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Azioni Apple: quali impatti a Wall Street con aumento produzione in India?

Una serie di prodotti a marchio Apple

Azioni Apple da monitorare nella terza seduta della settimana a Wall Street, dopo alcune indiscrezioni rilanciate da Bloomberg. L’azienda di Cupertino avrebbe  aumentato, nel corso dell’anno passato, la sua produzione in India di quasi il 14%, arrivando ad assemblare iPhone per un valore vicino ai 14 miliardi di dollari. Le motivazioni non sono solo di carattere economico, in scia agli incentivi messi in campo dal governo indiano per attrarre nel Paese aziende straniere, ma anche strategico, per cercare di andare a compensare il trend negativo della Cina. Sebbene quest’ultimo rimanga il più grande mercato estero per Apple, la presenza di concorrenti agguerriti e i divieti sull’utilizzo di tecnologie non cinesi stanno avendo impatti negativi sull’azienda guidata da Tim Cook.

Nel corso degli ultimi 12 mesi la quota mercato in Cina è scesa dal 19% all’attuale 15,7% e nei primi due mesi del 2024 le vendite sono diminuite del 24%. In questo contesto l’obiettivo di Apple sarebbe di produrre il 25% degli iPhone in India entro il 2025 e venderne in loco almeno la metà entro il 2027.

 

Azioni Apple: analisi tecnica e strategie operative

Il dato di inflazione USA, risultata a marzo leggermente sopra le attese degli analisti, dovrebbe spingere le azioni Apple verso i forti supporti  in area 167-166 dollari, che rappresentano i minimi toccati dall’azione nel corso degli ultimi 11 mesi. Dal punto di vista operativo la violazione di tali livelli non solo andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica del titolo, ma aprirebbe le porte per nuove discese prima verso i 162,5 dollari e successivamente in direzione del bottom degli ultimi 12 mesi in area 160 dollari.

Al contrario, solo con la tenuta dei 166 dollari si potrebbero porre le basi per un rimbalzo delle quotazioni, il cui primo obiettivo è situato sui massimi della passata settimana situati nei pressi dei 172 dollari. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere lasciate alle spalle, si avrebbe una continuazione degli acquisti in prima battuta in direzione dei 175,5-176 dollari, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend, e in seguito sui top dello scorso mese di marzo situati a 179 dollari. Sarà solo dinanzi al superamento di questi ultimi livelli che si avrebbe un allentamento della pressione ribassista che aprirebbe la strada a nuovi apprezzamenti verso i 183 dollari, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e in seguito i 185 dollari.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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