Mediobanca: il fronte del no spinge il rinvio dell’assemblea, il risiko cambia di nuovo

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Altra novità in casa Mediobanca. Ieri, a margine di un cda straordinario, l’istituto guidato da Alberto Nagel ha deciso di rinviare al 25 settembre (inizialmente prevista per oggi) l’assemblea ordinaria per l’ops da 6,3 miliardi di euro lanciata sul 100% delle azioni di Banca Generali. Operazione che, in sintesi, comporta per Piazzetta Cuccia, la cessione della partecipazione in Generali e il simultaneo investimento in Banca Generali.

“L’attività di engagement pre-assembleare ha confermato l’esistenza di un largo supporto del mercato all’Offerta, testimoniato anche dai pareri favorevoli unanimi dei proxy advisors”, ha spiegato in una nota ufficiale l’istituto milanese, aggiungendo comunque che “allo stesso tempo alcuni soci, titolari di un investimento sia in Mediobanca sia in Assicurazioni Generali, hanno sottolineato l’esigenza di conoscere le valutazioni e l’orientamento di quest’ultima rispetto alla proposta di Mediobanca al fine di potersi esprimere nell’assemblea”, anche considerando che l’adesione di Generali è essenziale per il perfezionamento dell’operazione (vista la soglia minima irrinunciabile del 50+1% apposta da Mediobanca all’offerta)”.

 

In questo articolo:

 

  • Mediobanca: dietro il rinvio dell’assemblea e gli scontri interni
  • La nube di Monte dei Paschi

 

Mediobanca: dietro il rinvio dell’assemblea e gli scontri interni

Entrando nel merito, è la stessa nota di Mediobanca a spiegare le ragioni del rinvio dell’assemblea (necessaria anche in considerazione del fatto che a causa dell’offerta lanciata su Piazzetta Cuccia da Montepaschi la banca si trova in regime di passivity rule). “Solo lo scorso giovedì 12 giugno, a ridosso della riunione assembleare del 16 giugno, Assicurazioni Generali ha divulgato un comunicato stampa segnalando – per la prima volta – di aver avviato un processo di analisi della proposta avanzata da Mediobanca e delle sue implicazioni commerciali, economiche e di valore”. Tale elemento di novità – insiste l’istituto guidato da Nagel –  “richiede di tener conto delle disponibilità e delle tempistiche di Assicurazioni Generali, alla luce dell’auspicio espresso da una parte della compagine sociale, di conoscere la posizione della compagnia sull’offerta”.

Partendo dal presupposto che la decisione è stata presa con il voto contrario di Sandro Panizza e l’astensione di Sabrina Pucci, due consiglieri entrambi eletti nella lista di Delfin (la holding della famiglia Del Vecchio), andando a ritroso, la richiesta di rinvio non è affatto una novità. Solamente qualche settimana fa, un altro dei soci più rilevanti dell’istituto, Francesco Gaetano Caltagirone, (recentemente salito a ridosso del 10% e contestualmente azionista sia di Generali che di Monte dei Paschi) aveva chiesto a gran voce il rinvio con una lettera doppia a Consob e all’istituto, in cui lamentava la carenza informativa sui termini economici dell’operazione e in particolare sugli accordi commerciali. Peraltro, nei giorni scorsi, anche Delfin aveva chiesto tempo in attesa che Generali facesse chiarezza sulla sua posizione.

Inutile dire che l’affondo di Caltagirone non era affatto piaciuto a Mediobanca. “La richiesta di posticipare a data da definirsi l’Assemblea dei soci conferma l’evidente conflitto di interessi di Caltagirone – presente sia nell’azionariato di Mediobanca che di Generali che di Banca Mps – che il Cda ha già evidenziato con il comunicato del 28 gennaio scorso”, avevano replicato alcune fonti interne dell’istituto. Qualcosa però è cambiato e alla fine ha vinto il rinvio. Secondo diverse indiscrezioni di stampa, per evitare che l’assemblea si concludesse con una vittoria del fronte degli azionisti avversi a Nagel, tra cui appunto gli stessi Caltagirone e Del Vecchio, il vertice di Mediobanca avrebbe quindi deciso di rinviare, con la speranza così di ottenere un esito favorevole nei prossimi mesi. D’altronde, la visione di Piazzetta Cuccia non cambia: l’offerta nei confronti di Banca Generali rimane valida in tutti i suoi termini, anche perché darebbe vita “a un leader italiano del wealth management”.

 

La nube di Monte dei Paschi

Il rinvio ovviamente cambia l’agenda del risiko in corso. Prima dell’assemblea su Banca Generali dovrebbe infatti partire l’ops lanciata da Monte dei Paschi (guidata da Luigi Lovaglio) sulla stessa Mediobanca, in quanto la data ipotizzata per l’operazione è l’inizio di luglio. Operazione che, se avesse successo, porterebbe a un ribaltone al vertice della banca d’affari con conseguente rinuncia alle mire su Banca Generali. Mps però non ha ancora ricevuto il via libera della Bce e, peraltro, è in attesa di capire l’esito dell’indagine avviata dalla Procura di Milano sul processo di cessione della quota del 15% del Mef a Caltagirone, Delfin, Anima e Banco Bpm. Chissà come finirà.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari