Google (di proprietà di Alphabet) ha lanciato due modelli di intelligenza artificiale che gettano le basi per una nuova generazione di robot. “Consentono agli esperti di robotica di eseguire i propri programmi utilizzando le capacità di ragionamento di Gemini e di eseguire una gamma di compiti più ampia che mai”, spiega la società.
Il primo modello di IA si chiama Gemini Robotics, è un modello avanzato di visione-linguaggio-azione per controllare direttamente i robot; il secondo è Gemini Robotics-ER, un modello di linguaggio visivo con comprensione spaziale avanzata. “Collaboriamo con Apptronik per costruire la prossima generazione di robot umanoidi. Stiamo anche lavorando con un numero selezionato di tester fidati per guidare il futuro di Gemini Robotics-ER”, aggiunge Google. Tra questi ci sono Agile Robots, Agility Robots, Boston Dynamics ed Enchanted Tools.
Gemini Robotics è costruito sulle fondamenta di Gemini 2.0, e “attinge alle sue capacità avanzate di comprensione del linguaggio”, “è in grado di comprendere e rispondere a comandi formulati nel linguaggio colloquiale di tutti i giorni”. Inoltre, sottolinea Mountain View, “monitora continuamente l’ambiente circostante, rileva cambiamenti e regola le sue azioni di conseguenza. Questo tipo di controllo può aiutare meglio le persone a collaborare con gli assistenti robot in una vasta gamma di contesti, dalla casa al posto di lavoro”.
Azioni Alphabet: quotazioni alle prese con la media mobile a 25 periodi
Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Alphabet sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura molto al di sotto della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 165,96, per poi andare a chiudere non distante sul finale.
In seguito al minimo relativo toccato lo scorso 9 settembre sul livello 147,22, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un prolungato movimento rialzista, pur condito da fisiologici ritracciamenti periodici, ma sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente, fino a raggiungere un massimo storico a quota 207,05 (4 febbraio).
Da quel momento i corsi hanno effettuato un violento storno, anche accentuato da un vistoso gap down rimasto ancora aperto dal giorno successivo sul livello 202,81 e violando al ribasso la linea di tendenza rialzista che aveva accompagnato la salita dei prezzi negli ultimi mesi, fino a raggiungere un supporto in area 160, dove le quotazioni hanno stazionato qualche giornata all’interno di uno stretto trading range.
Il successivo rialzo delle recenti sedute deve essere interpretato con un fisiologico rimbalzo visto che ha arrestato la corsa in prossimità della resistenza rappresentata dalla media mobile a 25 periodi sul livello 169,39. Solo il superamento di quest’ultimo livello permetterà ad Alphabet di proseguire con solidità il trend in corso ponendosi come obiettivo il raggiungimento di quota 176, dove transita l’importante indicatore Supertrend.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 169,61 con target nell’intorno dei 176 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 165,96 con obiettivo molto vicino al livello 160. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Parabolic Sar, mentre l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 45.

L’andamento di breve termine delle azioni ALPHABET









