Dal 1° luglio 2025 entrano in vigore i nuovi importi dell’Assegno per il nucleo familiare (Anf), uno strumento che, pur essendo stato in parte superato dall’Assegno Unico per i figli, continua a rappresentare un sostegno economico fondamentale per molte famiglie italiane senza figli o orfani a carico.
L’Inps ha pubblicato la circolare n. 92 del 19 maggio 2025, confermando l’aggiornamento annuale degli importi sulla base dell’indice Istat dei prezzi al consumo. Quest’anno la rivalutazione è pari a +0,8% e interessa solo specifiche tipologie di nuclei familiari.
Ma quali sono esattamente i nuovi limiti di reddito? A quanto ammontano gli importi? E soprattutto, chi può fare domanda?
In questo articolo:
- Nuovi importi e limiti di reddito Anf 2025
- A chi spetta l’Assegno Nucleo familiare
- Come richiederlo e quando arriva il pagamento
Nuovi importi e limiti di reddito Assegno Nucleo familiare 2025
A partire dal 1° luglio 2025, gli importi degli Assegni per il nucleo familiare sono stati aggiornati per tenere conto della variazione dell’indice Foi (Famiglie di operai e impiegati), rilevata dall’Istat. Con una crescita dello 0,8% rispetto al 2024, cambiano sia i limiti di reddito che determinano il diritto alla prestazione, sia gli importi spettanti.
L’adeguamento interessa solo i nuclei familiari privi di figli o orfani, come stabilito dal decreto legislativo n. 230/2021. I nuovi importi mensili saranno validi fino al 30 giugno 2026 e variano in base alla composizione del nucleo e alla presenza o meno di componenti inabili.
Tra i limiti più significativi:
- Fino a 74.380,43 euro per nuclei composti solo da maggiorenni inabili (esclusi i figli);
- 73.517,62 euro per nuclei monoparentali con almeno un componente inabile;
- 70.795,13 euro per nuclei coniugati senza figli con presenza di inabili;
- 57.181,82 euro per nuclei senza figli e senza componenti inabili.
In parallelo, l’Inps ha aggiornato anche le soglie di reddito mensile individuale, necessarie per verificare il carico familiare:
- 849,78 euro per coniuge, genitore, fratelli, sorelle o nipoti;
- 1.487,13 euro per due genitori ed equiparati.
Gli importi effettivi dell’assegno variano, con un minimo che può andare da 1,21 euro fino a oltre 10 euro al mese per componente, in base al tipo di beneficiario e alla sua posizione contributiva. Le tabelle aggiornate sono allegate alla circolare Inps n. 92/2025.
Chi ha diritto all’Assegno per il nucleo familiare nel 2025
L’Anf 2025 si rivolge esclusivamente ai nuclei familiari senza figli né orfani. A differenza dell’Assegno Unico universale, che copre tutte le famiglie con figli a carico, l’Assegno per il nucleo familiare resta in vigore solo per categorie ben precise:
- Lavoratori dipendenti del settore privato;
- Titolari di pensioni da lavoro dipendente;
- Lavoratori in attesa di trattamento diretto da parte dell’Inps;
- Marittimi, lavoratori agricoli, dipendenti di aziende cessate.
Ne sono invece esclusi:
- Coltivatori diretti, mezzadri e coloni;
- Lavoratori autonomi iscritti a gestioni speciali (artigiani, commercianti, ecc.).
Il nucleo familiare deve essere composto da coniugi, fratelli, sorelle o nipoti, anche in presenza di un solo componente inabile. Per i cittadini extra-Ue, è necessario che i familiari risiedano in Italia o che vi sia una convenzione bilaterale tra gli Stati.
Il reddito complessivo del nucleo deve essere costituito per almeno il 70% da lavoro dipendente o assimilato, e devono essere rispettate le soglie annuali stabilite. Il calcolo tiene conto dei redditi assoggettati a Irpef, ma anche di quelli esenti o soggetti a imposta sostitutiva.
Domanda, modalità e tempi di pagamento
Per ricevere l’Assegno per il nucleo familiare è necessario presentare apposita domanda all’Inps. Le modalità disponibili sono:
- Online, tramite portale Inps con Spid, Cie o Cns;
- Chiamando il contact center Inps;
- Attraverso caf o patronato con delega.
La richiesta va rinnovata ogni anno, e ogni variazione nel reddito o nella composizione del nucleo va comunicata entro 30 giorni. Il pagamento può essere erogato:
- Dal datore di lavoro, per chi è in attività;
- Direttamente dall’Inps, nei casi di pagamento diretto.
Il diritto decorre dal primo giorno del periodo di paga in cui si maturano i requisiti, e termina nel mese in cui vengono meno. Se la domanda riguarda periodi precedenti, l’Inps riconosce arretrati fino a 5 anni, nel rispetto dei termini di prescrizione.









