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Azioni Airbnb: outlook debole, cosa fare in Borsa?

Airbnb: outlook debole sul secondo trimestre. Quali gli impatti sul titolo?

A Wall Street si prevede un inizio di seduta caratterizzata da vendite per le azioni Airbnb dopo che la società nella serata di ieri ha comunicato i dati del primo trimestre 2023. Se i risultati dei primi tre mesi sono risultati all’insegna dei record, a preoccupare gli investitori è l’outlook deludente per quanto riguarda il secondo trimestre. Nello specifico il periodo gennaio-marzo ha visto un utile attestarsi a 262 milioni di dollari, che equivale ad un utile per per azione di 0,18 dollari. Quest’ultimo si confronta con la perdita di 0,03 dollari registrati nello stesso periodo del 2021 ed è  superiore alle attese degli analisti che erano posti a 0,10 dollari per azione. Per quanto riguarda invece il fatturato questo ha visto un aumento del 20% a 1,82 miliardi di dollari, andando oltre le previsioni che erano poste a 1,75 miliardi di dollari, mentre le notti prenotate hanno visto un aumento del 19% a 121,1 milioni di dollari

I timori del mercato arrivano dal trimestre in corso che vedono il numero di notti prenotate in rallentamento rispetto a 12 mesi fa, periodo quello che era stato caratterizzato dalla riaperture post Covid-19. Inoltre l’aumento dei prezzi e le incertezze legate all’economia stanno pesando sulla voglia di viaggiare dei consumatori. In questo contesto i ricavi dovrebbero crescere tra il 12-16% nella forchetta dei 2,35-2,45 miliardi di dollari, rispetto ad un consenso posto a 2,42 miliardi di dollari. Da sottolineare infine che nel corso della presentazione dei dati, la società ha annunciato un programma di riacquisto di azioni fino a 2,5 miliardi di dollari.

 

Azioni Airbnb: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa aspettarsi dall’azione dopo queste notizie. Dopo aver chiuso la seduta di ieri quasi a contatto con i top degli ultimi 3 mesi in area 130 dollari, l’apertura odierna dovrebbe essere all’insegna del sell-off con le quotazioni che potrebbero ritornare in direzione dei 110 dollari. Nel breve periodo importante sarà la tenuta di questi livelli, dove peraltro transita la media mobile a 200 giorni, per evitare una nuova fase correttiva che avrebbe un primo obiettivo sulla soglia dei 100 dollari e successivamente l’area dei 90 dollari. Nel caso in cui anche quest’ultimi sostegni non riuscissero ad arrestare la spinta ribassista, si aprirebbero le porte per un test sui minimi del 2022 situati sugli 81,5 dollari.

Al contrario sarà solo con un ritorno dei corsi sopra i 120 dollari che l’azione potrebbe nuovamente tornare a mettere sotto pressione le prime resistenze situate sui 130 dollari. Dal punto di vista operativo l’eventuale break di quest’ultimi livelli, proietterebbe velocemente le quotazioni a mettere sotto pressione i massimi degli ultimi 12 mesi in area 140-145 dollari. Sarà solo lasciandosi alle spalle queste aree, che si avrebbe un rafforzamento dello struttura grafica, la quale aprirebbe le porte per ulteriori apprezzamenti del titolo fin verso i 170 dollari, con target intermedi sui 160 dollari.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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