Azioni ADM: Coca Cola e Trump presentano un conto salato in Borsa

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Dopo aver toccato nelle scorse settimane i massimi del 2025, per le azioni ADM dovrebbe essere una giornata all’insegna delle vendite a Wall Street, in scia ad alcune dichiarazioni arrivate nelle ultime ore da Trump. Nello specifico il presidente degli Stati Uniti ha comunicato che Coca Cola avrebbe accettato di utilizzare il vero zucchero di canna nelle sue bevande gassate negli Usa. Questo andrebbe a sostituire lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, creando un’eccedenza della materia prima agricola e di conseguenza danneggiando l’attività di lavorazione di aziende come ADM. Nel caso in cui queste notizie dovessero trovare conferma, il tutto si rifletterebbe negativamente sui conti di Archer Daniels Midtland, che ha chiuso i primi tre mesi del 2025 con ricavi a 20,18 miliardi di dollari, un utile per azione a 0,7 dollari e un flusso di cassa a 439 milioni di dollari.

Questo cambiamento richiesto a Coca Cola e in passato anche a Pepsico, si inquadra all’interno dell’iniziativa Make America Healthy Again, voluta dall’amministrazione Trump e in particolar modo dal segretario alla Sanità Robert F. Kennedy Jr., che sta spingendo  le aziende alimentari  a modificare la dieta americana, eliminando ingredienti come i coloranti artificiali.

 

Azioni ADM: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono le attese nel breve e medio termine sulle azioni ADM. Si prospetta un inizio di giornata in deciso territorio negativo per il titolo ADM che, con un calo superiore al 6%, dovrebbe avvicinarsi alla soglia dei 50 dollari. Dal punto di vista operativo fondamentale sarà la tenuta di questi livelli, dove passano le medie mobili a 50 e 200 giorni, ma anche la trendline ascendente che parte dai minimi di aprile e l’indicatore giornaliero del Supertrend. Nel caso in cui questi livelli dovessero essere violati, si avrebbe un deciso indebolimento della struttura grafica, con prossimi obiettivi i 48,5 dollari e successivamente i minimi dello scorso mese di giugno posti  sui 46,8 dollari. Nel caso in cui questi ultimi supporti  non dovessero arrestare la spinta ribassista, si avrebbe una prosecuzione delle vendite prima in direzione dei 45 dollari e a seguire i 43,5-43 dollari.

Al contrario la tenuta dei 50 dollari dovrebbe porre le basi a una ripresa degli acquisti, con un primo target sui 52 dollari e in seguito i 53,3 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-down che verrà lasciato aperto nella giornata odierna. Sopra questi livelli dovremmo assistere a una continuazione degli acquisti verso i 54.5-55 dollari e a seguire i massimi del 2025 posti sui 56,30 dollari. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere messe alle spalle, si avrebbe un rafforzamento di quel trend ascendente innescatosi dai minimi dello scorso mese di aprile. Il prossimo target sarebbe sui 57,5 dollari e in seguito la soglia dei 60 euro, che rappresentano i top degli ultimi 10 mesi.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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