio, e la percentuale sale all’89% se si considera una vita potenziale di 100 anni. Non un obiettivo impossibile al giorno d’oggi. Lo studio, realizzato in 13 mercati su oltre 11.800 partecipanti di età pari o superiore a 50 anni, ha preso in considerazione le stime del Pew Research Centre (risalenti a marzo 2020).
Secondo i calcoli, entro il 2050, 3,67 milioni di persone a livello globale raggiungeranno i 100 anni di età. Il paradosso viene sottolineato da Cosmo Schinaia, responsabile Southern Europe and Latam di Fidelity: “Le persone oggi vivono più a lungo rispetto al passato, ma molti continuano a prepararsi alla pensione secondo modelli appartenenti alle generazioni precedenti, come quelli dei loro genitori o nonni. Questo divario tra l’aumento dell’aspettativa di vita e una pianificazione finanziaria ancora legata a orizzonti temporali superati rischia di lasciare molti impreparati di fronte al nuovo scenario”. Secondo Schinaia bisogna iniziare al più presto la preparazione finanziaria in vista della pensione. Tuttavia molti ignorano la presenza del classico elefante nella stanza.
Il 68% dei pensionati intervistati si dichiara sereno, mentre tra i pre-pensionati, la fiducia si dimezza. Una dicotomia che racconta molto: chi è già in pensione interpreta la longevità come continuità di vita, chi si sta preparando la percepisce come un salto nel vuoto. La stessa ricerca mostra che sette persone su dieci immaginano di lavorare anche dopo la pensione, più per mantenersi attivi che per necessità economiche. Ma la domanda, inevitabile, resta sospesa: sarà davvero una scelta o diventerà obbligo?

I quattro pilastri per affrontare una vita più lunga: finanza, salute, emozioni e relazioni
Se c’è una lezione che emerge con forza dalla ricerca Fidelity è che la longevità non è – e non può essere – solo un tema finanziario. La pensione, intesa come tempo restituito a sé stessi, si regge su un equilibrio di quattro dimensioni: stabilità economica, salute fisica, benessere emotivo e connessioni sociali.

È però la preparazione economica che influenza tutte le altre. Chi ha pianificato – chi ha accantonato risparmi, valutato flussi di reddito, costruito un portafoglio – si dichiara più preparato in ogni ambito. La finanza personale diventa la base per una vecchiaia autonoma: permette di investire nella salute, di mantenere relazioni, di costruire un ritmo di vita sereno. Al contrario, quando la struttura economica è fragile, l’intero edificio dell’esistenza rischia di incrinarsi.
Schinaia lo dice chiaramente: “Quando la situazione finanziaria è solida, le persone hanno la possibilità di investire di più nella propria salute, mantenere relazioni sociali significative e affrontare il periodo della pensione con maggiore serenità e fiducia. Al contrario, in assenza di stabilità economica, l’intero equilibrio personale e sociale può risultare compromesso”. È una visione che rovescia la narrazione tradizionale: la longevità non è un fatto anagrafico, ma uno stato complesso che richiede manutenzione continua, soprattutto sul fronte economico.
Per questo, la domanda chiave diventa: come aumentare la propria pensione? La ricerca suggerisce che il primo passo è culturale: introdurre educazione finanziaria tempestiva, affrontare i timori, costruire un piano prima possibile. Lavorare sugli strumenti – dai piani di risparmio agli investimenti di lungo periodo – diventa la naturale estensione di questo cambio di mentalità.
La tabella di marcia per arrivare preparati alla pensione
Dallo studio emergono cinque fattori critici da curare per assicurarsi un’età della pensione tranquilla, serena, ma anche attiva:
- Affrontare in anticipo i timori circa le proprie risorse finanziarie;
- Favorire l’innovazione tecnologica;
- Dare priorità alla salute e all’assistenza;
- Creare fiducia nei sistemi e nelle istituzioni pubbliche;
- Sostenere il benessere olistico.
La tecnologia, in particolare, assume un ruolo centrale. Fidelity International evidenzia come piattaforme digitali, intelligenza artificiale e strumenti personalizzati possano colmare il gap tra esigenze reali e competenze finanziarie. Non si parla solo di robo-advisor o app di gestione del risparmio, ma di ecosistemi integrati capaci di guidare l’utente verso scelte razionali, proteggendo dalle insidie della bassa alfabetizzazione finanziaria.
Il vero nodo, tuttavia, è la fiducia. Il report sottolinea che sistemi pensionistici trasparenti, prodotti affidabili e politiche coerenti sono fondamentali per dare alle persone il coraggio di pianificare. Senza fiducia, la longevità è un peso. Con la fiducia, può diventare una progettualità.
Accanto alla stabilità economica c’è poi il tema dell’assistenza. L’allungamento della vita porta con sé problemi concreti: spese sanitarie crescenti, necessità di cura, fragilità emotive e fisiche che possono durare decenni. Pianificare la salute – anche finanziariamente – diventa parte integrante del percorso verso una pensione sostenibile.
In questa prospettiva, la pensione non è più il destino finale, ma un luogo da progettare. Non più un tempo di resa, ma un tempo di possibilità. “Una vita più lunga dovrebbe rappresentare un obiettivo da desiderare, non da temere. Oggi abbiamo l’opportunità concreta di creare le condizioni affinché le persone possano godere di un pensionamento più esteso e soddisfacente” conclude Schinaia.









