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Azioni Apple, cosa fare in vista della maxi-multa Ue sullo streaming

L'immagine mostra il negozio di Apple sulla Quinta Strada a New York

Apple riceverà la sua prima multa della storia dall’Unione europea per aver violato la normativa comunitaria sull’accesso ai servizi di streaming musicale, dopo un reclamo presentato nel 2019 dall’app Spotify. La sanzione, come ha anticipato il Financial Times, sarà intorno ai 500 milioni di euro e verrà annunciata a inizio marzo. Non si tratta di una somma record nel faldone, ormai corposo, che Bruxelles custodisce sulle Big Tech (nel 2022 Google pagò 4,3 miliardi), ma ha un valore simbolico rilevante.

Pezzo dopo pezzo, infatti, l’Europa sta smontando il “walled garden” , il giardino fortificato che Apple aveva eretto negli anni a protezione dei suoi business. Solo lo scorso anno la Mela si era adeguata alla porta di ricarica universale Usb-C sugli iPhone. Quest’anno, a marzo, aprirà il suo App Store concedendo agli utenti di scaricare applicazioni da piattaforme terze (pur con tutta una serie di regole che hanno già fatto arrabbiare i concorrenti e preludono a ulteriori battaglie legali).

 

Azioni Apple: quotazioni alle prese con il supporto a 180 dollari

Quotate sul mercato tecnologico americano Nasdaq, le azioni Apple sembrano essere impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di venerdì (ieri la Borsa USA è rimasta chiusa per festività). Dopo un’apertura al di sotto della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 184,85, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un minimo a quota 181,67, andando a chiudere sul finale non distante a 182,31 dollari.

Dopo il minimo toccato lo scorso 26 ottobre sul livello 165,67, l’azione ha ripreso velocemente a salire con un inaspettato rally rialzista che ha permesso ai corsi di raggiungere il proprio massimo storico in area 200 (14 dicembre, 199,62 dollari). Da quel momento, però, Apple ha cominciato a ritracciare. Ma non come era fisiologico aspettarsi, ossia con una comprensibile presa di beneficio, ma piuttosto con una configurazione grafica caratterizzata da minimi decrescenti, indicativi di una vera e propria inversione di tendenza. Tant’è che ora le quotazioni sono sotto la pressione di una ben delineata trendline discendente.

L’unico ostacolo a un ulteriore crollo dei prezzi è rappresentato al momento dal supporto presente a quota 180, che già in passato aveva svolto con successo lo stesso compito di arginare le possibili cadute. Il titolo vi è oramai vicino e sarà di fondamentale importanza vedere come si comporterà nelle prossime giornate. Non è detto, infatti, che sosterrà Apple per l’ennesima volta.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 184,85 con target nell’intorno dei 190 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 181,67 con obiettivo molto vicino al livello 175. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a fine gennaio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 37.


L’andamento di breve termine del titolo APPLE

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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