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Azioni AMD: quali impatti a Wall Street con stop chip dalla Cina?

L'immagine mostra un chip di computer inserito in un computer

A Wall Street nella prima seduta della settimana ci saranno le azioni AMD tra quelle da  monitorare, dopo le nuove indiscrezioni provenienti dalla Cina che andranno a  riaccendere la guerra dei semiconduttori con gli USA. Secondo il Financial Times la Cina avrebbe introdotto nelle scorse ore nuove linee guida per eliminare gradualmente  i microchip prodotti dai colossi statunitensi, tra cui AMD, dai computer e server governativi. Le nuove direttive applicano le linee guida diramate lo scorso  26 dicembre da parte sia dal Ministero delle finanze che dal Ministero dell’industria e della tecnologia dell’informazione cinese. La transizione tecnologica verso fornitori nazionali dovrebbe completarsi, nelle intenzioni del Dragone, entro il 2027. Per Advanced Micro Devices,il mercato cinese vale tra il 15-20% del fatturato.

 

Azioni Amd: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono le attese sulle azioni AMD a Wall Street per le prossime giornate. Dopo aver chiuso la scorsa settimana all’insegna delle vendite, con i prezzi che si sono appoggiati sulla trendline ascendente innescatasi dai minimi dello scorso mese di ottobre in area 177-178 dollari, la nuova ottava si è aperta in gap-down per il titolo AMD con i corsi che passano di mano nei pressi dei 173 dollari. Nel breve termine le attese sono per un test sui minimi degli ultimi due mesi situati in area 162,5-162 dollari. Nel caso si realizzasse tale view, fondamentale sarà la tenuta di questi supporti per evitare una continuazione della fase discendente, partita lo scorso 8 marzo con un hammer ribassista, prima in direzione dei 150 dollari e successivamente spingersi fin verso i minimi dell’anno in corso situati sui 133-130 dollari, dove troviamo la media mobile di lungo periodo.

Al contrario solo con il pronto recupero degli ex massimi dello scorso mese di gennaio situati in area 184 dollari, che l’azione porrebbe le basi ad un recupero dei prezzi prima verso i 191 dollari ed in seguito verso la soglia psicologica dei 200 dollari. Dal punto di vista operativo sarà solo lasciandosi alle spalle quest’ultime aree, che aumenterebbero le chance per l’azione di andare a rivedere i massimi di sempre situati in area 225 dollari.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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