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Auto elettriche: salgono le azioni a Wall Street, ecco perché

Auto elettriche: salgono le azioni a Wall Street, ecco perché

Giornata di rialzi a Wall Street per le azioni delle società di auto elettriche. Particolarmente in luce si sono messe le start-up cinesi: NIO sale dell’8%, Xpeng del 4,4% e Li Auto addirittura del 14%. Gli acquisti sono motivati dal fatto che la rimozione dei blocchi anti Covid-19 dalla Cina aumenta le prospettive di vendita dei veicoli elettrici, in considerazione di un incremento considerevole della domanda.

Secondo la Chinese Passenger Car Association, per il mese di giugno i volumi delle vendite all’ingrosso dei veicoli passeggeri cresceranno del 50% rispetto a maggio, mentre quelle al dettaglio dovrebbero vedere un aumento del 20% su base trimestrale. Questo dà grande fiducia ai produttori cinesi che hanno subito le conseguenze del Covid-free portato avanti dal Governo e che ha comportato un crollo di oltre il 50% delle consegne di NIO ad aprile rispetto ai livelli di dicembre.

Un altro fattore positivo lo si ravvede nella casa automobilistica cinese BYD, che a maggio ha riportato vendite per 53.349 unità, in crescita del 185% anno su anno. Quest’anno le azioni NIO, Xpeng e Li Auto sono scese di circa il 40% in media, a causa dell’aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve che ha colpito in maniera particolare i titoli tecnologici, e per le preoccupazioni del delisting delle società cinesi da Wall Street se non rispettano gli standard americani di revisione contabile.

 

Auto elettriche: rimbalza anche Tesla a Wall Street

A trarre vantaggio dal risveglio della domanda di auto elettriche in Cina sicuramente è Tesla, che sul territorio esercita una presenza importante. Nell’ultima seduta di Wall Street il titolo è naufragato con un calo del 9,2%, a seguito dell’email che Elon Musk ha inviato ai dirigenti avvertendoli che potrebbe ridurre del 10% la forza lavoro in azienda.

Nel fine settimana però vi è stata una precisazione su Twitter dell’Amministratore Delegato di Palo Alto, nella quale ha affermato che il numero totale dei dipendenti aumenterà nel 2022, mentre rimarrà piatto il numero di quelli stipendiati. Un tale licenziamento annunciato per email infatti è in contraddizione con i piani dell’azienda, che dovrebbe aumentare le vendite del 50% alla fine dell’anno rispetto al 2021 e che quindi avrebbe bisogno di più personale.

Dall’inizio dell’anno le azioni Tesla hanno perso un terzo del loro valore, complice sempre la stretta sui tassi della Fed, ma anche l’inflazione che ha fatto aumentare i prezzi di input e ridurre i margini per l’azienda. Rispetto alle altre case automobilistiche, su Tesla ha pesato anche la vicenda di Elon Musk con la proposta per acquisire Twitter per 44 miliardi di dollari. Negli ultimi tempi sembra che il miliardario 50enne si stia sempre più ritirando dall’offerta ma, da quando questa è stata formulata ad aprile, il titolo Tesla ne ha risentito molto, perché gli investitori hanno temuto una svendita delle azioni possedute da Musk proprio per finanziare l’operazione sul social network.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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