Google (di proprietà di Alphabet) ha effettuato ieri l’acquisizione più onerosa della propria storia. Il colosso di Mountain View ha annunciato l’acquisto di Wiz per 32 miliardi di dollari. Fondata appena quattro anni fa, con un fatturato di 700 milioni di dollari, l’azienda con sede a New York ha sviluppato una piattaforma di cybersecurity che consente alle aziende di proteggere i propri dati nei servizi cloud. Le azioni Alphabet hanno chiuso in calo al Nasdaq.
L’acquisizione di Wiz, che ha già nel suo portafoglio diversi importanti clienti come Salesforce e DocuSign, permetterà a Google di migliorare la propria offerta di sicurezza cloud, un settore dove i concorrenti Amazon Web Services e Microsoft Azure detengono attualmente quote di mercato maggiori. La transazione avverrà interamente per contanti e si concretizzerà nel corso del 2026.
L’approvazione dell’accordo arriva dopo un primo clamoroso rifiuto. Nel 2023, nonostante un’offerta da 23 miliardi di dollari, l’azienda di cybersicurezza aveva scelto l’indipendenza, preoccupata di mantenere la propria autonomia operativa. In pochi anni Wiz ha registrato una crescita significativa del suo valore: valutata 12 miliardi di dollari dopo un round di finanziamento da 1 miliardo due anni fa, era successivamente salita a 16 miliardi in seguito al fallimento del primo approccio con Google.
Azioni Alphabet al ribasso, puntano verso il supportoa a 148 dollari
Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Alphabet sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance molto negativa registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 156,72, per poi rimbalzare leggermente nel corso del pomeriggio.
In seguito al minimo relativo toccato lo scorso 9 settembre sul livello 147,22, le azioni Alphabet hanno drasticamente invertito la propria rotta con un prolungato movimento rialzista, pur condito da fisiologici ritracciamenti periodici, ma sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente, fino a raggiungere un massimo storico a quota 207,05 (4 febbraio).
Da quel momento i corsi hanno effettuato un violento storno, anche accentuato da un vistoso gap down rimasto ancora aperto dal giorno successivo sul livello 202,81, fino alle quotazioni attuali e violando al ribasso la linea di tendenza rialzista che aveva accompagnato la salita dei prezzi negli ultimi mesi.
Non essendoci evidenza di una eventuale inversione di tendenza, per l’immediato futuro è lecito attendersi la prosecuzione del trend negativo in corso, anche in correlazione con la debolezza dell’indice di riferimento, con l’obiettivo di raggiungere presto il primo supporto individuabile in area 148 dollari. Se così avverrà, come probabile, saranno annullati tutti i guadagni degli ultimi sei mesi.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 164,25 con target nell’intorno dei 174,97 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 156,72 con obiettivo molto vicino al livello 147,22. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a metà febbraio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 31.

L’andamento di breve termine delle azioni Alphabet









