Azioni Amazon: il quadro tecnico dopo la trimestrale

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A Wall Street si prospetta una giornata volatile per le azioni Amazon, su cui dovrebbero impattare i dati del primo trimestre dell’anno in corso, comunicati dalla società nella serata di ieri. Il colosso mondiale dell’e-commerce ha terminato i primi tre mesi del 2025 con ricavi in aumento del 9% a 155,7 miliardi di dollari, superiori alla guidance fornita dall’azienda e posta nel range 151-155 miliardi di dollari. In salita anche l’utile netto che passa dai 10,43 miliardi di dollari dell’anno precedente ai 17,13 miliardi di dollari, con un utile per azione che si è attestato a 1,59 dollari, ben sopra le attese poste a 1,35 dollari.

Da sottolineare che Amazon Web Services, la divisione cloud dell’azienda, ha registrato un aumento dei ricavi del  16,9%, il ritmo più lento degli ultimi 5 anni, a 29,27 miliardi di dollari, sotto il consenso posto a 30,9 miliardi di dollari di vendite. Il management ha anche posto l’accento sulla questione dazi e su come questi stiano impattando sui venditori della piattaforma, con alcuni che hanno comunicato di voler rinunciare all’evento Prime Day che si terrà nel prossimo mese di luglio.

Nel corso della presentazione dei dati il gruppo ha anche fornito un outlook sul trimestre in corso, con ricavi che dovrebbero attestarsi tra 159-164 miliardi di dollari, in crescita tra il 7 e l’11% rispetto allo stesso periodo del 2024. Su questi numeri potrebbe esserci un impatto sfavorevole di circa 10 punti base a causa dei tassi di cambio.

 

Azioni Amazon: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono le attese sulle azioni Amazon a Wall Street. Dopo aver chiuso la giornata di ieri in rialzo di quasi il 3% in area 190 dollari, massimi dell’ultimo mese, l’apertura odierna dovrebbe essere all’insegna della debolezza. Con l’impostazione di fondo al rialzo e quella di medio termine al ribasso, nel breve periodo sarà con una conferma dei prezzi oltre i 190 dollari che le azioni dovrebbero proseguire il rimbalzo innescatosi dai minimi degli ultimi 8 mesi, toccati lo scorso 7 aprile. In questo caso dovremmo avere nuovi allunghi prima verso i 200 dollari, dove troviamo sia la media mobile di lungo periodo che l’indicatore daily del Supertrend, e successivamente i 206 dollari. Nel caso in cui anche queste ultime aree resistenziali dovessero essere lasciate alle spalle si avrebbe un rafforzamento della tendenza di medio periodo, con prossimi target i 220 dollari.

Al contrario, fin quando le quotazioni rimarranno sotto i 200 dollari tutti i rimbalzi potrebbero essere sfruttati per aprire posizioni ribassiste. In questo caso si avrebbe un primo target sui 180 dollari, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi di gennaio 2023 e congiunge quelli di ottobre dello stesso anno, e a seguire i 170 dollari. La perdita di questi sostegni dovrebbe spingere il titolo a mettere sotto pressione il minimo dello scorso mese di aprile in area 161,4 euro. Fondamentale sarà la tenuta di tali supporti per evitare un pericoloso indebolimento del quadro grafico, con target successivi i minimi di agosto 2024 in area 151,61 dollari.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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